Sicilia, più medici non obiettori contro la piena applicazione della 194

https://www.marsalalive.it/2025/03/14/assunzione-medici-non-obiettori-sicilia/
L’onorevole Dario Safina della regione Sicilia del partito democratico annuncia che, finalmente, la VI Commissione Sanità, approva l’assunzione di medici non obiettori cosicché il diritto all’aborto sia garantito a tutte le donne siciliane, le quali non si dovranno più vedere costrette a migrare da un ospedale all’altro fino a trovare un chirurgo disposto a farle abortire.
“Una misura che mira a garantire la piena applicazione della legge 194 del 1978, tutelando il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), troppo spesso ostacolato dall’alta percentuale di obiettori di coscienza” sostiene Safina.
Questa misura però non mira a garantire la piena applicazione della legge ma solo a rendere l’interruzione di gravidanza più fruibile.
Garantire la piena applicazione della legge significa farla  rispettare in tutti i suoi articoli, anche i primi  due i quali prevedono quanto segue:
“……..contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza.
I  consultori  sulla  base  di  appositi  regolamenti o convenzioni possono   avvalersi,   per   i   fini  previsti  dalla  legge,  della collaborazione  volontaria  di idonee formazioni sociali di base e di associazioni   del   volontariato,   che  possono  anche  aiutare  la
maternita’ difficile dopo la nascita.
La   somministrazione   su  prescrizione  medica,  nelle  strutture sanitarie  e  nei  consultori,  dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte in ordine alla procreazione responsabile e’ consentita anche ai minori…..”

Tutto questo è fortemente ostacolato soprattutto dal partito che l’onorevole rappresenta.
Lo testimonia l’orda di femministe impazzite che ha occupato qualche mese fa l’ospedale sant’Anna di Torino per contestare l’apertura della “stanza dell’ascolto” da parte degli operatori pro vita . Tale stanza è stata pensata con l’obiettivo di creare con le donne un approccio, un dialogo, un contatto al fine di aiutarle a fare chiarezza dentro di loro. A vedere se magari ci può essere una soluzione diversa dall’aborto.
Queste donne vengono lasciate sole alla loro triste scelta. Tutto si trasforma in un intervento di routine e poi via, al loro destino, ai loro sensi di colpa, alla loro vita “graffiata” anzi lacerata da un gesto spesso compiuto con leggerezza, con incoscienza o per disperazione.
L’intervento dell’onorevole Safina è inoltre diretto anche ai medici, i quali devono garantire la loro non obiezione di coscienza pena la revoca del contratto.
Anche questa imposizione disattende la legge, la quale garantisce la libertà ai professionisti di non intervenire in questo senso se la loro coscienza glielo impedisce.
Mi chiedo a questo punto dove sia la democrazia, la libertà di scelta. Appare chiaro che vada in un’unica direzione.
Rispettare la 194 in pieno significa permettere ai provita di entrare negli ospedali, nei consultori, per provare ad ascoltare queste donne decise ad un passo così drammatico.
Rispettare la 194 significa permettere agli operatori sanitari di seguire la propria coscienza e non, con la forza, obbligarli e renderli complici di una morte.

Angela D’Alessandro
Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it

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