Egregio Direttore,
Chiedo cortesemente di replicare all’articolo https://www.giornaleadige.it/2026/03/21/amministrazione-arcobaleno-ramadan/
ECCOCI DI NUOVO a fare i conti con il Ramadan.
A dare gloria all’Islam in quanto “è necessario aprire spazi di dialogo che siano rispettosi delle culture differenti.”
Prendendo anche la palla al balzo per esprimere solidarietà alle comunità LGBTQ+, per parlare di diritti, includendo anche l’aborto quale diritto intoccabile affinché le donne si sentano finalmente libere.
Come possano andare d’accordo la cultura islamica e le comunità LGBT+ nonché delle femministe furiose, però non è chiaro.
QUALI SAREBBERO DUNQUE I VALORI che vengono difesi?
Qualcosa sta evidentemente andando in corto.
La nostra Italia, che è la culla del cattolicesimo, fa di tutto per distruggere le proprie radici.
Il dissenso è grande, spesso esagerato quando si parla di crocifisso nelle scuole, di tradizioni cristiane, penso al presepio, all’insegnamento della religione cattolica. C’è sempre infatti qualcuno che si appella alla laicità dello stato e comincia con la solita tiritera.
Davanti invece a quattromila persone in strada che festeggiano la fine del Ramadan, la rigidità scompare per diventare vera e propria sudditanza.
Ma questa sudditanza psicologica verso l’Islam non è da intendersi come rispetto verso la dottrina religiosa e verso tutto ciò che ne deriva in termini di espressioni sociali. E i fatti lo dimostrano. Non sarebbe possibile di certo conciliare Islam e LGBTQ+ perché stanno esattamente all’opposto.
È PALESE PERCIÒ LA VOLONTÀ, mascherata da buonismo, di eliminare le nostre tradizioni al fine di farci diventare sempre più pagani.
Nulla della religione islamica ci accomuna né il digiuno, perché non si fa più nemmeno quello quaresimale, né le donne velate e sottomesse, né le spose bambine date in mogli a uomini maturi.
Però pur di distruggere il cristianesimo si fa spazio all’Islam.
E in questa folle e cieca corsa ideologica ci stiamo scavando la fossa.
Se non la smettiamo di essere così accomodanti finirà che tutto questo diventerà uno stile di vita a cui dovremmo sottostare, perché i mussulmani non sono favorevoli né all’inclusione, né al multiculturalismo tantomeno alla tolleranza.
Loro hanno un obiettivo preciso: sottomettere.
Per cui per favore, svegliamoci!
Angela D’Alessandro. Bolzano
Comitato “Prolife insieme”
www.prolifeinsieme.it
