Women on Waves contro le donne: Malta e le pillole abortive

https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/29/news/malta_cassette_sicurezza_pillole_abortive_contro_divieto-425312592/

Egregio Direttore,le chiedo di poter replicare all’ articolo” Malta, cassette di sicurezza contenenti pillole abortive: il blitz delle attiviste contro il divieto”.                                          In questi giorni, un vero e proprio raid ha spinto le attiviste di ” Women on waves” organizzazione olandese per i diritti delle donne (?) ad installare sulle isole di Malta e Gozo delle cassette di sicurezza in cui erano contenute delle pillole abortive con l’ intento di forzare la legalizzazione dell’aborto in questo arcipelago.
Ricordiamo che Malta ha una popolazione di oltre 570.000 abitanti ed è tra i territori più densamente popolati al mondo.
La fondatrice dell’organizzazione sostiene che Malta e la Polonia, le uniche due nazioni dell’UE che non vogliono legalizzare l’ aborto, abbiano leggi arcaiche e obsolete…Solo perché rifiutano di piegarsi a una presunta modernità che spinge una donna ad uccidere il proprio figlio!
Sembra che le suddette pillole siano state tutte usate in 8 giorni da coloro che, inviando una mail, hanno ricevuto l’ indirizzo e i codici delle cassette. Come dire, un concorso con in palio la pillola mortifera che non è un farmaco, ma un veleno che in realtà porta con sé una miriade di eventi avversi: emorragia, aborto incompleto, necessità di ricovero ospedaliero d’emergenza!
La mortalità è superiore di 10 volte, rispetto all’aborto chirurgico. Nonostante ciò, questa pratica è raccomandata dalla stessa Oms come qualcosa in grado di tutelare la salute psicofisica, emotiva e psicologica…
Ora, considerando che a Malta l’ aborto è totalmente vietato dalla legge, tranne in caso di pericolo per la salute della madre e che i ginecologi sono tutti obiettori, cosa volevano ottenere le attiviste?
Si traggano le dovute conclusioni. Sembrerebbe, al contrario, più un attentato contro le donne, paragonabile ai tempi degli aborti clandestini. Ad ogni modo, sono state avviate delle indagini dalle autorità. Anche in Italia, quasi cinquanta anni fa l’ IVG venne legalizzata con la scusa di eliminare questa piaga. In realtà da allora sono stati eliminati più di sei milioni di bambini ,impoverendo la popolazione del nostro Paese e affermando pian piano l’ idea che l’Embrione non è una vita umana ma solo poche cellule.
Ed inoltre che questa pratica sarebbe un diritto all’ autodeterminazione del genere femminile.
Noi del Comitato “Prolife Insieme” non possiamo che lodare Malta e la Polonia quali ultimi baluardi rimasti a protezione della Vita, ultime sentinelle che resistono davanti agli uragani ideologici fra l’ imperante cecità delle istituzioni che dovrebbero proteggerci e la dittatura delle case farmaceutiche.
Cordialmente.

Maria Cariati per il Comitato Prolife Insieme
www.prolifeinsieme.it