Toscana, Poggibonsi: biblioteca apre spazi dedicati ai temi LGBT. Scelta ideologica dell’amministrazione comunale.

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Susanna una bambina tutta colorata …
Così cantava Vasco Rossi negli anni ’80 e la mente corre subito all’ immagine del nostro sindaco di Poggibonsi Susanna Cenni che ama a tal punto l’arcobaleno da lasciare esposta praticamente tutto l’anno (non solo nella giornata dedicata) la bandiera contro l’omotrans-, bi-,pan- lgbtq+++++…. fobia sopra al Comune di Poggibonsi.
D’altronde è così bello l’ arcobaleno esiste in natura simbolo di speranza di pace!
Ma chissà se il nostro sindaco sa che c’è una differenza fondamentale sia nel numero sia nell’ordine dei colori tra la bandiera arcobaleno LGBT e l’arcobaleno naturale?
Molti pensano che la bandiera LGBT+ sia una replica esatta dell’arcobaleno naturale, ma in realtà si tratta di una versione stilizzata e semplificata.
Il numero dei colori: L’arcobaleno in natura contiene uno spettro continuo, ma convenzionalmente (da Isaac Newton in poi) vi si riconoscono 7 colori. La bandiera LGBT+ più comune (nata nel 1979) ha invece 6 strisce, l’indaco è stato assorbito in un’unica striscia viola/porpora.
Forse non è un caso che il colore omesso sia proprio l’indaco, colore che richiama la profondità dei misteri divini, la regalità di Dio e il manto protettivo e spirituale della Vergine Maria.
In un mondo in cui  TV, cinema e social ci bombardano almeno da 20 anni propinandoci la bellezza della perversione sessuale etero, omo, la cura estrema della sola estetica dei nostri corpi come merce da mostrare nelle pubblicità e chi più ne ha più ne metta, l’apertura di uno spazio nella biblioteca comunale di Poggibonsi dedicato ai temi LGBT dimostra ancora una volta come l’amministrazione governata dal sindaco Susanna Cenni sia completamente avvolta nella confusione ideologica di un moderno femminismo che spaccia per ‘autodeterminazione’ una forma di autodistruzione della dignità della donna.
Non è certo un caso che durante il dibattito pre elettorale presso la sede dell’ UPP di Poggibonsi Susanna Cenni, senza rispondere a nessuna domanda, bensì partendo con un proprio monogolo carico di ‘pride’ orgoglio femminista si sia pubblicamente impegnata a non fare entrare nessun provita nei consultori della Valdelsa…
È opportuno notare che con questa frase la Signora Cenni non solo dimostra di non conoscere la legge 194/1978 che prevede aiuto e supporto alle madri affinché si tentino tutte le strade per permetterle di proseguire la sua gravidanza, ma in più fa trasparire il vero volto della ideologia che non accoglie e non include i soggetti più deboli e innocenti: i bimbi non nati.
Alla politica ideologica infatti non interessa la discriminazione di CHI NON PUO PARLARE, CHI NON PUÒ URLARE E DI CHI NON PUO VOTARE!
I piccoli bimbi non nati che hanno un cuore che batte già dopo 18 giorni dal concepimento infatti sono e saranno per sempre una cosa sola con le loro madri indipendentemente dalla loro scelta.
Recenti evidenze scientifiche dimostrano come cellule del feto restino anche dopo molti anni presenti nelle loro madri per riparare i tessuti.
Anche la scienza ci parla di questo AMORE SENZA CONFINI che nasce dall’unione di un uomo e di una donna: LA FAMIGLIA NATURALE!
Si lo so sono parole forti perché oggi è quasi un tabù parlare di famiglia naturale…ma credo profondamente che nonostante le mode del momento, nessuna teoria di ‘GENERE’ potrà mai superare o cancellare questo Amore incondizionato.

Noi di Prolife Insieme ci auguriamo che sempre più politici scelgano la Vita… DI TUTTI, e questo invito vale naturalmente anche per il nostro sindaco Susanna Cenni.

Manuela Ferraro
Poggibonsi SI
Per Comitato Pro-Life Insieme
www.prolifeinsieme.it