Egregio Direttore,
Sembrerebbe ancora un tentativo di medicalizzare la fertilità, cavalcando il cambiamento delle esigenze sociali delle donne soprattutto che procrastinano i tempi anagrafici per diventare madri, offrendo loro il congelamento degli ovociti (indipendentemente da problemi di salute), forse con un doppio vantaggio economico per i Centri di PMA? Cioè garantirsi un certo numero di donne che, diventate infertili con l’età, desiderano un figlio; poi, gli ovociti crioconservati potrebbero essere utilizzati per Fivet eterologa.
Sappiamo infatti che quasi tutti gli ovociti da donatrici vengono importati dall’estero per le coppie italiane. Si potrebbe obiettare che un metodo del genere non dovrebbe essere sovvenzionato dalla sanità pubblica. La pressione ideologica in effetti potrebbe contribuire a scelte in tale direzione.
Spiego meglio i vantaggi dei Centri di PMA. Le donne che non sono riuscite ad avere gravidanze naturali, giunte ad un’età critica per la fertilità, ricorreranno inevitabilmente alla Fivet utilizzando i propri ovociti crioconservati anzitempo. Dunque un certo numero di Fivet dovrebbero essere garantite per i Centri di PMA. Gli ovociti che non verranno utilizzati per le donne che sarebbero potute diventare madri in modo naturale, potrebbero essere resi disponibili per essere donati per Fivet eterologa ad altre donne. Così facendo i Centri risparmierebbero i costi dell’importazione degli ovociti da altri Paesi.
Aldilà del discorso economico, mi preme ribadire il grave errore etico di fondo: il concepito è solo una “cosa” da produrre come e quando si desidera. Quindi è manipolabile, crioconservabile, scartabile, commerciabile, eliminabile per cause tecniche dovute all’ innaturalità del concepimento extracorporeo che spiega il fallimento del 70 e più percento dei trasferimenti in utero degli embrioni prodotti in vitro.
Dott. Alberto Virgolino. Presidente AIGOC
Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
( la replica è stata accolta ma non pubblicata)
