Savona, gay pride e rivendicazioni di diritti:e la vita del bimbo non nato?

https://www.savonanews.it/2026/09/01/leggi-notizia/argomenti/eventi-spettacoli/articolo/savona-pride-sabato-in-corteo-per-i-diritti-ancorat-ai-diritti.html

Vorrei rispondere all’articolo che rivendica il diritto all omogenitorialità ,all’aborto e via discorrendo ,tramite la manifestazione del “gay pride”.

Credo che la libertà sia un diritto inalienabile nella nostra società, ma tutta la libertà! Mi spiego meglio:  innanzitutto prima di rivendicare la libertà per gli omosessuali , sarebbe necessario   che l’essere umano riconsiderasse le vere priorità, come far comprendere ai giovani il rispetto   per la donna, spesso ignorato, viste le varie forme di violenza perpetrate ai danni dell’universo femminile, in Italia e nel mondo.
In secondo luogo le rivendicazioni alla libertà, tanto ostentate in queste manifestazioni, con la pretesa di vari  diritti, non comprendono mai i diritti del bambino non nato, che con la legge 194 è stato completamente calpestato.
Prima di reclamare diritti legati all’identità sessuale, nemmeno più limitata a maschile e femminile, ma addirittura alla possibilità di sentirsi animali ( si può immaginare quale confusione nei giovani!) sarebbe più giusto, a mio parere, riconoscere il sacrosanto diritto  di nascere.
Affermare “il corpo è mio” è giusto, ma pure quello del bambino è suo!
Per ristabilire un minimo di giustizia, servirebbe forse ( ed è macabro ammetterlo) una parata di bambini morti, affinché le persone possano comprendere  questo genocidio?
Tornando al gay pride , e alla volgarità che spesso vi è manifestata ,talvolta sembra che nemmeno chi sfila sia preoccupato di far rispettare la propria dignità.
La vera soluzione risiede nella famiglia! Bisognerebbe insegnare a casa e nelle scuole il rispetto per il prossimo, per i professori, per i genitori ,per le donne ,i disabili. E a proposito di questi ultimi ,se pur spesso denigrati ,maltrattati e bullizzati, noto che non si è  mai vista la parata per i loro  diritti. Forse perché sono persone che tengono alla propria dignità e non la usano come strumentalizzazione per altri scopi .
Concludendo, la giusta famiglia rimane sempre quella che può procreare, la famiglia naturale composta da uomo e donna.

Barbara Cinti. Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it