LA GIUSTIZIA HA FATTO IL SUO CORSO, dando ragione alla prof. che non accettava l’idea che Max Felicitas, porno attore, entrasse nelle classi come esperto esterno per parlare di bullismo.
Un esperto di porno, e già qui ci sarebbero da tenere conferenze.
La parola pornografia deriva dal greco antico ed è composta da pórne (prostituta) e grafé (scrittura, segno) che letteralmente si traduce in “rappresentazione di prostitute.
Quindi la pornografia è la rappresentazione esplicita di atti e organi sessuali con l’obiettivo principale di stimolare eccitazione sessuale.
COSA CI FAREBBE quindi un pornoattore nell’ Aula magna di un istituto superiore?
Davanti ad un pubblico eterogeneo e, tra l’altro, non tutto maggiorenne?
Quale sarebbe il senso di questa trovata gettonatissima dalla maggioranza dei docenti tanto da dover sanzionare l’unica insegnante illuminata che vi si è opposta?
E la cosa gravissima è stata il non portare i genitori a conoscenza della cosa salvo scoprirlo dai messaggi dei propri figli sui social.
Mi chiedo cosa si volesse sdoganare facendo entrare una persona con una scelta professionale discutibile.
Quale messaggio avrebbe potuto portare Max Felicitas?
Come si può elevare il porno a emergenza positiva tanto da renderlo materia di discussione dalla bocca di un protagonista tutt’altro che pentito?
Come può questa sessualità tossica diventare materia di dibattito con un pubblico così facilmente influenzabile?
L’unico obiettivo è solo quello di incuriosire e favorire il mercato del porno, semmai ne avesse bisogno, dato che è un “campo” che attira moltissime persone.
Mi chiedo come possano i genitori fidarsi ancora di quegli insegnanti.
La dice lunga il fatto che tutto sia stato organizzato all’insaputa delle famiglie. Portato alla luce solo
grazie a quell’unica prof che ha avuto il coraggio di dire NO andando fino in fondo.
MI TORNA ALLA MENTE la vicenda successa al liceo romano “Giulio Cesare” in cui gli insegnanti avevano dato da leggere agli alunni, quale percorso didattico, racconti tratti dal romanzo “Sei come sei” di Melania Mazzucco.
In alcuni di questi brani venivano descritti, con dovizia di particolari, scene altamente spinte di omosessualità.
Tanto che la lettura di tali brani fu giudicata inopportuna anche nelle aule del Senato.
La procura di Roma però decise di archiviare il caso giustificando la scelta dell’insegnante come “motivazione di studio inserita in precisi obiettivi alla lotta all’omofobia..”
PERCHE’ MAI invitare un noto attore di pellicole di sesso spinto a parlare di bullismo davanti ad una platea di ragazzini? Perché poi non fare sapere ai genitori chi avrebbe tenuto la lezione?
A me un dubbio legittimo, di non perfetta onestà intellettuale da parte degli insegnanti viene.
Ed è per questo che il consenso informato, in tema di educazione sessuale da parte dei genitori non è solo auspicabile ma necessario.
“GIU LE MANI DAI BAMBINI”.
Angela D’Alessandro
Prolife insieme
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