Scuola: l’educazione sessuale resti diritto esclusivo della famiglia

Scuola: l’educazione sessuale resti diritto esclusivo della famiglia

Lettere a “ La Verità”

Gent.mo Direttore,
riguardo alla “educazione sessuale all’affettività” nella scuola la realtà non deve essere soffocata dalla ideologia e da interessi mascherati da preoccupazione sociale.
La Svezia che da più di 70 anni impone educazione sessuo-affettiva  a tutti nelle scuole, detiene  il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. I tassi di violenza sulle donne più alti si registrano nei Paesi cosiddetti più sviluppati, USA, UK, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali  spetta alla avanzatissima Emilia Romagna.  Messi di fronte al fallimento della “educazione sessuale” scolastica politici, sociologi, psicologi hanno inventato il Paradosso Nordico. In altri termini il mito della “educazione sessuale” scolastica deve rimanere intatto, mentre la realtà si ribella a questi “apprendisti stregoni”. Non si tratta di un “Paradosso”, bensì è la diretta conseguenza della sessualizzazione precoce, indotta dal “modello CSE – Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica)” dell’ONU ovvero le “raccomandazioni internazionali”di OMS e di UNESCO e del BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute: “gioco del dottore” per i bambini più piccoli, “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni, con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti; procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi i” per età 12-15 anni;, immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi.  . (Sessualizzazione precoce e grooming o ed.sessuale? https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes)
All’improvviso quelli che sempre citano la Costituzione scotomizzano l’art.30: “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.” Le famiglie hanno interesse ad una vita serena ed alla vera educazione dei figli, che deve quindi svolgersi nella calda intimità domestica. Organizzazioni e categorie di ogni tipo, invece, lucrano soldi sottratti alle famiglie per inventarsi “esperti” di educazione sessuale.
Grazie Cordali saluti:

Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it

Viterbo, critiche al ministro Roccella:il commento del dott. Leone

Viterbo, critiche al ministro Roccella:il commento del dott. Leone

Egregio Direttore,
Chiedo cortesemente diritto di replica all’articolo https://www.lafune.eu/strafalcioni-ministeriali-su-educazione-sessuale-e-dna-maschile/
Strafalcioni ministeriali su educazione sessuale e “dna maschile”
Interessante disamina storico-antropologica riguardo ai ruoli sociali di uomini e donne. In realtà sarebbe esaustivo fare riferimento a Gesù Cristo con i suoi atteggiamenti perfetti verso tutti (verso uomini, donne, bambini), perfettamente enunciato da San Paolo (Galati 3, 28): Non c’è più Giudeo né Greco, non c’è schiavo né libero, né uomo né donna, poiché voi siete tutti uno in Cristo. Precetto recepito nella legislazione cristiana di Giustiniano, il quale riconosce pari dignità e diritti a figli maschi e a figlie femmine (Codex Juris Justinianus Novella 18, 5).

“Paradosso” nordico:più educazione sessuale=più violenza

Effettivamente la ministra Roccella  sbaglia “a non cogliere nessuna correlazione tra una educazione sessuale fornita a scuola e la riduzione dei femminicidi”, poiché essi appaiono invece incentivati dalla sessualizzazione precoce derivante dalla cosiddetta educazione sessuale e all’affettività scolastica.
La Svezia che da più di 70 anni impone educazione sessuo-affettiva  a tutti nelle scuole, detiene  il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. I tassi di violenza sulle donne più alti si registrano nei Paesi cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali  spetta alla avanzatissima Emilia Romagna.  Messi di fronte al fallimento della “educazione sessuale” scolastica politici, sociologi, psicologi hanno inventato il Paradosso Nordico. In altri termini il mito della “educazione sessuale” scolastica deve rimanere intatto, mentre la realtà si ribella a questi “apprendisti stregoni”. (1) (2) (3) (4)

Non si tratta quindi di un “Paradosso”, bensì è la diretta conseguenza della sessualizzazione precoce, indotta dalla martellante pubblicità riguardo alla componente sessuata della personalità, pubblicità che si intende estendere all’interno della scuola.

“Femminicidi” di donne straniere in aumento

I dati Eures riportano che i femminicidi di donne non italiane sono passati da 17 nel 2023 a 24 nel 2024 (+ 24%) senza che le femministe si indignassero. E’ parimenti noto che le violenze sessuali perpetrate da stranieri presenti in Italia coprono oltre il 30% dell’increscioso  totale, pur essendo gli stranieri circa 6milioni. Spesso, al capodanno a Milano ed al concertone di Roma adesso, questi stupri sono organizzati in base allo schema della taharrush gamea: il gruppo degli stupratori circonda ed isola la vittima. Ma anche qui dalle femministe si ode un silenzio di tomba.

Ed.sessuale a scuola: incremento degli aborti volontari. Es.1)

Un intervento di politica sanitaria come la “educazione sessuale scolastica” richiede la verifica della sua efficacia. Affiderei una prima risposta sul valore dell’educazione sessuale scolastica alla testimonianza spontanea di Lily Allen, nata il 02.05.1985, e di Miquita Oliver nata il 25.04.1984, conduttrici inglesi del  podcast Miss me? di BBC Audio, le quali hanno certamente goduto della citata «educazione sessuale ed affettiva». Nel corso del programma radiofonico Lily Allen ha candidamente rivelato: “Restavo incinta di continuo, di continuo. Ho avuto diversi aborti, ma poi non ricordo esattamente quanti. Non ricordo. Direi quattro o cinque”, e la conduttrice Miquita Oliver ha condiviso la propria esperienza con un tono altrettanto sincero: “Anch’io ne ho avuti circa cinque! Lily, sono così felice di poterlo dire e di poterlo dire anche tu, e nessuno è venuto a criticarci, senza alcun giudizio. Abbiamo avuto più o meno la stessa quantità di aborti”. L’autentica classe di queste due fa decisamente sfigurare l’affermazione di Gilda Sportiello, che si è vantata di appena un solo procurato aborto, a dimostrazione di quanto l’«educazione sessuale ed affettiva» britannica superi gloriosamente l’ignoranza mediterranea.

Es.2)

In Vanity Fair https://www.vanityfair.it/article/lily-allen-non-ricordo-quanti-aborti-subito-penso-quattro-cinque-rimanevo-incintsempre   Lily Allen rivela un dato interessante: “I miei genitori erano abbastanza assenti quando ero piccola. Questa cosa ha lasciato delle brutte cicatrici.” Ecco un fatto che rafforza la raccomandazione che siano i genitori e le famiglie a dialogare con i figli in maniera delicata e costruttiva su questi temi così delicati ed importanti per la vita. In realtà la Costituzione art.30 prescrive: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.”  In edunews 16.11.2025 Savino Grimaldi riporta: “laddove il consenso informato è necessario, le adesioni alle attività di educazione sessuale si ridimensionano notevolmente, specie in contesti dove permangono forti diffidenze culturali e sociali”. https://edunews24.it/scuola/educazione-sessuale-a-scuola-fra-consenso-ideologia-e-il-ritorno-al-timore-di-manzoni     Anche Luciana Castellina, fondatrice del comunistissimo Manifesto, si è dichiarata contraria all’educazione sessuale scolastica! https://www.tempi.it/castellina-contraria-educazione-sessuale-scuola/
Ma chi dovrebbe tenere queste famigerate lezioni di “educazione sessuale scolastica”? Attivisti LGBTQ+, che già in più occasioni sono stati introdotti in alcune scuole all’insaputa delle famiglie? Un Cattolico strettamente monogamo? Un protestante divorzista? Un islamico poligamo, che tuttora impone a moglie e figlie chador o burqa?

Ed.sessuale precoce=sessualizzazione precoce

L’educazione sessuale scolastica   “modello CSE – Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica)” dell’ONU ovvero le “raccomandazioni internazionali”di OMS e di UNESCO e del BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute https://whocc.bioeg.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/BZgA_GuidanceImplementation_Italian.pdf riportano:  “gioco del dottore” per i bambini più piccoli, “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni, con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti; procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi i” per età 12-15 anni;, immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi.  In altri termini si promuove la sessualizzazione precoce, che espone bambini ed adolescenti a grooming (adescamento) e ad ogni altra esperienza negativa. Anche Luciana Castellina, fondatrice del comunistissimo Manifesto, si è dichiarata contraria all’educazione sessuale scolastica! https://www.tempi.it/castellina-contraria-educazione-sessuale-scuola/
Degli esperti che hanno redatto queste preziose linee guida non è peraltro dato conoscere nomi e qualifiche: sarebbe logico e doveroso che il Lettore fosse reso partecipe che gli esperti siano effettivamente qualificati ad esprimere importanti consigli a noi poveri profani. Nel testo  figura soltanto una fotografia di gruppo, che mostra 15 donne e 5 uomini. Ma viene riportata la fattiva ed estesa  partecipazione di  IPPF International Planned Parenthood Federation: Planned Parenthood è una organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare aborti, dai quali ottiene proventi miliardari. Si può tranquillamente immaginare quanto sia disinteressata la partecipazione di Planned Parenthood a queste iniziative di “educazione sessuale”.

Promozione dell’ed.sessuale per interessi privati?

La IPPF International così come la Durex dei preservativi hanno interesse a diffondere pratiche sessuali, dalle quali derivano cospicui introiti, promuovono una “educazione sessuale e all’affettività“ a loro uso e consumo. E’ manifesto il conflitto d’interessi  tra queste industrie e le famiglie, che dovrebbero invece essere sensibilizzate al dialogo con i propri figli, come specificatamente indicato dalla Costituzione art.30: “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.” Le famiglie hanno interesse ad una vita serena ed alla vera educazione dei figli, che deve quindi svolgersi nella calda intimità domestica. Organizzazioni e categorie di ogni tipo, invece, lucrano soldi sottratti alle famiglie per inventarsi “esperti” di educazione sessuale.
Il fallimento della “educazione sessuale e all’affettività” scolastica si può toccare con mano osservando la realtà sperimentata presso i Paesi dove essa è stata imposta da più di 70 anni. Essa espone i bambini a sessualizzazione precoce, li induce ad interessarsi alla pornografia, alla quale purtroppo internet offre facile accesso con conseguenze perniciose a qualsiasi età. Pornografia, prostituzione, droga sono poi strettamente collegate: il mercato della pornografia attira e sfrutta, con enormi introiti, giovani uomini e giovani donne che si prostituiscono, anche per accedere alla droga: tanti di questi infelici chiudono la loro triste esistenza col suicidio. Psicologi e pedagogisti e persino ditte fabbricanti preservativi che invocano e promuovono questa nuova materia scolastica, agiscono manifestamente per i loro peculiari interessi, non certo per il bene degli alunni.

Ed.sessuale a scuola=aumento delle malattie sessualmente trasmesse

Il CSE, la cosiddetta educazione sessuale scolastica non hanno effetto preventivo, bensì incentivano malattie sessualmente trasmesse, procurato aborto.
Il tasso di abortività in Svezia è tra i più alti in Europa, spesso superiore al 20%. Questo significa che circa il 20% delle donne svedesi tra i 15 e i 44 anni intraprendono un’interruzione di gravidanza.
In Francia, altra patria dell’educazione sessuale scolastica, il procurato aborto è libero da 50 anni con questi brillanti risultati: 223.300 aborti nel 2021; 234.300 nel 2022; 243.623 nel 2023; con un tasso di abortività di 16,8/mille donne in età fertile (nella diseducata Italia il tasso di abortività, anch’esso drammatico, è però meno di un terzo:  5,4/mille donne in età fertile).
A pensar male si pecca, ma dietro a così tanta premura per attivare corsi di “educazione sessuale scolastica” si nascondono interessi economici sia delle ditte di preservativi e di pillole ormonali, sia di “esperti” pronti ad infilarsi nelle scuole per lucrare succosi contributi statali.  Soldi sottratti ai contribuenti ed alle famiglie.

Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it

1) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html

2) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
3) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020
4) Sessualizzazione precoce e grooming o ed.sessuale? 11.02.2025 https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes

https://www.lafune.eu/educazione-sessuale-nelle-scuole-lettera-dal-comitato-profile-insieme/

Ed. sessuale a scuola: quali sono davvero gli interessi?

Ed. sessuale a scuola: quali sono davvero gli interessi?

https://www.google.com/search?q=difesapopolo+la+questione+dell%27educazione+sessuale&oq=difesapopolo+la+questione+dell%27educazione+sessuale&aqs=chrome..69i57j0i546i649j0i512i546l2.24211j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8
La questione dell’educazione sessuale nelle scuole. Cosa può offrire la scuola? Come può aiutare a crescere la persona integrale?
Un intervento di politica sanitaria come la “educazione sessuale scolastica” richiede la verifica della sua efficacia. Affiderei una prima risposta sul valore dell’educazione sessuale scolastica alla testimonianza spontanea di Lily Allen, nata il 02.05.1985, e di Miquita Oliver nata il 25.04.1984, conduttrici inglesi del  podcast Miss me? di BBC Audio, le quali hanno certamente goduto della citata «educazione sessuale ed affettiva». Nel corso del programma radiofonico Lily Allen ha candidamente rivelato: “Restavo incinta di continuo, di continuo. Ho avuto diversi aborti, ma poi non ricordo esattamente quanti. Non ricordo. Direi quattro o cinque”, e la conduttrice Miquita Oliver ha condiviso la propria esperienza con un tono altrettanto sincero: “Anch’io ne ho avuti circa cinque! Lily, sono così felice di poterlo dire e di poterlo dire anche tu, e nessuno è venuto a criticarci, senza alcun giudizio. Abbiamo avuto più o meno la stessa quantità di aborti”. L’autentica classe di queste due fa decisamente sfigurare l’affermazione di Gilda Sportiello, che si è vantata di appena un solo procurato aborto, a dimostrazione di quanto l’«educazione sessuale ed affettiva» britannica superi gloriosamente l’ignoranza mediterranea.

In Vanity Fair https://www.vanityfair.it/article/lily-allen-non-ricordo-quanti-aborti-subito-penso-quattro-cinque-rimanevo-incintsempre   Lily Allen rivela un dato interessante: “I miei genitori erano abbastanza assenti quando ero piccola. Questa cosa ha lasciato delle brutte cicatrici.” Ecco un fatto che rafforza la raccomandazione che siano i genitori e le famiglie a dialogare con i figli in maniera delicata e costruttiva su questi temi così delicati ed importanti per la vita. In realtà la Costituzione art.30 prescrive: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.”  In edunews 16.11.2025 Savino Grimaldi riporta: “laddove il consenso informato è necessario, le adesioni alle attività di educazione sessuale si ridimensionano notevolmente, specie in contesti dove permangono forti diffidenze culturali e sociali”. https://edunews24.it/scuola/educazione-sessuale-a-scuola-fra-consenso-ideologia-e-il-ritorno-al-timore-di-manzoni
Alberto Campoleoni propone: “offriamo l’opportunità di fruire di esperti e competenze specifiche.” Ma chi dovrebbe tenere queste famigerate lezioni di “educazione sessuale scolastica”? Attivisti LGBTQ+, che già in più occasioni sono stati introdotti in alcune scuole all’insaputa delle famiglie? Un Cattolico strettamente monogamo? Un protestante divorzista? Un islamico poligamo, che tuttora impone a moglie e figlie chador o burqa?

L’educazione sessuale scolastica   “modello CSE – Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica)” dell’ONU ovvero le “raccomandazioni internazionali”di OMS e di UNESCO e del BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute https://whocc.bioeg.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/BZgA_GuidanceImplementation_Italian.pdf riportano:  “gioco del dottore” per i bambini più piccoli, “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni, con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti; procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi i” per età 12-15 anni;, immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi.  In altri termini si promuove la sessualizzazione precoce, che espone bambini ed adolescenti a grooming (adescamento) e ad ogni altra esperienza negativa. Anche Luciana Castellina, fondatrice del comunistissimo Manifesto, si è dichiarata contraria all’educazione sessuale scolastica! https://www.tempi.it/castellina-contraria-educazione-sessuale-scuola/
Degli esperti che hanno redatto queste preziose linee guida non è peraltro dato conoscere nomi e qualifiche: sarebbe logico e doveroso che il Lettore fosse reso partecipe che gli esperti siano effettivamente qualificati ad esprimere importanti consigli a noi poveri profani. Nel testo  figura soltanto una fotografia di gruppo, che mostra 15 donne e 5 uomini. Ma viene riportata la fattiva ed estesa  partecipazione di  IPPF International Planned Parenthood Federation: Planned Parenthood è una organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare aborti, dai quali ottiene proventi miliardari. Si può tranquillamente immaginare quanto sia disinteressata la partecipazione di Planned Parenthood a queste iniziative di “educazione sessuale”.
La IPPF International così come la Durex dei preservativi hanno interesse a diffondere pratiche sessuali, dalle quali derivano cospicui introiti, promuovono una “educazione sessuale e all’affettività“ a loro uso e consumo. E’ manifesto il conflitto d’interessi  tra queste industrie e le famiglie, che dovrebbero invece essere sensibilizzate al dialogo con i propri figli, come specificatamente indicato dalla Costituzione art.30: “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.” Le famiglie hanno interesse ad una vita serena ed alla vera educazione dei figli, che deve quindi svolgersi nella calda intimità domestica. Organizzazioni e categorie di ogni tipo, invece, lucrano soldi sottratti alle famiglie per inventarsi “esperti” di educazione sessuale.
Il fallimento della “educazione sessuale e all’affettività” scolastica si può toccare con mano osservando la realtà sperimentata presso i Paesi dove essa è stata imposta da più di 70 anni. Essa espone i bambini a sessualizzazione precoce, li induce ad interessarsi alla pornografia, alla quale purtroppo internet offre facile accesso con conseguenze perniciose a qualsiasi età. Pornografia, prostituzione, droga sono poi strettamente collegate: il mercato della pornografia attira e sfrutta, con enormi introiti, giovani uomini e giovani donne che si prostituiscono, anche per accedere alla droga: tanti di questi infelici chiudono la loro triste esistenza col suicidio. Psicologi e pedagogisti e persino ditte fabbricanti preservativi che invocano e promuovono questa nuova materia scolastica, agiscono manifestamente per i loro peculiari interessi, non certo per il bene degli alunni.
Il CSE, la cosiddetta educazione sessuale scolastica non hanno effetto preventivo, bensì incentivano malattie sessualmente trasmesse, procurato aborto.
Il tasso di abortività in Svezia è tra i più alti in Europa, spesso superiore al 20%. Questo significa che circa il 20% delle donne svedesi tra i 15 e i 44 anni intraprendono un’interruzione di gravidanza.
In Francia, altra patria dell’educazione sessuale scolastica, il procurato aborto è libero da 50 anni con questi brillanti risultati: 223.300 aborti nel 2021; 234.300 nel 2022; 243.623 nel 2023; con un tasso di abortività di 16,8/mille donne in età fertile (nella diseducata Italia il tasso di abortività, anch’esso drammatico, è però meno di un terzo:  5,4/mille donne in età fertile).
Siamo perfettamente d’accordo che la realtà sperimentata presso altre nazioni europee è questa: Svezia e Francia da 70 anni “democraticamente impongono” l’educazione sessuale nelle scuole. La Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. I tassi di violenza sulle donne più alti si registrano nei Paesi cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali  spetta alla avanzatissima Emilia Romagna.  Messi di fronte al fallimento della “educazione sessuale” scolastica politici, sociologi, psicologi hanno inventato il Paradosso Nordico. In altri termini il mito della “educazione sessuale” scolastica deve rimanere intatto, mentre la realtà si ribella a questi “apprendisti stregoni”. (1) (2) (3) (4)
Non si tratta quindi di un “Paradosso”, bensì è la diretta conseguenza della sessualizzazione precoce, indotta dalla martellante pubblicità riguardo alla componente sessuata della personalità, pubblicità che si intende estendere all’interno della scuola.

I dati Eures riportano che i femminicidi di donne non italiane sono passati da 17 nel 2023 a 24 nel 2024 (+ 24%) senza che le femministe si indignassero. E’ parimenti noto che le violenze sessuali perpetrate da stranieri presenti in Italia coprono oltre il 30% dell’increscioso  totale, pur essendo gli stranieri circa 6milioni. Spesso, al capodanno a Milano ed al concertone di Roma adesso, questi stupri sono organizzati in base allo schema della taharrush gamea: il gruppo degli stupratori circonda ed isola la vittima. Ma anche qui dalle femministe si ode un silenzio di tomba.

Alberto Campoleoni infine domanda: “Ma davvero è questo in ballo quando si parla di educazione sessuale a scuola?” A pensar male si pecca, ma l’esperienza insegna che dietro a così tanta premura per attivare corsi di “educazione sessuale scolastica” si nascondano interessi economici sia delle ditte di preservativi e di pillole ormonali, sia di “esperti” pronti ad infilarsi nelle scuole per lucrare succosi contributi statali. Soldi sottratti ai contribuenti ed alle famiglie.

Dott.Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it

1) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html

2) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
3) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020
4) Sessualizzazione precoce e grooming o ed.sessuale? 11.02.2025 https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes

Preservativi:i fabbricanti fanno educazione sessuale,i ghepardi tengono corsi alle gazzelle.

Preservativi:i fabbricanti fanno educazione sessuale,i ghepardi tengono corsi alle gazzelle.

Egregio Direttore,
Chiedo cortesemente diritto di replica all’articolo https://www.adnkronos.com/salute/osservatorio-durex-9-giovani-su-10-chiedono-educazione-sessuale-a-scuola_9NraEPlX25E7Z6NQV4kkt
Osservatorio Durex: “9 giovani su 10 chiedono educazione sessuale a scuola”

Trovo commovente il generoso interessamento della Durex, industria di  preservativi, ai fini della cosiddetta “educazione sessuale e all’affettività“, tanto generoso addirittura da sostenere un Osservatorio “Giovani e Sessualità”.
Qualsiasi osservatore non è mai un osservatore del tutto imparziale e distaccato. Chiunque sia addentro ai sistemi delle “indagini conoscitive” sa bene che coloro che le organizzano possono facilmente indirizzare le risposte nel senso voluto. Qui ovviamente l’ Osservatorio “Giovani e Sessualità”, pagato dall’industria di  preservativi  Durex, doveva avallare una tesi favorevole allo sponsor: tanta educazione all’uso dei preservativi! In realtà addestramento ad un contraccettivo meccanico più o meno efficace o inefficace, anche rispetto alla possibilità di trasmissione di infezioni virali come l’HIV dell’AIDS, e mercificazione meccanica del sesso.
E’ noto a tutti coloro che non chiudano gli occhi e non si tappino gli orecchi: la cosiddetta “educazione sessuale e all’affettività“ è nella realtà pubblicità manifesta ad intraprendere rapporti sessuali disinvolti, un’opera di sessualizzazione  precoce rivolta a plagiare giovani menti in formazione. I giovani vengono così distolti dal vero scopo affettivo del rapporto con la persona dell’altro sesso e quindi dalla responsabilità  sia verso  l’altra persona sia per la natura procreativa  dell’unione fisica sessuale cioè per la possibilità che da tale unione nasca una nuova vita, un bambino. La sessualità viene così  ridotta, mercificata a preservativi e a pillole anticoncezionali o del giorno dopo  o dei cinque giorni dopo, con tutte le conseguenze nefaste del ricorso a preparati ormonali esogeni.
L’educazione sessuale scolastica fa riferimento al “modello CSE – Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica)” dell’ONU ovvero le “raccomandazioni internazionali”di OMS e di UNESCO e del BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute https://whocc.bioeg.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/BZgA_GuidanceImplementation_Italian.pdf che riportano:  “gioco del dottore” per i bambini più piccoli, “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni, con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti; procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi i” per età 12-15 anni;, immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi.  In altri termini si promuove la sessualizzazione precoce, che espone bambini ed adolescenti a grooming (adescamento) e ad ogni altra esperienza negativa. Anche Luciana Castellina, fondatrice del comunistissimo Manifesto, si è dichiarata contraria all’educazione sessuale scolastica! https://www.tempi.it/castellina-contraria-educazione-sessuale-scuola/
Degli esperti che hanno redatto queste preziose linee guida non è peraltro dato conoscere nomi e qualifiche: sarebbe logico e doveroso che il Lettore fosse reso partecipe che gli esperti siano effettivamente qualificati ad esprimere importanti consigli a noi poveri profani. Nel testo  figura soltanto una fotografia di gruppo, che mostra 15 donne e 5 uomini. Ma viene riportata la fattiva ed estesa  partecipazione di  IPPF International Planned Parenthood Federation: Planned Parenthood è una organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare aborti, dai quali ottiene proventi miliardari. Si può tranquillamente immaginare quanto sia disinteressata la partecipazione di Planned Parenthood a queste iniziative di “educazione sessuale”.
Come si vede industrie come la IPPF International e la Durex che hanno interesse a diffondere pratiche sessuali, dalle quali derivano cospicui introiti, promuovono una “educazione sessuale e all’affettività“ a loro uso e consumo. E’ manifesto il conflitto d’interessi  tra queste industrie e le famiglie, che dovrebbero invece essere sensibilizzate al dialogo con i propri figli, come specificatamente indicato dalla Costituzione art.30: “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.” Le famiglie hanno interesse ad una vita serena ed alla vera educazione dei figli, che deve quindi svolgersi nella calda intimità domestica.
Chi senza verifiche accorda fiducia all’indagine condotta dall’Osservatorio “Giovani e Sessualità”, pagato dall’industria di  preservativi  Durex, potrebbe analogamente accordare fiducia  a ghepardi che tengano corsi rivolti alle gazzelle, a scassinatori che illustrino sistemi antifurto alle banche.
Il fallimento della “educazione sessuale e all’affettività” scolastica si può toccare con mano osservando la realtà sperimentata presso i Paesi dove essa è stata imposta da più di 70 anni. Essa espone i bambini a sessualizzazione precoce, li induce ad interessarsi alla pornografia, alla quale purtroppo internet offre facile accesso con conseguenze perniciose a qualsiasi età. Pornografia, prostituzione, droga sono poi strettamente collegate: il mercato della pornografia attira e sfrutta, con enormi introiti, giovani uomini e giovani donne che si prostituiscono, anche per accedere alla droga: tanti di questi infelici chiudono la loro triste esistenza col suicidio. Psicologi e pedagogisti e persino ditte fabbricanti preservativi che invocano e promuovono questa nuova materia scolastica, agiscono manifestamente per i loro peculiari interessi, non certo per il bene degli alunni.
La realtà sperimentata presso altre nazioni europee è questa: Svezia e Francia da 70 anni “democraticamente impongono” l’educazione sessuale nelle scuole. La Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. Questi dati possono essere ottenuti on-line persino da siti femministi come Cosmopolitan. I tassi di violenza sulle donne più alti si registrano nei Paesi cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali  spetta alla avanzatissima Emilia Romagna.  Messi di fronte al fallimento della “educazione sessuale” scolastica politici, sociologi, psicologi hanno inventato il Paradosso Nordico. In altri termini il mito della “educazione sessuale” scolastica deve rimanere intatto, mentre la realtà si ribella a questi “apprendisti stregoni”. (1) (2) (3) (4)
Non si tratta quindi di un “Paradosso”, bensì è la diretta conseguenza della sessualizzazione precoce, indotta dalla martellante pubblicità riguardo alla componente sessuata della personalità, pubblicità che si intende estendere all’interno della scuola.

I dati Eures riportano che i femminicidi di donne non italiane sono passati da 17 nel 2023 a 24 nel 2024 (+ 24%) senza che le femministe si indignassero. E’ parimenti noto che le violenze sessuali perpetrate da stranieri presenti in Italia coprono oltre il 30% dell’increscioso  totale, pur essendo gli stranieri circa 6milioni. Spesso, al capodanno a Milano ed al concertone di Roma adesso, questi stupri sono organizzati in base allo schema della taharrush gamea: il gruppo degli stupratori circonda ed isola la vittima. Ma anche qui dalle femministe si ode un silenzio di tomba.

La scuola non deve essere infarcita e spezzettata da mille piccole proposte: l’utilizzo di strumenti elettronici non richiede l’introduzione di un corso speciale, che sottragga tempo ed attenzione alle materie veramente formative.

Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it

1) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html

2) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
3) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020
4) Sessualizzazione precoce e grooming o ed.sessuale? 11.02.2025 https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes

Scuola, educazione sessuale e ed.digitale non sono discipline affini

Scuola, educazione sessuale e ed.digitale non sono discipline affini

Egregio Direttore,
Chiedo cortesemente diritto di replica all’articolo https://www.open.online/2025/11/08/parita-di-genere-floridia-educazione-sessuale-digitale/
Parità di genere, Floridia (M5s): “L’educazione sessuale va affiancata all’educazione digitale”

Olympe de Gouges è certamente una figura storica importante, ma differisce profondamente dalle ideologie che oggi si cerca di imporre; poiché si era opposta all’assassinio di Luigi XVI Re di Francia, venne a sua volta assassinata dai rivoluzionari, cioè ghigliottinata nel 1793.

La “parità di genere” correttamente intesa (certamente non quella di ideologie astruse come il gender) è stata stabilita da N.Signore Gesù Cristo e correttamente enunciata da San Paolo: “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Galati 3, 28). La legislazione cristiana ha riconosciuto pari dignità e diritti a figli maschi e a figlie femmine già con Giustiniano nel Codex Juris Justinianus (Novella 18, 5).
Definire sex worker una povera donna, la quale per costrizione o per suoi motivi lascia sfruttare il proprio corpo e la propria persona, non modifica la condizione della prostituzione, e risulta antitetico rispetto a quanto in facciata si vuole accreditare positivamente: l’educazione sessuale scolastica.
L’educazione sessuale scolastica fa riferimento al “modello CSE – Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica)” dell’ONU ovvero le “raccomandazioni internazionali”di OMS e di UNESCO e del BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute https://whocc.bioeg.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/BZgA_GuidanceImplementation_Italian.pdfche riportano:  “gioco del dottore” per i bambini più piccoli, “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni, con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti; procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi i” per età 12-15 anni;, immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi.  In altri termini si promuove la sessualizzazione precoce, che espone bambini ed adolescenti a grooming (adescamento) e ad ogni altra esperienza negativa. Anche Luciana Castellina, fondatrice del comunistissimo Manifesto, si è dichiarata contraria all’educazione sessuale scolastica! https://www.tempi.it/castellina-contraria-educazione-sessuale-scuola/

Il fallimento della “educazione sessuale e all’affettività” scolastica si può toccare con mano osservando la realtà sperimentata presso i Paesi dove essa è stata imposta da più di 70 anni. Essa espone i bambini a sessualizzazione precoce, li induce ad interessarsi alla pornografia, alla quale purtroppo internet offre facile accesso con conseguenze perniciose a qualsiasi età. Pornografia, prostituzione, droga sono poi strettamente collegate: il mercato della pornografia attira e sfrutta, con enormi introiti, giovani uomini e giovani donne che si prostituiscono, anche per accedere alla droga: tanti di questi infelici chiudono la loro triste esistenza col suicidio. Psicologi e pedagogisti e persino ditte fabbricanti preservativi che invocano e promuovono questa nuova materia scolastica, agiscono manifestamente per i loro peculiari interessi, non certo per il bene degli alunni.
La realtà sperimentata presso altre nazioni europee è questa: Svezia e Francia da 70 anni “democraticamente impongono” l’educazione sessuale nelle scuole. La Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. Questi dati possono essere ottenuti on-line persino da siti femministi come Cosmopolitan. I tassi di violenza sulle donne più alti si registrano nei Paesi cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali  spetta alla avanzatissima Emilia Romagna.  Messi di fronte al fallimento della “educazione sessuale” scolastica politici, sociologi, psicologi hanno inventato il Paradosso Nordico. In altri termini il mito della “educazione sessuale” scolastica deve rimanere intatto, mentre la realtà si ribella a questi “apprendisti stregoni”. (1) (2) (3) (4)
Non si tratta quindi di un “Paradosso”, bensì è la diretta conseguenza della sessualizzazione precoce, indotta dalla martellante pubblicità riguardo alla componente sessuata della personalità, pubblicità che si intende estendere all’interno della scuola.

I dati Eures riportano che i femminicidi di donne non italiane sono passati da 17 nel 2023 a 24 nel 2024 (+ 24%) senza che le femministe si indignassero. E’ parimenti noto che le violenze sessuali perpetrate da stranieri presenti in Italia coprono oltre il 30% dell’increscioso  totale, pur essendo gli stranieri circa 6milioni. Spesso, al capodanno a Milano ed al concertone di Roma adesso, questi stupri sono organizzati in base allo schema della taharrush gamea: il gruppo degli stupratori circonda ed isola la vittima. Ma anche qui dalle femministe si ode un silenzio di tomba.

La scuola non deve essere infarcita e spezzettata da mille piccole proposte: l’utilizzo di strumenti elettronici non richiede l’introduzione di un corso speciale, che sottragga tempo ed attenzione alle materie veramente formative.

Per educare è fondamentale l’esempio positivo, che deve venire dalla famiglia, dai rapporti tra i genitori, dal rispetto che viene insegnato ai figli. Semmai a scuola può perfezionarsi in contatti sociali e attraverso esempi positivi della letteratura: le nobili figure della Gerusalemme liberata e dei Promessi sposi, la Madre di Cecilia, la predica rivolta ai guariti dalla peste…  Certamente è necessario calare questi esempi negli animi degli alunni per evitare che diventino maranza!
Allora perché non offrire corsi ai genitori dei maranza? Perché chiudersi occhi ed orecchi se l’imam di Torino approva le stragi di civili israeliani perpetrate il 7 ottobre 2023? (La Verità 12.10.2025)

Istruire è sempre compito della scuola. Ma se istruire, dal Latino instruĕre, significa «preparare, costruire, insegnare» , lasciamo che ogni insegnante si dedichi ad introdurre i suoi alunni nell’ambito delle materie curriculari che ben conosce, attraverso le quali costruirà negli alunni quelle capacità critiche, in base alle quali i futuri cittadini saranno in grado di compiere scelte consapevoli, ragionevoli, rispettose di tutti.

Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it

1) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html

2) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
3) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020
4) Sessualizzazione precoce e grooming o ed.sessuale? 11.02.2025 https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes