Referendum ddl Valditara, scuola e famiglia insieme: dove sarebbe il problema?

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2026/se-non-ne-parliamo-in-classe-si-informano-online-il-nodo-delleducazione-affettiva-a-scuola-e-la-sfida-del-referendum
“SE NON NE PARLIAMO IN CLASSE SI INFORMANO ONLINE”

Questo dovrebbe essere il motivo valido per fare affondare il ddl Valditara il quale vieta di parlare di educazione sessuale in classe nella materna e alle elementari, mentre lo permette alle medie e alle superiori tramite però prima un confronto con i genitori.
I docenti dovranno esporre alle famiglie il progetto e chiarire chi saranno i relatori.
I genitori poi daranno la loro adesione o meno secondo il proprio giudizio.
Giudizio che terra’ conto di più variabili  chiave, quali la maturità dei ragazzi, i valori etici e culturali della famiglia, la condivisione del contenuto specifico del programma, le modalità di coinvolgimento e la trasparenza adottata dall’Istituto scolastico.

DOVE SAREBBE LA RIGIDITÀ?

Anzi, mi sembra molto interessante questa collaborazione scuola – famiglia affinché il progetto possa essere davvero efficace.
Il ddl Valditara intende solo permettere ai genitori di condividere i contenuti di una disciplina delicatissima e che si presta a manipolazioni ideologiche.
Troppe sono state infatti le invasioni, negli ultimi anni, da parte di rappresentati delle varie associazioni lgbtq+ le quali sono intervenute, sempre all’insaputa dei genitori, per portare la propria idea di sessualita’.
Un’idea che però non tutti condividono e quindi non deve essere imposta o fatta passare per verità.
Gli attivisti lgbt o chiunque decida di portare la propria idea sul sesso devono restare fuori dalle aule scolastiche dello Stato.
I ragazzi vanno aiutati a capire non di certo indottrinati verso una ideologia.
L’educazione sessuale probabilmente verrà pensata all’Interno di un progetto.
Dove sarebbe la difficoltà di farlo vedere alle famiglie?
Quale sarebbe il problema se i ragazzi che non se ne avvalgono, verranno “allontanati”?
Non si fa lo stesso per l’ora di religione?
Non vengono gettati nella ” Geenna, dove c’è pianto e stridore di denti… ”
Se il progetto prevede un’ora a settimana, per quell’ora l’alunno potrà andare in biblioteca.
Se la durata dell’attività è prevista per un giorno o più al mese vorrà dire che quel giorno il ragazzo salterà le lezioni.

LA FAMIGLIA È LA PRINCIPALE responsabile dell’ educazione dei figli.

La scuola semmai collabora con i genitori, aiutandoli nelle loro difficoltà ed incertezze.
Non di certo scavalcandoli per presentare teorie che stanno andando molto di moda adesso.
Penso al gender, al sesso facile, alla possibilità di abortire nel segreto ecc.
Non si tratta infatti di insegnare la biologia, come funziona il corpo umano, come proteggersi da malattie sessualmente trasmissibili, tutte nozioni già presenti nei programmi scolastici.
Se ci si accosta seriamente a quello che il ddl propone ci si accorge che questo non è un passo indietro rispetto al passato… anzi!
Il coinvolgimento dei genitori non impedisce di parlare di sessualita’ ma, al limite, di mettere dei paletti.

LA STORIELLA CHE “se non ci pensa la scuola ci pensa la rete” è una barzelletta.

I siti porno si sa, sono molto frequentati anche da chi ormai di sesso ne conosce abbastanza…
Direi quindi di lasciare perdere questa sciocchezza.
Tutto questo can can generale contro il ddl Valditara mi pare decisamente fuori luogo.
La raccolta firme per affossarlo è assurda.
Mi chiedo cosa spinga i genitori a firmare un referendum che vorrebbe impedire loro di vegliare sulla prole.
Il ddl Valditara protegge tutti, non castra nessuno.
Se in una scuola genitori ed insegnanti saranno d’accordo di andare insieme in una direzione benissimo.
Però è obbligo rispettare quelle famiglie che non lo condividono e questo ddl dà loro la facoltà di dire NO GRAZIE.
In momento storico che descrive un pericoloso inverno demografico.
In un mondo circondato da guerre che pare non finiscano mai.
Con un welfare debole messo alla prova da persone che arrivano pensando di trovare la soluzione ai loro problemi.
In questo “caos cosmico” che ci circonda abbiamo davvero bisogno di un referendum ( che costa parecchio alle casse dello Stato) per decidere se qualche presunto esperto può intervenire, senza se e senza ma sui nostri figli?
Ma siamo seri?
Ma di cosa stiamo parlando?

Angela D’Alessandro. Insegnante. Bolzano
Comitato “Prolife insieme”
www.prolifeinsieme.it