‘Stanza dell’ascolto’, Rosatelli e Viale stavolta sono d’accordo: “La sua utilità è sempre pari a zero”
In Consiglio comunale l’assessore di Avs e il consigliere radicale criticano la riapertura al Sant’Anna
L’assessore Rosatelli afferma: “Contrastiamo fortemente l’idea di inferiorizzazione delle donne e la limitazione ideologica della loro autodeterminazione”; e conclude: ”Abbiamo messo in campo iniziative che vanno tutte nel senso opposto della Stanza dell’ascolto.“ Silvio Viale si professa totalmente d’accordo: nel maggio 2019 vantava già aver praticato diecimila aborti: “Io i bambini li frullo, e non ho paura a dirlo.“
Sarebbe interessante sapere come affermazioni del genere si concilino con la legge 194/1978: “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza: Art. 1. Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite.
Art. 2. I consultori familiari assistono la donna in stato di gravidanza: a) informandola sui diritti a lei spettanti in base alla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali concretamente offerti dalle strutture operanti nel territorio; b) …legislazione sul lavoro a tutela della gestante; c) attuando direttamente o proponendo … speciali interventi, quando la gravidanza o la maternità creino problemi per risolvere i quali risultino inadeguati i normali interventi di cui alla lettera a); d) contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza.
Si direbbe che volontà esplicita di entrambi sia quella di promuovere il procurato aborto anziché applicare la citata 194/1978, addirittura forse in violazione della medesima.
Al contrario Giorgio Pardi, professore di ostetricia-ginecologia presso la Clinica Mangiagalli di Milano riteneva più che necessaria la presenza dei CAV Centri di Aiuto alla Vita accanto ai reparti di ostetricia. Era e rimaneva (illogicamente) a favore della 194/1978. Rilasciava tuttavia questa dichiarazione: «Sono ateo, l’ho già detto? Io non credo in Dio, non ho la grazia della fede, che vuole che le dica? Quindi scriva scriva scriva che il dottor Pardi Giorgio è ateo o, se preferisce, è un laico. E aggiunga anche che per ritenere l’aborto un omicidio non serve la fede. Basta l’osservazione. Quello è un bambino. L’aborto è un omicidio. Difendo ancora la 194, ma è soprattutto nella parte a tutela della vita che andrebbe applicata. Perché l’interruzione di gravidanza è una ferita che non si cicatrizza». https://www.tempi.it/giorgio-pardi-laborto-un-omicidio/
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it
