https://www.polesine24.it/italia/2026/10/08/news/sesso-sempre-piu-precoce-tra-i-giovani-405248/
IL SESSO TRA I GIOVANI è sempre più precoce e la risposta generale quale è?
“Ne parli la scuola”.
Come se la scuola fosse la risposta a tutto, anche a quello che a casa non ha funzionato.
I dati informano che l’età del primo rapporto sessuale tra i giovani si abbassa.
La maggior parte delle informazioni sul sesso viene cercata dai ragazzi online.
Pochi usano il preservativo.
E la domanda qual è?
Perché non se ne parla a scuola?
FACENDO PERÒ RIFERIMENTO ai dati pervenuti, la soluzione proposta è già fallita in partenza.
Perché, se la metà dei ragazzi cerca in rete informazioni riguardanti il sesso, e solo meno del 10% ne parla in famiglia, il problema non è che a scuola non se ne parla.
La realtà è che la famiglia ci ha rinunciato.
E chi pensa che alla scuola si debba delegare un vuoto educativo che c’è in casa, fa finta di non capire.
Ecco che allora torna il solito ritornello polemico sul consenso informato.
Nel caso se ne parli a scuola, va bene.
Nel caso se ne parli in famiglia, è un retaggio.
MA COME AFFERMA l’art 30 della Costituzione, il compito di educare i figli, in qualunque ambito , spetta in primis alla famiglia.
Non in secundis quindi.
Non alla scuola.
Quindi, se l’età del primo rapporto sessuale tra i giovani si abbassa, a maggior ragione le famiglie devono vegliare sulla prole.
Se non hanno i mezzi per farlo vanno aiutate.
Non è la soluzione scaricare la responsabilità solo su docenti, professionisti, educatori.
Mentre i genitori non sono nemmeno al corrente di cosa facciano i figli con il telefono o il PC.
A VOLTE, LEGGENDO CERTI ARTICOLI, ho come l’impressione che questa, sulla sessualità a scuola, sia una corsa per decidere chi capisce di meno.
Chi fa finta di scandalizzarsi leggendo le percentuali, chi propone la soluzione magica dei corsi a scuola.
Chi non sa o finge di non sapere che il vero luogo dove si impara cosa siano corpo, amore, rispetto, è la famiglia.
E se la famiglia è assente non c’è corso scolastico che tenga, perché nessuno potrà davvero sostituirla.
Non sto dicendo che l’educazione affettiva non sia importante.
Dico però che è più che mai necessario rimettere le cose a posto.
Prima la famiglia, poi la scuola.
Altrimenti il ritornello si ripeterà.
Continueremo a parlare di bambini di 12 anni che fanno sesso.
Che bisogna parlarne a scuola, mentre a casa nessuno ne parla per niente.
Angela D’Alessandro. Insegnante
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it
