Transizione di genere, i rischi :dott. Luciano Leone, pediatra

Gent.mo Direttore,
Il miglior ospedale italiano per minori transgender non lo è più 02.04.2025
https://www.ilpost.it/2025/04/02/careggi-minori-trans-bloccanti/
il cambio di sesso non esiste: il sesso genetico cromosomico è immutabile XX femminile, XY maschiule; si può alterare l’aspetto esteriore di una persona bombardandola con ormoni e mutilandola con interventi chirurgici, ma il sesso cromosomico resta quello.
Adolescenti malamente condizionati da massmedia e influencer possono credere di avere bisogno di “cambiare sesso”, mentre l’American College of Pediatricians richiama tutti alla realtà e si esprime in termini chiari ed espliciti: “La sessualità umana è biologicamente ed oggettivamente binaria: “XY” e “XX” sono marcatori genetici di maschio e femmina rispettivamente. Il 98% dei ragazzi e l’88% delle ragazze che soffrono di disforia di genere accettano il loro sesso biologico dopo aver attraversato naturalmente la pubertà”.(1) Parimenti la struttura del cervello fin dalla gestazione si differenzia in maschile oppure femminile, e riemerge successivamente come avviene nei detransitioners, coloro che cercano faticosamente di riappropriarsi della propria realtà corporea.(2) La persona, che sarebbe stata uomo o donna dotato di normale salute, con la “transizione” diventa non solo un individuo sterile, bensì un paziente cronico, avventore abituale delle farmacie, esposto a complicanze cardiache e neoplastiche, all’osteoporosi, a drammatica incidenza di suicidi 20 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. (1)
In casi di disforia di genere il normale sviluppo puberale viene bloccato sottoponendo un bambino o un adolescente a trattamento con “analoghi dell’ormone stimolante il rilascio delle gonadotropine (LH-RH analoghi)” come Leuprorelina o Triptorelina, che determinano “una condizione di castrazione farmacologica”(3)che può incrementare i sentimenti di inadeguatezza caratterizzanti la disforia di genere. Non è affatto scontato che la castrazione farmacologica risulti reversibile quando la persona “ritiri liberamente il proprio consenso” poiché ovaie e testicoli possono subire atrofia. Gli LH-RH analoghi come Leuprorelina o Triptorelina sono farmaci utilizzati per la terapia di patologie importanti come: carcinoma della prostata, carcinoma mammario, pubertà precoce, endometriosi, fibromi uterini; e possono “portare all’insorgenza di effetti collaterali specifici (vampate di calore, perdita della potenza e della libido, fatigue, riduzione della massa muscolare, osteoporosi, anemia), che possono ripercuotersi sullo stato di salute generale dei pazienti e sulla loro qualità di vita.”(3) La correlazione con“sindrome metabolica,…sviluppo di diabete mellito di tipo II ed aumentato rischio cardiovascolare”(3),può ben spiegare i tragici effetti avversi, riportati dalla Food and Drug Administration USA a carico di bambini e di adolescenti trattati con Leuprorelina per disforia di genere in 6 anni e mezzo 2013-2019: 41.213 eventi avversi di cui 25.645 gravi, e 6.379 decessi. (4)
In paesi (USA, Svezia, Regno Unito) che hanno già sperimentato il disastro di queste “transizioni” si attuano provvedimenti restrittivi di queste pratiche nocive per la salute psicofisica: in Inghilterra il tristemente noto Gender Identity Development Service for Children and Adolescents di Tavistock è stato chiuso. Fervido augurio è che chiuda anche questo centro di Careggi.

Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme

Bibliografia:
1) American College of Pediatricians: Gender ideology harms children pubblicato marzo 2016, aggiornato settembre 2017
https://www.acpeds.org/the-college-speaks/position-statements/gender-ideology-harms-children

2) Sidney Wright: Un anno da trans. ProVita&Famiglia n.81 p.24   Sempre riguardo ai detransitiorners: n.81 p.20   n.86 p.17   n.98 p.24   n.101 p.25  n.107 p.32

3) AIFA nota 51: “Relativamente all’utilizzo degli analoghi LHRH nel tumore della prostata, è stata recentemente descritta la correlazione tra deprivazione androginica e sindrome metabolica, contraddistinta da un incremento dei livelli ematici di colesterolo LDL e trigliceridi, bassi livelli di colesterolo HDL, ipertensione arteriosa e ridotta tolleranza glucidica. Tale sindrome si associa allo sviluppo di diabete mellito di tipo II e ad un aumentato rischio cardiovascolare. La presenza di sindrome metabolica è stata stimata essere presente in più del 50% dei pazienti con carcinoma della prostata.”
https://www.google.com/search?q=aifa+nota+51&oq=aifa+nota+51&aqs=chrome..69i57.2938j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8
4) Maddalena Loy: I pediatri attaccano gli psicanalisti che osano criticare le cure anti pubertà. La Verità 21.01.2023