Se a partorire non è una madre: non è una barzelletta! ma si tratta di un congresso che si è svolto a Rimini lo scorso ottobre durante il quale L’Associazione italiana di ostetricia AIO ha portato al centro il tema delle cure emancipatorie.
Ma quali sarebbero queste “cure emancipatorie”? .
Forse si tratta di illustrare le nuove tecniche di microchirurgia fetale e neonatale avanzata che permette oggi di operare i bambini prima della nascita o subito dopo il parto, trattando malformazioni che un tempo erano fatali o altamente invalidanti, un incentivo alla cura del feto umano diminuendo così i casi di ricorso al cosiddetto aborto terapeutico?
Purtroppo NO scopriamo che per “Cure emancipatorie” si intende uno strano concetto di INCLUSIONE.
Ormai quando sento questa parola mi si alzano automaticamente le antenne, sento odore di ideologia e infatti si parla di accesso ai servizi e bisogni clinici delle persone LGBT.
Che novità , originali devo dire
Secondo Anna Paola Caruso, presidente dell’AIO la società scientifica si è accostata a questo tema per rispondere alle sollecitazioni di tanti professionisti che nella loro attività clinica si rapportano con persone LGBTQ.
DOPO QUESTA PREMESSA È LECITO DOMANDARSI
MA quanti sono i casi di allattamento trans oggi in Italia?
Ed è proprio Egon Botteghi, referente per la genitorialità delle persone trans invitato a parlare anche durante il congresso a darci la risposta
Le gravidanze delle persone transgender sono ancora un evento raro in Italia. “Io sono a conoscenza di due casi, ma ce ne potrebbero essere stati altri che non sono venuti allo scoperto”
DUE CASI?????
E PER DUE CASI SI INSERISCE IL TEMA NEL CONVEGNO NAZIONALE?
ED ECCO COME AGISCE L’IDEOLOGIA
Si prende il caso limite ed isolato e si porta il fatto al centro del dibattito pubblico creandone un CASO URGENTE E PRIORITARIO COME SE FOSSE GIÀ un fenomeno diffuso e in crescita quando invece ancora non lo è.
In questo modo entra nel pensiero comune il concetto chiave che questo FENOMENO sia non solo possibile, ma addirittura in aumento e quindi la pratica sia destinata ad essere presto NORMALIZZATA.
La seconda domanda che mi pongo è
POSSIBILE CHE TUTTE LE OSTETRICHE SIANO D’ ACCORDO CON QUESTA PRATICA CHE DI FATTO METTE IN SECONDO PIANO LA DIFESA DEL BAMBINO?
Di fatto risulta che nessun membro dell’AIO si sia dissociato dal proprio congresso nazionale o quantomeno dal panel sull’allattamento nelle persone transgender. Ma voglio sperare che non sia vero…
Infatti questo a mio parere rappresenterebbe una chiara evidenza del fallimento di gran parte della classe medica odierna, un ulteriore tradimento al Giuramento di Ippocrate, già avvenuto con l’aborto e oggi sempre più a rischio anche con l’eutanasia che si insinua come un serpente nelle amministrazioni locali di tutta Italia.
Sembra che questi professionisti abbiano perso le nozioni basilari della BIOLOGIA: sesso maschile cromosomi XY e sesso femminile cromosomi XX
Vi dice ancora qualcosa?
Non credo proprio considerando che questi professionisti sono troppo impegnati ad assecondare i capricci degli adulti perche di questo si tratta.
Il bambino è ridotto sistematicamente a PRODOTTO DEL CONCEPIMENTO non un essere umano indifeso da proteggere ma un accessorio da abbinare a quel genitore 1, 2 o 3 a seconda delle mode del momento….
L’AIO si vanta infatti di specializzarsi nell’assistenza alla gravidanza, al parto e all’allattamento di uomini transgender che hanno conservato utero e ovaie e se hanno le ghiandole mammarie e i dotti galattofori, possono allattare.
Tutto chiaro?
BEH PER noi di Prolife Insieme NO
non riusciamo e non vogliamo vedere nulla di normale in un UOMO CHE ALLATTA AL PETTO IL SUO BAMBINO
qui si gioca letteralmente con lo sviluppo del bimbo, la sua sensibilità, i suoi punti di riferimento, la sua stabilità, il suo equilibrio.
Quando si tratta di difendere gli interessi dei BAMBINO nessuna voce si alza forse per timore di essere definiti omofobi, bigotti o sciocchezze del genere, quando basterebbe ribadire verità scientifiche elementari per liquidare drasticamente la questione.
Sappiamo tutti bene infatti che il rispetto della persona non implica l’accettazione del comportamento di quel individuo sia esso in ambito sessuale sia in qualsiasi altro aspetto della sua esistenza.
Semplicemente il SESSO NON È IL CENTRO,
Il bambino deve tornare al CENTRO
Ringraziamo le associazioni che hanno svolto sit in di protesta e hanno raccolto firme contro questo evento come gli amici di Provita e Famiglia.
Vedere un uomo trans che allatta al petto un bambino per noi resta un ABUSO SU MINORI
Manuela Ferraro
Poggibonsi SIENA
Per Comitato Pro-Life Insieme
