La fecondazione assistita tra due donne come scelta egoistica: perché?
La fecondazione assistita tra due donne, generalmente attraverso inseminazione artificiale con seme di donatore o FIVET eterologa, risulta eticamente inaccettabile in quanto scelta fondamentalmente egoistica. Al centro vi è il desiderio delle due donne di realizzare il proprio progetto “genitoriale”, ma questo avviene sacrificando deliberatamente il diritto del figlio ad avere una figura paterna.
Il bambino non nasce da un atto d’amore tra uomo e donna nell’ambito del matrimonio, ma viene “progettato” e ordinato tramite tecnologia, riducendolo a oggetto di un desiderio adulto. La scelta di escludere a priori il padre biologico e la sua presenza educativa viene vissuta come un diritto delle donne, ma comporta una privazione intenzionale per il minore, che si troverà senza metà della propria origine biologica e affettiva.
La posizione della Chiesa cattolica
Da un punto di vista morale, questa pratica viola il principio secondo cui il figlio è un dono, non un diritto. Il bambino ha diritto, per quanto possibile, a crescere con il proprio padre e la propria madre, condizione ritenuta ottimale per il suo equilibrio psicologico e identitario. La fecondazione eterologa introduce inoltre una forma di “dissociazione” tra i genitori genetici, gestazionali e educativi, favorendo una concezione utilitaristica della vita umana. Si tratta di una mercificazione della procreazione: il seme diventa prodotto acquistabile, e il figlio un progetto individuale di realizzazione personale.
La Chiesa Cattolica ha condannato chiaramente queste pratiche. L’Istruzione Donum Vitae (1987) della Congregazione per la Dottrina della Fede afferma che la procreazione deve rimanere un atto coniugale tra marito e moglie, e che la fecondazione eterologa lede la dignità del matrimonio e del figlio.
Il documento Dignitas Personae (2008) ribadisce che il ricorso a gameti di donatore è moralmente illecito perché “offende il diritto del figlio ad essere concepito da un atto specifico di amore tra i suoi genitori”.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 2376-2377) considera la fecondazione artificiale eterologa gravemente immorale.
In sintesi, ciò che appare come progresso tecnologico e affermazione di diritti rischia di nascondere un egoismo adulto che antepone il desiderio dei grandi al bene integrale dei piccoli.
Il figlio del desiderio
In effetti la donna che parla nel video si esprime per sensazioni, emozioni, nessuna implicazione di carattere concettuale o valoriale.
Quando afferma che ha sempre desiderato un figlio, ne ha fatto in pratica un oggetto e per questo ha offerto il proprio utero (maternità surrogata). L’altra donna ha donato i propri ovociti ma non aveva il desiderio di portare avanti la gravidanza. Sempre nell’ottica della affermazione di una propria volontà imperniata sull’emozioni, anche l’incontro con la ginecologa che ha fatto “un’impressione stupenda” di sé.
In altre parole, il piccolo Zeno è stato desiderato così come si può desiderare un vestito nuovo oppure una vacanza.
C’è inoltre un grande assente: Zeno ha un padre genetico ignoto! Quanto peserà sullo sviluppo psicologico di un bambino questa situazione del tutto innaturale? Zeno andrà alla scuola materna, probabilmente, frequenterà altri bambini e si ritroverà in una condizione paradossale: una madre genetica ed una biologica, un uomo donatore di seme, ma che non sarà mai padre, in totale una platea affollata con tre genitori.
I costi umani della decisione di far nascere Zeno
La pratica della Procreazione Medicalmente Assistita non è priva di “costi umani”, considerato che per poter arrivare ad avere il bimbo in braccio, senz’altro tanti embrioni già concepiti non sono riusciti ad attecchire e quindi sono esitati in aborti spontanei.
In questo caso specifico non si può dire con sicurezza quante perdite ci siano state, perché non sappiamo quanti tentativi o trasferimenti in utero siano stati fatti.
Può essere indicata la percentuale di quelli che riescono a sopravvivere fino al parto nella Fivet eterologa con la doppia donazione.
In Italia il dato medio di figli nati vivi da Fivet eterologa con doppia donazione di gameti, nel 2023, è stato del 31,94% embrioni trasferiti in utero. In effetti in questa tipologia di Fivet eterologa si ottengono le percentuali più alte rispetto alle altre tipologie, omologhe e le altre eterologhe.
Se volessimo riportarlo ad un dato statistico più semplice ed immediato, si può dire che almeno altri 3 fratellini o sorelline potrebbero essere state sacrificati.
Conclusione
Il nome Zeno ha un precedente illustre nella nostra letteratura: è nota la storia di Zeno Cosini nel romanzo di Italo Svevo, “ La coscienza di Zeno”.
L’etimologia reale di Zeno (dal greco Ζήνων, Zénōn) è legata a Zeus (Ζεύς), significa “di Zeus”, “appartenente a Zeus” o “dono di Zeus”.
La somiglianza con xénos (ξένος = straniero, forestiero, ospite) è fonetica (suono simile), certamente non etimologica. Non derivano dalla stessa radice, ma nella critica letteraria su Italo Svevo e “La coscienza di Zeno”, molti interpreti hanno proposto una lettura simbolica del nome proprio giocando su questa assonanza. Zeno Cosini viene visto come l’eterno straniero, l’uomo fuori posto, l’inetto alienato nella società e nella vita.
I Latini dicevano “nomen omen“, il nome è un presagio. Il piccolo Zeno resterà sempre straniero a se stesso. E la responsabilità è tutta delle due donne che hanno deciso di portarlo alla vita negandogli per sempre la conoscenza delle proprie origini e il confronto con una figura così determinante per lo sviluppo emotivo di un bambino: il padre.
Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente Comitato “Pro-life insieme “
Per approfondire sulla PMA : PMA, il rischio di medicalizzare la fertilità. Dott. Alberto Virgolino
PMA,non è questione di numeri ma di bimbi scartati:dott. Alberto Virgolino
Per approfondire sul Magistero della Chiesa cattolica:
Donum Vitae (22 febbraio 1987) – Il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione
→ https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19870222_respect-for%20human-life_it.html
2. Dignitas Personae (8 dicembre 2008) – Istruzione su alcune questioni di bioetica
→ https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20081208_dignitas-personae_it.html
3. Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 2376-2377)
→ https://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm
(paragrafi 2376 e 2377)
