Dopo la Lombardia pure il Veneto ha intrapreso il percorso mortifero del cd. suicidio assistito.Sorprende come vi giungano regioni espressioni di comunità dalla spiccata tradizione cristiana,malgrado gli accorati inviti a un ripensamento promananti dal mondo cattolico e dai sodalizi pro life. E benchè non sussista una legge statale che lo introduca e lo consenta. I suoi fautori sostengono che la legge attuerebbe le sentenze della Corte Costituzionale nel riparto di attribuzioni Stato-Regioni, ma la Corte ha ribadito che i requisiti ivi indicati non sono idonei al recepimento regionale senza una legge statale. Quindi è incostituzionale perché non sussiste in Italia un diritto a morire. E neppure in Europa, avendo sancito la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la sentenza Karsai del 2024 che negare il suicidio assistito a paziente che lo chieda in uno Stato ove sia vietato o non consentito, non contrasta con la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, in quanto non v’è fondamento giuridico per invocare un diritto all’autodeterminazione alla morte. Il valore della vita è assoluto e intangibile per ogni credente.
Vivida la luce del Magistero, compendiato nella Samaritanus Bonus della Congregazione per la Dottrina della Fede di agevole consultazione e ineludibile riferimento, ove ci si appella alla coscienza del personale medico e sanitario secondo il Giuramento di Ippocrate. Se la legge prevede lo sviluppo delle cure palliative non si deve soggiacere all’insidia di edulcorarne il giudizio etico comparando i presunti aspetti positivi e i reali aspetti negativi e ritenuti prevalenti i primi, accettarla in toto. Non può assecondarsi l’uso del concetto di morte degna in rapporto con quello di qualità della vita. La vita in sé e la cd. sua qualità costituiscono dei valori non equipollenti e quindi non interscambiabili.
Infine, consiglieri di partiti che decantano ideali pro life si sono defilati (o per implicito o esplicito assenso) votando a favore. Ognuno interroghi la propria coscienza e tragga le conclusioni per le scelte future.
Il Presidente del Comitato “ Pro-life insieme”
S. E. Mons. Antonio Suetta
