Ott 18, 2025 | Articoli e interviste
https://www.savethechildren.it/press/educazione-sessuale-e-affettiva-scuola-fondamentale-auspichiamo-parlamento-faccia-passo
Educazione sessuale e affettiva a scuola fondamentale. Auspichiamo Parlamento faccia passo indietro
Le affermazioni proferite dai parlamentari, citati in questo articolo, prescindono totalmente dalla realtà sperimentata presso i Paesi dove la cosiddetta educazione sessuale ed affettiva scolastica è stata imposta da più di 70 anni. Essa espone i bambini a sessualizzazione precoce, li induce ad interessarsi alla pornografia, alla quale purtroppo internet offre facile accesso con conseguenze perniciose a qualsiasi età. Pornografia, prostituzione, droga sono poi strettamente collegate: il mercato della pornografia attira e sfrutta, con enormi introiti, giovani uomini e giovani donne che si prostituiscono, anche per accedere alla droga: tanti di questi infelici chiudono la loro triste esistenza col suicidio.
Paesi più “sviluppati” = tasso maggiore di femminicidi
E’ il cosiddetto Paradosso Nordico: la Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. Questi dati poissono essere ottenuti on-line anche da siti femministi come Cosmopolitan. I tassi di violenza sulle donne più alti si riscontrino nei Paesi (considerati) cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali spetta proprio alla avanzatissima Emilia Romagna. (1) (2) (3)
Il “modello CSE – Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica)” dell’ONU ovvero le “raccomandazioni internazionali”di OMS e di UNESCO e del BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute https://whocc.bioeg.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/BZgA_GuidanceImplementation_Italian.pdf riportano: “gioco del dottore” per i bambini più piccoli, “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni, con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti; procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi i” per età 12-15 anni;, immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi. In altri termini si promuove la sessualizzazione precoce, che espone bambini ed adolescenti a grooming (adescamento) e ad ogni altra esperienza negativa.
Tutte le iniziative sono a scopo di lucro
Il documento non reca nomi e qualifiche dei 20 autori (15 donne e 5 uomini) che figurano in una fotografia), riporta però la fattiva ed estesa partecipazione di IPPF International Planned Parenthood Federation: Planned Parenthood, organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare aborti e nel promuovere il cosiddetto “cambio di sesso” (impossibile biologicamente), dai quali ottiene proventi miliardari. Nel settembre 2021 Grégor Puppinck e Kouis-Marie Bonneau hanno pubblicato un rapporto dal titolo “Il finanziamento degli esperti dell’ONU in seno alle procedure speciali del Consiglio per i diritti umani” dell’ONU (UNHRC). Finanziamenti giungono dalla Ford Foundation, dalla Susan Thompson Buffet Foundation, dalla Open Society Foundation di Soros, che intreccia i suoi interessi con il Center for Women’s Global Leadership, e selezionano esperti legati agli interessi di tali Foundations.
Si fa pubblicità alla doppia contraccezione: la femminuccia deve assumere la pillola anticoncezionale e pretendere che il ragazzo usi il preservativo. Non soltanto si riduce la cosiddetta educazione sessuale non alla costruzione responsabile di rapporti rispettosi di sé e dell’altra persona, bensì alla disinvolta fruizione di rapporti sessuali anche in età precoci o precocissime, cosicché più facilmente si verificano nell’animo degli adolescenti sentimenti di insufficienza e di disorientamento, si spingono cioè questi adolescenti verso la disforia di genere.
I preservativi non proteggono dalla trasmissione di virus, nemmeno da AIDS
Si aggiunga che i profilattici o almeno numerosi di essi risultano permeabili ai virus, cosicché non costituiscono reale protezione rispetto a malattie virali sessualmente trasmesse, AIDS compreso, neppure quando siano perfettamente integri. La somministrazione di ormoni contenuti negli anticoncezionali femminili è tutt’altro che scevra di rischi, in primis quelli cardiovascolari, e può anche interferire con il normale sviluppo puberale.
Ed.sessuale a scuola non è garanzia di prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili
Ciliegina sulla torta della cosiddetta educazione sessuale è il rilievo statistico che i paesi dove essa è stata ampiamente diffusa attraverso i programmi scolastici, da anni registrano incremento, e non certo riduzione, di malattie sessualmente trasmesse, di gravidanze indesiderate, di procurato aborto in giovanissime
Se proprio oggi si assiste all’incremento di varie forme di violenza (dalla predazione sessuale sui minori alla violenza sessuale sino allo stupro, dal bullismo al cyberbullismo, dal mobbing alla induzione al suicidio), la conseguenza logica è che la violenza deriva ed è incentivata proprio dalla continua, reiterata insistenza su questi temi, che veniva affrontati nell’ambito delle relazioni familiari, che costituivano la normale educazione in una società ben ordinata e responsabile, che non sentiva e non aveva nessuna necessità di corsi specifici e di psicologi.
Qualsiasi trattato di criminologia riporta che la pubblicità data ad un certo tipo di crimini incentiva presso menti malate la ripetizione imitativa dei medesimi crimini. E’ da sprovveduti orchestrare il mantra dei femminicidi: serve soltanto ad incentivarne il numero.
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
http://www.prolifeinsieme.it
Ott 2, 2025 | Repliche
https://www.infermieristicamente.it/articolo/19691/il-silenzio-che-ferisce:-leducazione-sessuale-e-affettiva-in-italia-e-un-urgenza-negata
Il silenzio che ferisce: L’Educazione Sessuale e Affettiva in Italia è un’urgenza Negata
La forte collaborazione che come medico ho sempre avuto con il personale infermieristico e con gli inservienti (OSS), mi impone di intervenire su questo tema rilevando che sussiste purtroppo disinformazione.
Mi sono sorbettato la lettura dei farraginosi documenti, predisposti da lautamente pagati cosiddetti “esperti” delle varie organizzazioni internazionali, che noi contribuenti paghiamo con i soldi sottratti ai nostri stipendi. Il “modello CSE – Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica)” dell’ONU ovvero le “raccomandazioni internazionali”di OMS e di UNESCO edel BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute https://whocc.bioeg.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/BZgA_GuidanceImplementation_Italian.pdf riportano: “gioco del dottore” per i bambini più piccoli, “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni, con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti; procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi” per età 12-15 anni;, immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi. In altri termini si promuove la sessualizzazione precoce, che espone bambini ed adolescenti a grooming (adescamento) e ad ogni altra esperienza negativa.
Il documento non reca nomi e qualifiche dei 20 autori (15 donne e 5 uomini) che figurano in una fotografia), riporta però la fattiva ed estesa partecipazione di IPPF International Planned Parenthood Federation: Planned Parenthood, organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare aborti e nel promuovere il cosiddetto “cambio di sesso” (impossibile biologicamente), dai quali ottiene proventi miliardari. (1) OMS e PascaleAllotey, direttrice di HPR Programma Speciale delle Nazioni Unite per la Riproduzione Umana, spacciano come “sicuri” sotto ogni aspetto sistemi come preservativo maschile, che in molti casi non preserva da gravidanze indesiderate né dalle infezioni virali, e contraccettivi orali femminili.
Poco fa ho riguardato la fotografia di una piccola ballerina rumena di nome Maria Santa, di una grazia deliziosa, la qualecon la sua dedizione e professionalità aveva vinto una borsa di studio da 12mila sterline presso la Northern Ballet School di Manchester, scuola di danza di fama internazionale. Purtroppo non la vedremo mai ballare sul palcoscenico di un importante teatro. Presso la scuola, probabilmente al fine di mantenere un peso-forma, le hanno prescritto di assumere contraccettivi ormonali. Pochi giorni dopo aver avviato l’assunzione di tali sostanze Maria ha accusato importante cefalea, è entrata in coma ed è morta per ictus da trombosi cerebrale. Aveva 17 anni. Sarebbe bello che Pascale Allotey facesse un salto in Romania per confermare ai genitori ed ai familiari di Maria la sicurezza dei contraccettivi ormonali.
La morte di Maria non è un caso isolato: nel riportare la notizia della morte della piccola ballerina rumena il quotidiano Leggo segnala: “Il caso sta creando non poche polemiche in Inghilterra dove non è la prima volta che si verifica un simile, tragico, decesso.” https://www.leggo.it/news/esteri/maria_santa_morta_pillola_anticoncezionale-1686687.html
Vittime recenti di contraccettivi orali sono riportate in questa tabella, dove exitus significa morte:
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Trombosi venosa ad una gamba, Embolia polmonare
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Sopravvissuta; in terapia anticoagulante
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Trombosi a livello cerebrale
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UK Regno Unito 13.12.2023
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Trombosi a livello cerebrale
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Embolia polmonare, di tale gravità da non poter essere trattata con anticoagulanti
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Sopravvissuta per mezzo di ECMO Ossigenazione Extra Corporea
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Trombosi a livello cerebrale, 27 giorni di coma
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Trombosi a livello cerebrale
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Trombosi a livello cerebrale
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Alexandra Williams 20 anni
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Trombosi venosa ad una gamba, Embolia polmonare
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Certamente né ditte produttrici e promotrici di studi sulla “sicurezza” dei contraccettivi ormonali, né OMS e HRP, che a tali ditte sono legati, hanno interesse a registrare e a diffondere dati compromettenti.
Ogni intervento di sanità pubblica richiede, come Gemma Maria Riboldi certamente sa, la verifica della sua efficacia. I programmi di “educazione sessuale” scolastica, avviati fin dagli anni Cinquanta del XX secolo presso Stati come Svezia, Regno Unito, Francia, hanno fallito negli scopi dichiarati di evitare comportamenti asociali, gravidanze indesiderate, procurato aborto, malattie infettive sessualmente trasmesse: tale fallimento è noto da tempo immemorabile, ma viene opportunamente occultato. I programmi vengono invece accreditati spesso col solo intento di veicolare contenuti ideologici sulla contraccezione, sull’aborto, sull’omosessualità, sulla transessualità, sul nomadismo sessuale. In Svezia programmi di educazione sessuale scolastica sono stati imposti (sottolineo: imposti, il contrario della decantata democrazie) fin dal 1952: risulta forse che la Svezia abbia poi ottenuto gli idilliaci risultati derivanti dall’«iniziare presto»?. In Francia, altra patria dell’educazione sessuale scolastica, il procurato aborto è libero da 50 anni con questi brillanti risultati: 223.300 aborti nel 2021; 234.300 nel 2022; 243.623 nel 2023; con un tasso di abortività di 16,8/mille donne in età fertile (nella diseducata Italia il tasso di abortività, anch’esso drammatico, è però meno di un terzo: 5,4/mille donne in età fertile). Questi sono i fatti, non mie personali opinioni.
“Nei Paesi dove la CSE è realtà da anni, i risultati parlano chiaro”: infatti sono costretti ad ammettere il cosiddetto Paradosso Nordico: la Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. Questi dati poissono essere ottenuti on-line anche da siti femministi come Cosmopolitan. I tassi di violenza sulle donne più alti si riscontrino nei Paesi cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali spetta proprio alla avanzatissima Emilia Romagna. (2)(3)(4)(%)
Se proprio oggi si assiste all’incremento di varie forme di violenza (dalla predazione sessuale sui minori alla violenza sessuale sino allo stupro, dal bullismo al cyberbullismo, dal mobbing alla induzione al suicidio), la conseguenza logica è che la violenza deriva ed è incentivata proprio dal venir meno da quei sani modelli di relazioni familiari, che costituivano la normale educazione in una società ben ordinata e responsabile, che non sentiva e non aveva nessuna necessità di corsi specifici e di psicologi. Sono appunto le famiglie che devono essere sensibilizzate al dialogo con i loro figlioli, in conformità con il dettato della Costituzione Art.30: “E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire, educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.” Risulta che il 70% dei genitori intende occuparsi personalmente nell’intimità domestica e con la delicatezza necessaria allo sviluppo del singolo bambino/adolescente delle citate questioni , che non intende delegare a persone sconosciute, etichettate come esperti. Chi sceglierebbe questi “esperti”? In base a quali requisiti? In base a quali parametri di etica e di morale?
Un’ultima considerazione: Quanto costano in termini di tempo impegnato questi fallimentari e controproducenti interventi di “educazione sessuale” scolastica? Quali stipendi incassano gli operatori coinvolti? E quanto costano in termini di denaro pubblico, sottratto dalle buste-paga di tutti coloro che concretamente (non a parole ed inseguendo false ideologie) si dedicano alla salute ed al benessere dei figli e dei malati?
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
http://www.prolifeinsieme.it
1) Nel settembre 2021 Grégor Puppinck e Kouis-MarieBonneau hanno pubblicato un rapporto dal titolo “Il finanziamento degli esperti dell’ONU in seno alle procedure speciali del Consiglio per i diritti umani” dell’ONU (UNHRC). Finanziamenti giungono dalla Ford Foundation, dalla Susan Thompson Buffet Foundation, dalla Open Society Foundation di Soros, che intreccia i suoi interessi con il Center for Women’s Global Leadership, e selezionano esperti legati agli interessi di tali Foundations.
2) Approfondimento in https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes
3) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html
4) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
5) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020
Set 18, 2025 | Articoli e interviste
https://www.chietitoday.it/politica/violenza-sessuale-ragazzina-sulmona-scoccia-chiede-educazione-affettivita.html
Violenza e revenge porn su una 12enne, il caso finisce in consiglio regionale con l’iniziativa di Scoccia: “Serve educazione all’affettività”
Più che giusto interpellarsi riguardo a fatti di tale gravità, in questo caso perpetrati (si legge) da un tunisino di 18 anni e da un marocchino di 14. Purtroppo si tratta di crimini tutt’altro che isolati. Inefficace e controproducente la cosiddetta “educazione sessuale e all’affettività” scolastica.
E’ arcinoto che i programmi di “educazione sessuale” scolastica, avviati fin dagli anni Cinquanta del XX secolo presso Stati come Svezia, Regno Unito, Francia, hanno fallito negli scopi dichiarati di evitare comportamenti asociali, gravidanze indesiderate, procurato aborto, malattie infettive sessualmente trasmesse: tale fallimento è noto da tempo immemorabile, ma viene opportunamente occultato.
E’ il cosiddetto Paradosso Nordico: la Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. Questi dati poissono essere ottenuti on-line anche da siti femministi come Cosmopolitan. I tassi di violenza sulle donne più alti si riscontrino nei Paesi (considerati) cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali spetta proprio alla avanzatissima Emilia Romagna. (1)(2)(3)(4)
Il problema dell’inserimento di persone di origine straniera all’interno è un tema spinoso. Alcuni desiderano sinceramente integrarsi nel contesto sociale italiano, ma altri, anche i giovani che frequentano le scuole,subiscono una impronta sociale negativa da parte delle famiglie insediate in Italia, le quali volontariamente e strenuamente non vogliono integrarsi, non accettano i valori della democrazia, e tantomeno quelli Cristiani, che costituiscono i veri valori fondanti della nostra società (persino Benedetto Croce era costretto ad ammettere “Perché non possiamo non dirci Cristiani”).
Se andando per strada si vedono donne e ragazze pesantemente vincolate ad indossare chador e burqa; se tuttora bambine vengono sottoposte a mutilazione dei genitali esterni; se le famiglie tuttora pretendono di imporre a giovinette matrimoni combinati (cfr Corriere Adriatico 20.06.2021); se Saman Abbas è stata assassinata dai genitori stessi, complice persino la madre, perché desiderava integrarsi e vivere come ogni ragazza italiana; siamo costretti a riconoscere che una parte degli stranieri insediati in Italia rifiuta di vivere come italiani. D’altra parte la ghettizzazione volontaria di una parte cospicua degli immigrati è testimoniata dalle banlieue in Francia; dal quartiere Molenbeck a Bruxelles, dalle violenze scatenate a Parigi e a Colonia, a Peschiera nel 2019, a Milano in molteplici circostanze; dai crimini violenti; dalla mafia nigeriana o cinese; dagli stupri perpetrati singolarmente oppure organizzati con la taharrush gamea (30-40 criminali accerchiano la vittima, che subisce ogni sorta di violenza).
Siamo quindi costretti a domandarci quali interessi contrari al vivere civile si nascondano dietro la propaganda ed il mantra dell’«accoglienza», mentre chi dispone di un po’ di cultura ripensa al meticciato di Kalergy e all’eurabia di Bat Ye’or (concetto ripreso da Oriana Fallaci), e constata la copertura offerta a bande organizzate di pakistani dediti allo stupro di donne e bambine inglesi, scandalo che per anni interi i laburisti avrebbero tenuto celato per non perdere i voti degli immigrati pakistani. Si intende ignorare che in Italia gli immigrati sono responsabili di più di un terzo di tutti i crimini sessuali e della metà degli altri reati?
Nel caso in cui coloro che commettono questi crimini siano minorenni, quale responsabilità dovrebbe essere imputata ai genitori? Sussiste una culpa in vigilando, l’omissione cioè di una giusta supervisione sui figlioli? I genitori sarebbero certamente incentivati a compiere il loro dovere di educare, se venissero sottoposti a sanzioni civili (corresponsione di danni) ed anche penali qualora risultassero in qualche misura coinvolti od omertosi.
Marianna Scoccia propone: “Serve un intervento strutturale … con programmi obbligatori di educazione al rispetto, all’affettività, all’uso consapevole dei social.” Ma questo “intervento strutturale” sembrerebbe doversi rivolgere assai più ai genitori, e risulta senz’altro controproducente per gli allievi in ambito scolastico.
La scuola afferma infatti il suo valore formativo se concentra la sua attività su alcuni pochi punti chiave: corretto insegnamento della lingua italiana, della storia, della geografia, della matematica e delle scienze,delle materie curriculari delle scuole superiori. Si assiste invece alla dispersione in mille rivoli di interventi estranei e dispersivi. Conseguentemente gli allievi vengono incentivati al nulla ed escono sufficientemente ignoranti e privi di capacità critiche nei riguardi di afferenze (internet, chat, influencer, media, IA) disturbanti e addirittura patologiche. A questo proposito risulta ovvio che esista correlazione tra abuso di alcol, stupefacenti e comportamenti antisociali di ogni genere.
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it
1) Approfondimento in https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes
2) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html
3) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
4) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020
Ago 25, 2025 | Repliche
https://www.orizzontescuola.it/il-caso-del-gruppo-mia-moglie-il-47-degli-adolescenti-non-ha-uneducazione-sessuale-strutturata-il-ruolo-di-scuola-e-famiglia/
Il caso del gruppo “Mia Moglie”: il 47 % degli adolescenti non ha un’educazione sessuale strutturata. Il ruolo di scuola e famiglia
Da tempo internet “la rete” si presta ad acchiappare pesci privi di qualsiasi dignità. Le femministe tuonano contro un inesistente patriarcato: ma vorrei sapere quale uomo, inserito nella cultura condivisa di qualche decennio fa, avrebbe fatto esibizione della sua donna, e quale donna si sarebbe fatta agevolmente riprendere in immagini intime, poiché frequentemente esiste un esibizionismo femminile che emula quello di donne “di successo”.
Una sentenza della Corte d’Appello Federale USA del 2015 riporta: «Il grooming (adescamento, tipico dei predatori sessuali) si riferisce all’insieme delle azioni intraprese deliberatamente per esporre un minore ad attività sessuali», con l’obiettivo finale di «ridurre le inibizioni del minore al fine di prepararlo all’attività sessuale». Le linee guida OMS ed UNESCO sono giustamente accusate di indurre sessualizzazione precoce ed esporre al grooming.
I programmi di “educazione sessuale”, fallimentari nei loro scopi dichiarati, attirano l’attenzione di bambini e di adolescenti sulla sessualità, senza rispetto alcuno dei tempi e delle modalità intime, con le quali la persona in fase di crescita scoprirà in modo perfettamente singolare la sua stessa natura sessuata e potrà affrontare l’argomento nella calda calma del colloquio con i genitori, con i nonni, con i fratelli e le sorelle. Essi inculcano nelle menti di bambini e di adolescenti concetti conformi alla ideologia dei cosiddetti esperti, cosicché viene coercita o addirittura negata la libertà di scelte morali divergenti.
Certamente “il contesto digitale agevola comportamenti come il cyberstalking, il revenge porn, la sextortion e il grooming”, ma proprio per questo i genitori, che si dimostrano ansiosi in eccesso per il più piccolo evento che occorra ai più piccoli, non dovrebbero mettere nelle mani di bambini e di adolescenti smartphone ed internet senza alcun controllo.
Interventi educativi dovrebbero pertanto essere posti in atto con i genitori, non con gli alunni! Sarebbe ben possibile coinvolgere i genitori, anziché i soli rappresentanti nei consigli di classe, effettuando incontri con elementi della Polizia Postale, scegliendo orari compatibili con quelli lavorativi dei genitori. Da tempo esiste un Vademecum per la sicurezza online redatto da Polizia di Stato, Società Italiana di Pediatria, Facebook.
Per gli alunni la scuola dev’essere un luogo di sereno apprendimento, mentre la cosiddetta “educazione sessuale all’affettività” costituisce una ingerenza in prerogative delle famiglie senza rispetto delle diversità di ciascun alunno (alumnus = colui che dev’essere nutrito di sapienza; da alo = nutro). La scuola afferma il suo valore formativo se concentra la sua attività su alcuni pochi punti chiave di corretto insegnamento: lingua italiana, storia, geografia, matematica, scienze, materie curriculari delle scuole superiori. Si assiste invece alla dispersione in mille rivoli di interventi estranei e dissipatori di tempo e di energie. La dispersione genera confusione ed incentiva gli alunni al nulla ed escono sufficientemente ignoranti e privi di capacità critiche nei riguardi di afferenze (internet, chat, influencer, media, IA) disturbanti e addirittura patologiche.
Dott.Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it
Apr 23, 2025 | Repliche
https://www.orizzontescuola.it/la-proposta-di-achille-lauro-rendere-obbligatori-leducazione-sessuale-affettiva-e-finanziaria-nelle-scuole-iniziative-isolate-e-soggette-alla-sensibilita-dei-docenti/
Egregio Direttore,
Mi chiedo se la mia replica avrà mai la possibilità di essere pubblicata, visto che io non sono Achille Lauro, ma solo una docente di Latino e Greco con 40 anni di esperienza. Mi chiedo cioè se Orizzonte Scuola si occupi davvero di questioni legate allo studio o faccia mera propaganda a idee ( ammesso che siano tali) di personaggi famosi che con la didattica non hanno nulla a che vedere.
Avallare la proposta di corsi nelle scuole di educazione sessuale/affettiva/finanziaria (!) solo perché un testimonial la sostiene, rinunciando a dare motivazioni solide e confronti con altri Paesi mi sembra poco dignitoso: si sarebbe potuto proporre un excursus documentato su esperienze all’estero risultate totalmente fallimentari. ( https://prolifeinsieme.it/sessualizzazione-precoce-e-grooming-o-educazione-sessuale-prima-parte/https://prolifeinsieme.it/sessualizzazione-precoce-e-grooming-o-ed-sessuale-seconda-parte/https://prolifeinsieme.it/sessualizzazione-precoce-e-grooming-o-ed-sessuale-terza-parte/)
Ma: accostare affettività a finanza risulta volgare e inopportuno, quasi foriero di un messaggio subliminale volto a cancellare la gratuità delle relazioni interpersonali.
Ancora più grave risulta pensare alla scuola come a una discarica nella quale far confluire tutte le mancanze della famiglia e della società, rinunciando a testimoniare l’importanza imprescindibile della cultura per la formazione dello studente. Appunto, lo studente, che va a scuola per studiare, formarsi una mentalità critica che gli permetta di leggere la realtà contemporanea alla luce di una personalità resa solida dalle materie e dall’impegno richiesto per acquisirne i contenuti.
Risulta quindi poco opportuno, a mio avviso, “ usare” uno specchietto per le allodole, pur con grande seguito, per veicolare proposte discutibili dal punto di vista culturale, sicuramente, ma non solo.
Prof. Vittoria Criscuolo
Comitato “ Pro-life insieme “
http://www.prolifeinsieme.it