Ott 25, 2025 | Repliche
https://www.formazioneanicia.it/educazione-allaffettivita-e-alla-sessualita-a-scuola-come-funziona-nel-resto-deuropa/
Per offrire una risposta all’interrogativo è sufficiente dare un’occhiata a quanto succede nei Paesi cosiddetti avanzati, come Svezia e Francia, dove l’educazione sessuale scolastica è stata “democraticamente imposta” da più di 70 anni.
Essa espone i bambini a sessualizzazione precoce, li induce ad interessarsi alla pornografia, alla quale purtroppo internet offre facile accesso con conseguenze perniciose a qualsiasi età. Pornografia, prostituzione, droga sono poi strettamente collegate: il mercato della pornografia attira e sfrutta, con enormi introiti, giovani uomini e giovani donne che si prostituiscono, anche per accedere alla droga: tanti di questi infelici chiudono la loro triste esistenza col suicidio.
E’ il cosiddetto Paradosso Nordico: la Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. Questi dati poissono essere ottenuti on-line anche da siti femministi come Cosmopolitan. I tassi di violenza sulle donne più alti si riscontrino nei Paesi (considerati) cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali spetta proprio alla avanzatissima Emilia Romagna. (1) (2) (3)
Il “modello CSE – Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica)” dell’ONU ovvero le “raccomandazioni internazionali”di OMS e di UNESCO e del BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute https://whocc.bioeg.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/BZgA_GuidanceImplementation_Italian.pdf riportano: “gioco del dottore” per i bambini più piccoli, “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni, con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti; procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi i” per età 12-15 anni;, immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi. In altri termini si promuove la sessualizzazione precoce, che espone bambini ed adolescenti a grooming (adescamento) e ad ogni altra esperienza negativa.
Il documento non reca nomi e qualifiche dei 20 autori (15 donne e 5 uomini) che figurano in una fotografia), riporta però la fattiva ed estesa partecipazione di IPPF International Planned Parenthood Federation: Planned Parenthood, organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare aborti e nel promuovere il cosiddetto “cambio di sesso” (impossibile biologicamente), dai quali ottiene proventi miliardari. Nel settembre 2021 Grégor Puppinck e Kouis-Marie Bonneau hanno pubblicato un rapporto dal titolo “Il finanziamento degli esperti dell’ONU in seno alle procedure speciali del Consiglio per i diritti umani” dell’ONU (UNHRC). Finanziamenti giungono dalla Ford Foundation, dalla Susan Thompson Buffet Foundation, dalla Open Society Foundation di Soros, che intreccia i suoi interessi con il Center for Women’s Global Leadership, e selezionano esperti legati agli interessi di tali Foundations.
Si fa pubblicità alla doppia contraccezione: la femminuccia deve assumere la pillola anticoncezionale e pretendere che il ragazzo usi il preservativo. Non soltanto si riduce la cosiddetta educazione sessuale non alla costruzione responsabile di rapporti rispettosi di sé e dell’altra persona, bensì alla disinvolta fruizione di rapporti sessuali anche in età precoci o precocissime, cosicché più facilmente si verificano nell’animo degli adolescenti sentimenti di insufficienza e di disorientamento, si spingono cioè questi adolescenti verso la disforia di genere.
Si aggiunga che i profilattici o almeno numerosi di essi risultano permeabili ai virus, cosicché non costituiscono reale protezione rispetto a malattie virali sessualmente trasmesse, AIDS compreso, neppure quando siano perfettamente integri. La somministrazione di ormoni contenuti negli anticoncezionali femminili è tutt’altro che scevra di rischi, in primis quelli cardiovascolari, e può anche interferire con il normale sviluppo puberale.
Ciliegina sulla torta della cosiddetta educazione sessuale è il rilievo statistico che i paesi dove essa è stata ampiamente diffusa attraverso i programmi scolastici, da anni registrano incremento, e non certo riduzione, di malattie sessualmente trasmesse, di gravidanze indesiderate, di procurato aborto in giovanissime
Se proprio oggi si assiste all’incremento di varie forme di violenza (dalla predazione sessuale sui minori alla violenza sessuale sino allo stupro, dal bullismo al cyberbullismo, dal mobbing alla induzione al suicidio), la conseguenza logica è che la violenza deriva ed è incentivata proprio dalla continua, reiterata insistenza su questi temi, che veniva affrontati nell’ambito delle relazioni familiari, che costituivano la normale educazione in una società ben ordinata e responsabile, che non sentiva e non aveva nessuna necessità di corsi specifici e di psicologi. [approfondimento in (4)]
Qualsiasi trattato di criminologia inoltre riporta che la pubblicità data ad un certo tipo di crimini incentiva presso menti malate la ripetizione imitativa dei medesimi crimini. Il mantra dei femminicidi, orchestrato dai sinistri, serve soltanto ad incentivarne il numero.
L’Italia, distaccandosi dall’andazzo dei Paesi che hanno sperimentato e continuano a sperimentare il fallimento delle loro politiche di sessualizzazione precoce, può costituire esempio trainante per una sana inversione di tendenza.
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it
1) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html
2) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
3) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020
4) Sessualizzazione precoce e grooming o ed.sessuale? 11.02.2025 https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes
Ott 21, 2025 | Articoli e interviste
Oggetto: Orizzonte Scuola: Murelli (Lega): “Nessun divieto a scuola per affrontare temi LGBTQ”.
https://www.orizzontescuola.it/murelli-lega-nessun-divieto-a-scuola-per-affrontare-temi-lgbtq/
On. Senatrice,
scusi il disturbo.
Si legge che esisterebbero“teorie gender estremiste”, ma nella realtà l’intera teoria gender è un falso, che ha drammatico impatto sulla società, in particolare quando attivisti pregni di questa mortifera ideologia possano agire su bambini e su adolescenti permeabili acriticamente da ogni insegnamento, e addirittura suscettibili di plagio.
La teoria gender non si basa su conoscenze di fisiologia medica, bensì è stata inventata inseguendo presupposti filosofici da Judith Butler, laureata in filosofia, docente di retorica e letterature comparate presso l’Università di Berkeley in California, e ripresa da Teresa De Lauretis con la Teoria queer, che enfatizza la mutabilità, l’instabilità, la provvisorietà delle identità.
Questa ideologia pretende quindi che il genere sessuale possa essere de-costruito dal singolo soggetto, il quale potrebbe modificare nel tempo a suo piacimento la sua identità sessuale. Ma il termine de-costruito richiama patologie come la schizofrenia!
La natura binaria dei sessi, maschile oppure femminile, non avrebbe bisogno di essere dimostrata, non è parte di una ideologia o della sola cultura cattolica, bensì è attestata dall’American College of Pediatricians (Gender ideology harms children L’ideologia gender danneggia i bambini https://www.acpeds.org/the-college-speaks/position-statements/gender-ideology-harms-children) (in allegato) e da femministe come Germaine Greer e Marguerite Stern, dal biologo ateo Richard Dawkins.
L’esplosione di tali fenomeni, il dilagare da un circolo di ricercatori universitari più o meno politicizzati e sponsorizzati è stato programmato e voluto da poteri forti, che hanno investito in questa ideologia grandi mezzi finanziari ed ottenuto cospicue rendite economiche dal mercato dei mezzi di comunicazione e di intrattenimento, dall’industria farmaceutica, dalle cliniche per il cosiddetto cambio di sesso, dai contributi statali per le attività sanitarie. (cfr ad esempio: Jennifer Bilek: Transsexual Transgender Transhuman: Dispatches from The 11th Hour. Pinifex Press 2024)
La teoria gender è stata giustamente definita la “lobotomia moderna”. (1)
Psicologi e pedagogisti che lanciano l’allarme: «Questo divieto è un disastro», dimostrano ignoranza o malafede. Essi prescindono totalmente dalla realtà sperimentata presso i Paesi dove la cosiddetta educazione sessuale ed affettiva scolastica è stata imposta da più di 70 anni. Essa espone i bambini a sessualizzazione precoce, li induce ad interessarsi alla pornografia, alla quale purtroppo internet offre facile accesso con conseguenze perniciose a qualsiasi età. Pornografia, prostituzione, droga sono poi strettamente collegate: il mercato della pornografia attira e sfrutta, con enormi introiti, giovani uomini e giovani donne che si prostituiscono, anche per accedere alla droga: tanti di questi infelici chiudono la loro triste esistenza col suicidio.
E’ il cosiddetto Paradosso Nordico: la Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. Questi dati poissono essere ottenuti on-line anche da siti femministi come Cosmopolitan. I tassi di violenza sulle donne più alti si riscontrino nei Paesi (considerati) cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali spetta proprio alla avanzatissima Emilia Romagna. (2) (3) (4)
Quali interessi personali, di carriera, di pubblica ribalta, di stipendi si nascondono dietro l’interessamento di tanti psicologi e pedagogisti? Quanti fondi pubblici attirano per loro uso e consumo? Gino Cecchettin poi, avendo a suo unico “titolo di esperto” il fatto di non aver saputo vegliare sulla povera figlia, come ben si esprime la giurista Elisabetta Frezza, è “diventato un influencer a causa di un lutto personale”, e vi ha “eretto sopra una fondazione, viene investito dal nulla del potere di rieducare i figli degli altri”. (5)
Qualsiasi trattato di criminologia riporta che la pubblicità data ad un certo tipo di crimini incentiva presso menti malate la ripetizione imitativa dei medesimi crimini. Il mantra dei femminicidi, orchestrato dai sinistri, serve soltanto ad incentivarne il numero.
Il “modello CSE – Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica)” dell’ONU ovvero le “raccomandazioni internazionali”di OMS e di UNESCO e del BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute https://whocc.bioeg.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/BZgA_GuidanceImplementation_Italian.pdf riportano: “gioco del dottore” per i bambini più piccoli, “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni, con solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti; procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi i” per età 12-15 anni;, immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi. In altri termini si promuove la sessualizzazione precoce, che espone bambini ed adolescenti a grooming (adescamento) e ad ogni altra esperienza negativa.
Il documento non reca nomi e qualifiche dei 20 autori (15 donne e 5 uomini) che figurano in una fotografia), riporta però la fattiva ed estesa partecipazione di IPPF International Planned Parenthood Federation: Planned Parenthood, organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare aborti e nel promuovere il cosiddetto “cambio di sesso” (impossibile biologicamente), dai quali ottiene proventi miliardari. Nel settembre 2021 Grégor Puppinck e Kouis-Marie Bonneau hanno pubblicato un rapporto dal titolo “Il finanziamento degli esperti dell’ONU in seno alle procedure speciali del Consiglio per i diritti umani” dell’ONU (UNHRC). Finanziamenti giungono dalla Ford Foundation, dalla Susan Thompson Buffet Foundation, dalla Open Society Foundation di Soros, che intreccia i suoi interessi con il Center for Women’s Global Leadership, e selezionano esperti legati agli interessi di tali Foundations.
Si fa pubblicità alla doppia contraccezione: la femminuccia deve assumere la pillola anticoncezionale e pretendere che il ragazzo usi il preservativo. Non soltanto si riduce la cosiddetta educazione sessuale non alla costruzione responsabile di rapporti rispettosi di sé e dell’altra persona, bensì alla disinvolta fruizione di rapporti sessuali anche in età precoci o precocissime, cosicché più facilmente si verificano nell’animo degli adolescenti sentimenti di insufficienza e di disorientamento, si spingono cioè questi adolescenti verso la disforia di genere.
Si aggiunga che i profilattici o almeno numerosi di essi risultano permeabili ai virus, cosicché non costituiscono reale protezione rispetto a malattie virali sessualmente trasmesse, AIDS compreso, neppure quando siano perfettamente integri. La somministrazione di ormoni contenuti negli anticoncezionali femminili è tutt’altro che scevra di rischi, in primis quelli cardiovascolari, e può anche interferire con il normale sviluppo puberale.
Ciliegina sulla torta della cosiddetta educazione sessuale è il rilievo statistico che i paesi dove essa è stata ampiamente diffusa attraverso i programmi scolastici, da anni registrano incremento, e non certo riduzione, di malattie sessualmente trasmesse, di gravidanze indesiderate, di procurato aborto in giovanissime
Se proprio oggi si assiste all’incremento di varie forme di violenza (dalla predazione sessuale sui minori alla violenza sessuale sino allo stupro, dal bullismo al cyberbullismo, dal mobbing alla induzione al suicidio), la conseguenza logica è che la violenza deriva ed è incentivata proprio dalla continua, reiterata insistenza su questi temi, che veniva affrontati nell’ambito delle relazioni familiari, che costituivano la normale educazione in una società ben ordinata e responsabile, che non sentiva e non aveva nessuna necessità di corsi specifici e di psicologi. [approfondimento in (6)]
L’Italia, distaccandosi dall’andazzo dei Paesi che hanno sperimentato e continuano a sperimentare il fallimento delle loro politiche di sessualizzazione precoce, può costituire esempio trainante per una sana inversione di tendenza.
Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
1) Vincenzo Moggia: La lobotomia moderna e i suoi propagandisti involontari. 24.07.2025
https://www.lafionda.com/rainbow-pill-la-lobotomia-moderna-e-i-suoi-propagandisti-involontari-1/
2) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html
3) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
4) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020
5) Elisabetta Frezza: Educazione sessuale a scuola. La storia(ccia) infinita. 16.05.2025 https://www.lafionda.org/2025/05/16/educazione-sessuale-a-scuola-la-storiaccia-infinita/
Da cui si riporta: La sorella per bene dell’educazione sessuale: l’educazione alle relazioni
Ma oltre alla storia antica c’è anche la storia moderna, e quella contemporanea. Già un annetto e mezzo fa, sull’onda del fatto di cronaca nera politicamente più strumentalizzato del secolo, il ministro aveva lanciato il nuovo brand “educazione alle relazioni” con il signor Gino Cecchettin in veste di testimonial, e alla regia un creativo triumvirato formato da una suora, una lesbica e un’altra signora (se ne può leggere qui: https://www.renovatio21.com/il-ministro-la-concia-la-suora-il-circo-della-scuola-tradita/). Poi la cosa era talmente ridicola che, sommerso dai fischi, il progetto ha dovuto battere in ritirata. Ma, com’era prevedibile, solo per prendere tempo e riorganizzarsi meglio. Nel mentre infatti il signor Cecchettin si è fatto fondazione, e ha siglato un protocollo di intesa con il ministero dell’istruzione e del merito. E in questi giorni apprendiamo dall’Ansa che dal prossimo anno in tutte le scuole italiane partiranno i corsi della Fondazione Cecchettin, il cui fondatore ci informa che «serve un nuovo modello maschile, più femminista e meno alfa» sicché, dall’alto dei suoi titoli e delle sue nuove cariche, detta l’agenda: «Vorremmo iniziare in età prescolare e con le prime elementari per insegnare alle bambine e ai bambini ad evitare gli stereotipi e a dire fine alla violenza contro le donne». Tradotto: vorremmo iniziare in età prescolare a inculcare alle bambine la diffidenza e il disprezzo per i maschi, a meno che questi non siano adeguatamente svirilizzati; a inculcare nei maschietti il senso di colpa per il peccato originale della propria stessa natura. In modo che le prime si sentano legittimate a tramutarsi in virago inquisitrici; che i secondi abbraccino lo status di eunuco, o in alternativa reprimano ermeticamente la propria indole (col rischio concreto a un certo punto di esplodere e combinare guai).
Quindi, se da una parte il ministro ci dice di voler ridimensionare l’orgia incontrollata della educazione al sesso e al gender subordinandola all’autorizzazione dei genitori, dall’altra parte spalanca le porte delle scuole di ogni ordine e grado all’educazione al pensiero di Gino Cecchettin nobilitandolo sotto l’etichetta di «educazione al rispetto per la donna e a relazioni corrette» che viene così inserita «per la prima volta come vero e proprio obiettivo di apprendimento, obbligatorio per tutti, nelle nuove linee guida sulla educazione civica», visto che «non ha nulla a che vedere con le teorie sulla sessualità». Sic.
Tra l’altro, mentre il ministro ci dice anche che i soggetti esterni autorizzati a intervenire su argomenti sensibili come la sessualità devono obbligatoriamente essere muniti «di idonei requisiti di professionalità scientifica e accademica», nello stesso tempo un signore il cui unico titolo è quello di essere diventato un influencer a causa di un lutto personale, e di averci eretto sopra una fondazione, viene investito dal nulla del potere di rieducare i figli degli altri su argomenti altrettanto sensibili (cui però è stato dato un altro nome), secondo il suo personale verbo. E fin dall’asilo. Giusto? Abbiamo capito bene?
6) ) Sessualizzazione precoce e grooming o ed.sessuale? 11.02.2025 https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes
Gender ideology harms children L’ideologia gender danneggia i bambini
Documento dell’ American College of Pediatricians
(testo completo, pubblicato marzo 2016, aggiornato settembre 2017 in: )
https://www.acpeds.org/the-college-speaks/position-statements/gender-ideology-harms-children
1. La sessualità umana è biologicamente ed oggettivamente binaria: “XY” e “XX” sono marcatori genetici di maschio e femmina rispettivamente – non marcatori genetici di un disturbo.
2. Ognuno nasce con un sesso biologico. Il genere (consapevolezza e senso di sé stessi come maschio o femmina) è un concetto sociologico e psicologico. La consapevolezza di sé stesso come maschio o femmina si sviluppa nel tempo e, come tutti i processi di sviluppo, può essere deviata da percezioni soggettive, da relazioni e da esperienze avverse di un bambino dall’infanzia in avanti. Le persone che si identificano come “sentirsi come il sesso opposto” o “da qualche parte nel mezzo” non costituiscono un terzo sesso. Rimangono uomini o donne biologici. 2,3,4.
3. La convinzione di una persona di essere qualcosa che non è, nella migliore delle ipotesi, è un segno di pensiero confuso. Questi bambini soffrono di disforia di genere.
4. La pubertà non è una malattia e gli ormoni che bloccano la pubertà possono essere pericolosi. Reversibili o no, gli ormoni che bloccano la pubertà inducono uno stato di malattia – l’assenza di pubertà – e inibiscono la crescita e la fertilità in un bambino precedentemente biologicamente sano. 6
5. Il 98% dei ragazzi e l’88% delle ragazze che soffrono di disforia di genere accettano il loro sesso biologico dopo aver attraversato naturalmente la pubertà. 5
6. I bambini prepuberi con diagnosi di disforia di genere, i quali vengono sottoposti a trattamenti ormonali bloccanti della pubertà, avranno necessità di ormoni sessuali incrociati (cioè dell’altro sesso) nella tarda adolescenza per continuare a impersonare il sesso opposto. Questi bambini non saranno mai in grado di concepire bambini geneticamente correlati nemmeno attraverso la tecnologia riproduttiva artificiale. Inoltre, gli ormoni sessuali incrociati (testosterone ed estrogeni) sono associati a notevoli rischi per la salute, inclusi malattie cardiache, ipertensione, trombosi ematica, ictus, diabete, cancro.
7. Le percentuali di suicidio sono quasi venti volte più elevate tra gli adulti che usano ormoni sessuali incrociati e si sottopongono a un intervento di riassegnazione sessuale. Tali percentuali sono state registrate in studi a lungo termine anche in Svezia. 12
8. Condizionare i bambini a credere che una vita di imitazione chimica e chirurgica del sesso opposto sia normale e salutare è abuso di minori. Sostenere la discordanza di genere attraverso l’istruzione pubblica e le politiche legali confonderà bambini e genitori, cosicché un maggior numero di bambini verranno portati a “cliniche di genere” dove riceveranno farmaci che bloccano la pubertà. Questo trattamento garantisce che praticamente “sceglieranno” una vita di ormoni sessuali cancerogeni e variamente tossici, e probabilmente da giovani adulti richiederanno mutilazioni chirurgiche non necessarie di parti sane del loro corpo.
Dott. Luciano Leone. Medico pediatra
Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
Giu 10, 2025 | Repliche
Egregio Direttore,
Chiedo cortesemente di poter replicare all’articolo https://www.ildubbio.news/giustizia/femminicidi-gino-cecchettin-non-bastano-le-pene-serve-educazione-a96hbq5d
Risulta terribilmente ovvio che la repressione penale del crimine costituisce un rimedio parziale e tardivo rispetto alla prevenzione del medesimo. La prevenzione si attua sicuramente con l’educazione di tutti al rispetto delle altre persone: come afferma Ulpiano (ripreso in Digesto 1. 1. 10): «Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere, alterum non laedere, suum cuique tribuere.» «I fondamenti del diritto sono questi: vivere onestamente, non danneggiare alcuno, corrispondere a ciascuno il suo.»
Altrettanto sicuramente la scuola afferma il suo valore formativo se concentra la sua attività su alcuni pochi punti chiave: corretto insegnamento delle basi della lingua italiana, della storia, della geografia, fondamenti della matematica e delle scienze, materie curriculari delle scuole superiori. Si assiste invece alla dispersione in mille rivoli di interventi estranei e dispersivi. Conseguentemente gli allievi vengono incentivati al nulla ed escono sufficientemente ignoranti e privi di capacità critiche nei riguardi di afferenze (internet, chat, influencer, media, IA) disturbanti e addirittura patologiche quando esse fomentano la violenza di ogni tipo. Sembrerebbe che questa pletora di “offerte formative”, che poi risultano di fatto frequentemente obbligatorie ed imposte, cospiri ad incrementare le sopra citata dispersione e confusione.
Il Paradosso Nordico
Guardiamo poi alla realtà sperimentata presso altre nazioni europee. Anche il più sprovveduto degli Ascoltatori o dei Lettori ha sentito parlare almeno una volta del Paradosso Nordico: la Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. Questi dati poissono essere ottenuti on-line anche da siti femministi come Cosmopolitan. I tassi di violenza sulle donne più alti si riscontrino nei Paesi (considerati) cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali spetta alla avanzatissima Emilia Romagna.
Si tratta di un “Paradosso” oppure è la diretta conseguenza della sessualizzazione precoce, indotta dalla martellante pubblicità riguardo alla componente sessuata della personalità? La logica impone di considerare valida la seconda ipotesi interpretativa.
L’ educazione sessuale scolastica è stata “democraticamente imposta” in Svezia fin dal 1952, e poco dopo nella laicissima Francia e nel Regno Unito. Poiché ogni intervento di sanità pubblica richiede la verifica della sua efficacia, se poi si considera la prevenzione delle gravidanze indesiderate, Epicentro di Istituto Superiore della Sanità riporta che il tasso di abortività in Svezia è del 18,7%
https://www.epicentro.iss.it/ben/2001/aprile/2#:~:text=L‘incidenza%20del%20fenomeno%20%C3%A8,%2C9%20per%201%20000).
e AI Overview addirittura del 20,8% per le donne di età 15-44 anni, comprese quindi le adolescenti.
https://www.google.com/search?q=tasso+di+abortivit%C3%A0+in+svezia+oggi&oq=tasso+di+abortivit%C3%A0+in+svezia&aqs=chrome.1.69i57j33i160.8044j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8
In Francia, altra patria dell’educazione sessuale scolastica, il procurato aborto è libero da 50 anni con questi brillanti risultati: 223.300 aborti nel 2021; 234.300 nel 2022; 243.623 nel 202; con un tasso di abortività di 16,8/mille donne in età fertile (nella diseducata Italia il tasso di abortività, anch’esso drammatico, è però meno di un terzo: 5,4/mille donne in età fertile).
Programmi scolastici veicolo di ideologia
Il procurato aborto rappresenta soltanto la “punta dell’iceberg” della piramide di violenze sessuali e di malattie sessualmente trasmesse. I programmi di “educazione sessuale e all’affettività” scolastica, hanno dunque fallito negli scopi dichiarati di evitare comportamenti asociali, gravidanze indesiderate, procurato aborto, malattie infettive sessualmente trasmesse: tale fallimento è noto da tempo immemorabile, ma viene opportunamente occultato. Essi nella realtà spesso veicolano soltanto contenuti ideologici su contraccezione, aborto, omosessualità, transessualità, nomadismo sessuale. Espongono i bambini a sessualizzazione precoce,( leggi anche qui: Sessualizzazione precoce e grooming o ed.sessuale?(prima parte) li inducono ad interessarsi alla pornografia, alla quale purtroppo internet offre facile accesso con conseguenze perniciose a qualsiasi età. Pornografia, prostituzione, droga sono poi strettamente collegate: il mercato della pornografia attira e sfrutta, con enormi introiti, giovani uomini e giovani donne che si prostituiscono, anche per accedere alla droga: tanti di questi infelici chiudono la loro triste esistenza col suicidio.
Le perplessità qui avanzate, ma adeguatamente documentate, nei confronti di questa pletora di interventi disposto in folta schiera in provincia di Padova, risultano ancor più motivate e scottanti se si considerano i titoli manifestamente faziosi ed ideologici: “È amore (di) sicuro”, percorso sull’educazione affettiva e sessuale (ULSS 6); “PCTO contro la disparità di genere” (Camera di Commercio); “Contro la violenza di ogni genere” (Università di Padova); Progetto “Educazione finanziaria e creazione di un logo brand” con Il Cantiere delle Donne APS; percorsi dell’Ufficio Progetto Giovani e del Centro Antidiscriminazioni LGBT+ “Mariasilvia Spolato”.
La violenza è incentivata dalla mancanza della famiglia
Se proprio oggi si assiste all’incremento di varie forme di violenza (dalla predazione sessuale sui minori alla violenza sessuale sino allo stupro, dal bullismo al cyberbullismo, dal mobbing alla induzione al suicidio), la conseguenza logica è che la violenza deriva ed è incentivata proprio dal venir meno da quei sani modelli di relazioni familiari, che costituivano la normale educazione in una società ben ordinata e responsabile, che non sentiva e non aveva nessuna necessità di corsi specifici e di psicologi. Una persona può subire violenza da parte di sconosciuti incontrati inopinatamente; ma quando violenza si verifica in ambito scolastico o di altra associazione oppure da parte di persone frequentate da un giovane, si deve purtroppo ritenere una carenza degli educatori e delle famiglie, che non hanno adeguatamente vigilato (quella che in buona giurisprudenza si chiama culpa in vigilando e a monte culpa in eligendo).
Dobbiamo anche formulare il quesito: Perché dovremmo affidare noi stessi e i nostri figli a psicologi o ad altre figure estranee? Chi li sceglie? In base a quali requisiti? In base a quali parametri di etica e di morale? Verrà invitato a tenere lezione il pornodivo Max Felicitas come all’Istituto Foresi di Portoferraio? Dovremo tutti educarci salendo la scala gender come presso l’Educandato Statale agli Angeli di Verona?
Un’ultima considerazione: Quanto costano in termini di tempo impegnato questi fallimentari e controproducenti interventi di “educazione sessuale”? Quali stipendi incassano gli operatori coinvolti? E quanto costano in termini di denaro pubblico?
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
http://www.prolifeinsieme.it
Set 24, 2025 | Articoli e interviste
https://www.corriere.it/sette/25_settembre_19/scuola-educazione-sessuale-0dada6fa-c412-4a03-8c3c-fbc2c9e51xlk.shtml
La scuola che ricomincia e l’educazione sessuale che non c’è (la chiede il 70% delle famiglie)
Il catenaccio (sottotitolo) dell’articolo recita: “L’Italia è rimasta uno degli ultimi Paesi in Europa in cui non è una materia obbligatoria”: il mio commento: Per fortuna!
Perché se si guarda ai traguardi raggiunti dai “Paesi avanzati” per mezzo della “educazione sessuale” scolastica, avviata fin dagli anni Cinquanta del XX secolo in Svezia, Regno Unito, Francia, si constat il drammatico fallimento degli scopi dichiarati di evitare comportamenti asociali, gravidanze indesiderate, procurato aborto, malattie infettive sessualmente trasmesse: tale fallimento è noto da tempo immemorabile, ma viene opportunamente occultato.
L’accesso disinvolto al rapporto sessuale incrementa soltanto il numero di gravidanze indesiderate. Ma sarebbe bene ascoltare la testimonianza spontanea di Lily Allen, nata il 02.05.1985, e Miquita Oliver nata il 25.04.1984, conduttrici inglesi del podcast Miss me? di BBC Audio, le quali hanno certamente goduto della citata «educazione sessuale ed affettiva». Nel corso del programma radiofonico Lily Allen ha candidamente rivelato: “Restavo incinta di continuo, di continuo. Ho avuto diversi aborti, ma poi non ricordo esattamente quanti. Non ricordo. Direi quattro o cinque”, e la conduttrice Miquita Oliver ha condiviso la propria esperienza con un tono altrettanto sincero: “Anch’io ne ho avuti circa cinque! Lily, sono così felice di poterlo dire e di poterlo dire anche tu, e nessuno è venuto a criticarci, senza alcun giudizio. Abbiamo avuto più o meno la stessa quantità di aborti”. L’autentica classe di queste due fa decisamente sfigurare l’affermazione di Gilda Sportiello, che si è vantata di appena un solo procurato aborto, a dimostrazione di quanto l’«educazione sessuale ed affettiva» britannica superi gloriosamente l’ignoranza mediterranea.
Lily Allen e Gilda Sportiello confermano che il procurato aborto possa pregiudicare gravidanze successive. Dopo i suoi procurati aborti Lily Allen dovette affrontare due aborti spontanei, il secondo di essi al sesto mese di gravidanza a causa di setticemia, per la quale corse rischio di morire: “Sono quasi morta” sono parole sue, riportate in Vanity Fair https://www.vanityfair.it/article/lily-allen-non-ricordo-quanti-aborti-subito-penso-quattro-cinque-rimanevo-incintsempre Anche Gilda Sportiello, dopo il procurato aborto, ha avuto un aborto spontaneo.
Altre donne non possono raccontare questa loro macabra esperienza: muoiono a causa del procurato aborto: la diciannovenne Rheanna Laderoute è l’ultima vittima della RU486, ma ovviamente abortisti e dette produttrici di sostanze abortive non hanno interesse a diffondere queste notizie.
E’ il cosiddetto Paradosso Nordico: la Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. Questi dati poissono essere ottenuti on-line anche da siti femministi come Cosmopolitan. I tassi di violenza sulle donne più alti si riscontrino nei Paesi cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali spetta proprio alla avanzatissima Emilia Romagna. (1)(2)(3)(4)
La cosiddetta “educazione sessuale” fa pubblicità alla doppia contraccezione: la femminuccia deve assumere la pillola anticoncezionale e pretendere che il ragazzo usi il preservativo. Non soltanto si riduce la cosiddetta educazione sessuale non alla costruzione responsabile di rapporti rispettosi di sé e dell’altra persona, bensì alla disinvolta fruizione di rapporti sessuali anche in età precoci o precocissime, cosicché più facilmente si verificano nell’animo degli adolescenti sentimenti di insufficienza e di disorientamento, si spingono cioè questi adolescenti verso la disforia di genere.
Si aggiunga che i profilattici o almeno numerosi di essi risultano permeabili ai virus, cosicché non costituiscono reale protezione rispetto a malattie virali sessualmente trasmesse, AIDS compreso, neppure quando siano perfettamente integri. La somministrazione di ormoni contenuti negli anticoncezionali femminili è tutt’altro che scevra di rischi, in primis quelli cardiovascolari, e può anche interferire con il normale sviluppo puberale.
Se proprio oggi si assiste all’incremento di varie forme di violenza (dalla predazione sessuale sui minori alla violenza sessuale sino allo stupro, dal bullismo al cyberbullismo, dal mobbing alla induzione al suicidio), la conseguenza logica è che la violenza deriva ed è incentivata proprio dalla continua, reiterata insistenza su questi temi, che veniva affrontati nell’ambito delle relazioni familiari, che costituivano la normale educazione in una società ben ordinata e responsabile, che non sentiva e non aveva nessuna necessità di corsi specifici e di psicologi.
Ma quanto costano in termini di tempo impegnato questi fallimentari e controproducenti interventi di “educazione sessuale”? Quali stipendi incassano gli operatori coinvolti? Ci sono un po’ di psicologi disoccupati dotati però di tessera di partito, da collocare? E quanto costano in termini di denaro pubblico?
La citata Lily Allen rivela un dato interessante: “I miei genitori erano abbastanza assenti quando ero piccola. Questa cosa ha lasciato delle brutte cicatrici.” Ecco un fatto che rafforza la raccomandazione che siano i genitori e le famiglie a dialogare con i figli in maniera delicata e costruttiva su questi temi così delicati ed importanti per la vita. E che i genitori siano eventualmente sollecitati ad interessarsi ad affrontare questi temi con i figli.
Inoltre la pornografia dovrebbe essere bandita e perseguita penalmente indipendentemente dall’età di chi si collega ai siti porno; in Texas si è almeno costretto i gestori dei siti a verificare l’età di chi accede.
La scuola afferma il suo valore formativo se concentra la sua attività su alcuni pochi punti chiave: corretto insegnamento della lingua italiana, della storia, della geografia, della matematica e delle scienze,delle materie curriculari delle scuole superiori. Si assiste invece alla dispersione in mille rivoli di interventi estranei e dispersivi. Conseguentemente gli allievi vengono incentivati al nulla ed escono sufficientemente ignoranti e privi di capacità critiche nei riguardi di afferenze (internet, chat, influencer, media, IA) disturbanti e addirittura patologiche. (5) A questo proposito risulta ovvio che esista correlazione tra abuso di alcol, stupefacenti e comportamenti antisociali di ogni genere.
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it
1) Approfondimento in https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes
2) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html
3) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
4) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020
5) Paola Mastracola e Luca Ricolfi: Il danno scolastico. La scuola progressista come macchina della disuguaglianza.
https://youtu.be/7XJiUCZD-lc
https://www.lafionda.com/scuola-educazione-sessuale/
Set 17, 2025 | Repliche
https://www.orizzontescuola.it/youth4love-actionaid-porta-nelle-scuole-leducazione-contro-discriminazioni-e-violenza-di-genere/
Youth4Love, ActionAid porta nelle scuole l’educazione contro discriminazioni e violenza di genere
ActionAid torna a riproporre risultati del sondaggio commissionato dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai con fondi del suo 8×1000. Quali interessi muovono Soka Gakkai a sovvenzionare questo sondaggio? Forse per ampliare la sua azione presso i giovani? Quali interessi inoltre sollecitano tutto questo agitarsi attorno alla “educazione sessuale e all’affettività” scolastica, e quali interessi economici , politici e di carriera nascondono? Abbiamo già affrontato l’argomento leggendo https://www.orizzontescuola.it/otto-adolescenti-su-dieci-odiano-il-loro-corpo-lallarme-di-actionaid-su-una-generazione-schiacciata-da-social-e-stereotipi-di-genere-nelle-scuole/
ed abbiamo confutato la validità della cosiddetta “educazione sessuale e all’affettività” scolastica https://prolifeinsieme.it/ed-sessualeun-intervento-fallimentare-ed-un-mantra-che-nasconde-interessi-diversi-da-quelli-per-la-salute-dei-giovani/ (1)
Il problema dell’inserimento di scolari e di alunni all’interno della scuola italiana è un altro tema spinoso. Alcuni desiderano sinceramente integrarsi nel contesto sociale italiano, ma altri subiscono una impronta sociale negativa da parte delle famiglie insediate in Italia, le quali volontariamente e strenuamente non vogliono integrarsi, non accettano i valori della democrazia, e tantomeno quelli Cristiani, che costituiscono i veri valori fondanti della nostra società (persino Benedetto Croce era costretto ad ammettere “Perché non possiamo non dirci Cristiani”).
Se andando per strada si vedono donne e ragazze pesantemente vincolate ad indossare chador e burqa; se tuttora bambine vengono sottoposte a mutilazione dei genitali esterni; se le famiglie tuttora pretendono di imporre a giovinette matrimoni combinati (cfr Corriere Adriatico 20.06.2021); se Saman Abbas è stata assassinata dai genitori stessi, complice persino la madre, perché desiderava integrarsi e vivere come ogni ragazza italiana; siamo costretti a riconoscere che una parte degli stranieri insediati in Italia rifiuta di vivere come italiani. D’altra parte la ghettizzazione volontaria di una parte cospicua degli immigrati è testimoniata dalle banlieue in Francia; dal quartiere Molenbeck a Bruxelles, dalle violenze scatenate a Parigi e a Colonia, a Peschiera nel 2019, a Milano in molteplici circostanze; dai crimini violenti; dalla mafia nigeriana o cinese; dagli stupri perpetrati singolarmente oppure organizzati con la taharrush gamea (30-40 criminali accerchiano la vittima, che subisce ogni sorta di violenza).
Siamo quindi costretti a domandarci quali interessi contrari al vivere civile si nascondano dietro la propaganda ed il mantra dell’«accoglienza», mentre chi dispone di un po’ di cultura ripensa al meticciato di Kalergy e all’eurabia di Bat Ye’or (concetto ripreso da Oriana Fallaci), e constata la copertura offerta a bande organizzate di pakistani dediti allo stupro di donne e bambine inglesi, scandalo che per anni interi i laburisti avrebbero tenuto celato per non perdere i voti degli immigrati pakistani.
Ben vengano dunque soluzioni atte a favorir l’integrazioni nell’ambito della civiltà italiana.
Dev’essere però portato in discussione un altro aspetto della questione: la massiccia presenza di scolari e studenti stranieri in una classe va a detrimento degli scolari e degli studenti italiani. L’insegnante si trova davanti non soltanto abitudini ed atteggiamenti sociali eccessivamente diversificati o addirittura divergenti, bensì anche possibili difficoltà di interazione a causa dei limiti di ricezione della lingua italiana da parte di figli di stranieri. Insegnamento ed apprendimento possono così risultare compromessi; il lessico viene depauperato e di conseguenza la crescita culturale; le giuste aspirazioni di chi vuole studiare e mettere a profitto le ore spese all’interno della scuola risultano mortificate.
L’estensione infine del Progetto Youth4love al tema della “educazione contro discriminazioni e violenza di genere” suona come richiamo al mantra della cosiddetta “educazione sessuale ed affettiva”, che attua quella sessualizzazione precoce che incentiva appunto le violenze, che a parole afferma di voler prevenire. E’ invece arcinoto che i programmi di “educazione sessuale” scolastica, avviati fin dagli anni Cinquanta del XX secolo presso Stati come Svezia, Regno Unito, Francia, hanno fallito negli scopi dichiarati di evitare comportamenti asociali, gravidanze indesiderate, procurato aborto, malattie infettive sessualmente trasmesse: tale fallimento è noto da tempo immemorabile, ma viene opportunamente occultato.
E’ il cosiddetto Paradosso Nordico: la Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. Questi dati poissono essere ottenuti on-line anche da siti femministi come Cosmopolitan. I tassi di violenza sulle donne più alti si riscontrino nei Paesi (considerati) cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali spetta proprio alla avanzatissima Emilia Romagna. (2)(3)(4)
Il mondo della scuola dovrebbe essere ben consapevole di tutto questo.
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it
1) Approfondimento in https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes
2) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html
3) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
4) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020