Egregio Direttore,
Chiedo cortesemente diritto di replica all’articolo https://informareunh.it/appello-per-lintroduzione-delleducazione-affettiva-e-sessuale-nella-scuola/
“La rivoluzione sessuale, nota anche come liberazione sessuale, è stato un movimento sociale avvenuto attorno al 1968 principalmente nei Paesi occidentali e modificò i tradizionali codici di comportamento relativi alla sessualità e alle relazioni interpersonali”.
Personalmente non l’ho vissuta in prima persona perché ancora bambina.
«Negli anni Settanta c’era la liberazione sessuale: non si flirtava, si faceva l’amore direttamente» ricorda
Albalisa Sampier in una trasmissione televisiva “le ragazze”.
Ricordo anche io che ad un certo punto si vedevano coppie di giovani baciarsi e scambiarsi effusioni ovunque. Quello che prima doveva restare nell’intimità della coppia improvvisamente diventava di dominio pubblico.
Amore è amore, il famoso “love is love”, fate l’amore non fate la guerra erano gli slogan più gridati in quegli anni e contribuirono a cambiare una società definita “bacchettona”.
Si cominciò a prendere di mira la chiesa cattolica che, con tutti i suoi dettami e comandamenti, rendeva l’uomo schiavo, incatenato a dottrine castranti atte solo a creare infelicità.
Se il messaggio fosse stato vero non si assisterebbe oggi a tutto il dramma che stiamo vivendo: violenze, omicidi, stupri ecc.
Purtroppo tutto questo permissivismo non è servito a liberare le persone da messaggi castranti, ma ha creato individui ancora più schiavi e incapaci di dominare le proprie passioni.
L’evoluzione negativa l’abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi e spesso, purtroppo, protagonista di cronaca nera.
Il sesso dà la sua massima espressione quando è condiviso con chi si ama. Quando rimane nell’intimità di due corpi che si donano amore vicendevolmente.
Vissuto al di fuori diventa pornografia, prostituzione, mercificazione, sfruttamento, schiavitù e, una volta consumato, lascia solo un senso di vuoto.
Pensare di introdurre nelle scuole “l’educazione sessuale” può diventare rischioso se il relatore non ha ben chiari quali siano i rischi che si corrono, travisando il messaggio che veicola, definire “atto d’amore consapevole” e sottolineo ATTO D’AMORE.
Adesso si sente molto parlare di diritto alla sessualità per le persone con disabilità fisiche e mentali.
È importante che anch’esse possano poter vivere l’ amore in una dimensione di gioiosa e libera consapevolezza.
Chi mai ha affermato il contrario, mi chiedo?
Penso però che anche questa “categoria” di persone rientri come tutti, in quella che debba poter vivere il sesso come atto d’amore condiviso.
La mente e il corpo sono complementari anche per loro, poter innamorarsi e condividere l’amplesso come naturale evoluzione di una storia d’amore è legittimo.
Pensare a loro a come portatori di diritti sessuali equivale a discriminarli.
La scuola può essere dunque il luogo favorevole per introdurre un tema così delicato? Forse.
Di certo non può essere esclusa la famiglia, che deve essere coinvolta, ascoltata per poter condividere i contenuti di un tale intervento sui minori.
Non tutti hanno piacere che i propri figli affrontino contenuti che fanno parte della sfera personale con estranei.
Educazione sessuale nelle scuole? NI…via libera solo se l’argomento viene trattato da docenti preparati, se non c’è l’obiettivo di indottrinare gli alunni con teorie propagandistiche, se i contenuti vengono condivisi con i genitori i quali, però, devono poter, in qualsiasi momento, decidere se fare frequentare ai propri figli quel dato corso.
Non deve diventare materia curricolare ma restare “progetto” e,data la delicatezza del tema, ci deve poter essere diritto di recesso qualora famiglie lo ritenessero inadeguato per la formazione del proprio figlio.
Angela D’Alessandro
Comitato “ Pro-life insieme “
http://www.prolifeinsieme.it
https://informareunh.it/educazione-sessuale-nelle-scuole-i-timori-del-comitato-pro-life-insieme/