Radio Maria, intervista al Vescovo di Sanremo, Mons. Antonio Suetta

Oggi, 19 gennaio 2026, nella trasmissione “tavolo Prolife” ho la gioia e l’onore di avere ospite un vescovo: monsignor Antonio Suetta, possiamo definirlo il vescovo più Prolife d’Italia. Benvenuto monsignor Suetta. link per riascoltare la trasmissione: https://radiomaria.it/puntata/tavolo-pro-life-19-01-2026/

Come gli ascoltatori di Radio Maria sanno, la trasmissione si dedica a tematiche legate al valore della vita, del bambino prima della nascita, della famiglia naturale, alla valorizzazione della maternità, rifiutando l’aborto procurato.

Per il nostro servizio alla vita, la rete del comitato Pro-life insieme, diffusa in varie regioni d’Italia, ogni giorno scrive repliche agli articoli pubblicati sulle varie testate e sui siti e blog nazionali, che sono tutti contrari ai valori che invece noi vogliamo affermare.
Ecco il motivo dell’invito a Lei, Mons. Suetta, perché ci aiuti a capire meglio come il nostro servizio alla vita possa diventare sempre più efficace.
Iniziamo da un fatto accaduto di recente e che riguarda il Vescovo.
Il 28 dicembre celebriamo il ricordo dei Santi Martiri Innocenti e in quell’occasione monsignor Suetta ha inaugurato una campana dedicata  ai bimbi non nati a causa dell’aborto. L’iniziativa consiste nel far risuonare la campana alle 20 di ogni sera per fare memoria del più grande genocidio di tutti i tempi.
1) Chiedo quindi a monsignor Suetta di raccontarci la genesi di questa, che si può considerare a tutti gli effetti un’ispirazione.
1. Come diocesi di Ventimiglia Sanremo, ogni anno ci prepariamo alla “Giornata per la vita” che si celebra il 1 febbraio con una “40 Giorni per la vita” che inizia il 28 dicembre, solennità dei Santi Innocenti Martiri. Nel 2021 l’abbiamo pensata, poi realizzata e presentata ufficialmentel’anno dopo. Non appena pronta la Villa Giovanna d’Arco, sede della diocesi, vi è stata posta a dimora. Il suono della campana è iniziato quindi il 28 dicembre 2025, anno reso ancora più significativo per via del Giubileo della Speranza.
2) quali sono state le reazioni della comunità innanzitutto della Sua Diocesi e in generale in Italia? 
È stato detto che la campana vuole colpevolizzare le donne, puo’ essere divisiva, che si dovrebbero suonare le campane anche per altre morti ingiuste. Che cosa possiamo rispondere?
2. In verità, ho ricevute tantissime testimonianze di accoglienza favorevole di qs mio segno della campana. Molti mi hanno mandato messaggi personali ma anche sui social mi sembra di cogliere che il vento, adagio adagio, stia cambiando perché il dibattito mi sembra più disposto ad uno scambio di pareri e quindi verso il confronto, un modo di comunicare più ragionevole e più intelligente.

Quanto al significato della campana, si tratta chiaramente di un gesto di pietà per le vittime di aborto; prima nei riguardi dei bimbi non nati, poi delle donne e poi ancora di tutti coloro che vi sono coinvolti, anche le varie figure di specialisti delle strutture sanitarie. E’ inoltre una invocazione al Signore, una preghiera. La campana è anche un suono che non vuole puntare il dito contro qualcuno ma risvegliare le coscienze. Su questo aspetto, è sorta un’accusa di esseredivisiva ma vorrei rispondere che è il Vangelo stesso a essere divisivo, non nel senso di allontanare, di contrapporre ma nel senso che l’uomo è chiamato a prendere posizione (Luca 12, 51-53). Non contrapposizione ma anzi armonia ma il prendere posizione sì.

3)  La campana può essere uno strumento spirituale, sociale, politico?quali sono le reali possibilità politiche di abrogare la legge 194, la più ingiusta in assoluto, che ha causato in Italia ormai 7 milioni di aborti e nel mondo decine di milioni ogni anno? O crede potrà esserci in futuro un ripensamento riguardo alla legalizzazione dell’aborto, ovvero potra’ diffondersi la tendenza in atto gia’ in alcuni paesi a restringere le condizioni per abortire ?

3. Il ripensamento di carattere culturale è indispensabile per creare le condizioni per abrogare la legge. Ci sono due modi soltanto per giungere a questo: iter parlamentare o iter referendario. Oggi sappiamo che nessuna delle due stradeavrebbe numeri sufficienti. Non ci dobbiamo però fermare ai numeri perché i numeri vanno suscitati, incrementati. Come fare? Attraverso un nuovo impegno nell’opera educativa. Non sono pessimista. Vedo che molte persone se portate a fare un ragionamento, sovente si lasciano illuminare e spesso cambiano parere. E’ ns compito, nostra responsabilità.

(Ho saputo oggi della campana di Modena).

4) talvolta noi del comitato Pro-life insieme riceviamo testimonianze di non accoglienza da parte di alcuni sacerdoti delle nostre proposte legate all’aborto : come dobbiamo comportarci quando invece noi, cattolici, vorremmo anche esporci, in situazioni scomode?
4. Non dobbiamo avere paura, dobbiamo incrementare la riflessione e la preghiera. La paura viene dal maligno. L’arma più forte è la preghiera, poi ci vogliono anche le parole giuste che ci rendono in grado di affrontare un eventuale attacco. Di fronte a chi non vuole portare avanti questo discorso, dobbiamo cercare il dialogo, ascoltando prima le loro motivazioni. Dicono che dobbiamo cercare di non esasperare il conflitto, esacerbare le posizioni. Ma la cosa più terrobile come arma di propaganda a favore dell’aborto è oggi la “congiura del silenzio”, le cui radici sono nel politicamente corretto. Vi sono concetti incoerenti che servono per manipolare le idee e le coscienza. E’ quel famoso linguaggio di Orwell, anche il Papa ne ha fatto recentemente riferimento. No, non siamo violenti se chiamiamo le cose con il loro nome. Se riportiamo al centro del discorso il cuore del problema l’amore, non la donna ma il nascituro. Ci sono tanti discorsi scientifici che vanno ripresi e ribaditi. Molti giovani vengono indottrinati male. Il dato biologico non lo conoscono; non sanno che la vita inizia dal concepimento. Dobbiamo sempre ribadire i concetti usando il ragionamento.
5) Anche un paese come la Cina, sicuramente laico e materialista che temeva il sovrappopolamento è ritornato sui suoi passi e non solo ha tolto l’obbligo del figlio unico, ma invita a procreare. Un documento dell’ONU già nel 1972 Measures, policies and programs affecting fertility, with particular reference to national family planning programs Misure, politiche e programmi interessanti la fertilità, con particolare riguardo ai programmi di pianificazione familiare nazionali riporta le seguenti indicazioni: 1) diffondere il preservativo; 2) promuovere matrimoni tardivi e modelli di famiglia ridotta ed incentivare le donne ad alternative rispetto alla maternità; 3) includere tali orientamenti negli insegnamenti scolastici; 4) praticare la sterilizzazione chirurgica di uomini e donne; 5) promuovere il procurato aborto come mezzo di controllo delle nascite. Il ricorso al procurato aborto veniva ripreso dall’UNICEF (Children’s Emergency Fund Fondo dell’ONU di Emergenza per i Bambini) nel suo Carnet de l’enfance (Quaderno di pediatria) n.18 aprile-giugno 1972 con questa affermazione: “Gli aborti provocati hanno un effetto molto più efficace nel diminuire il tasso di natalità rispetto all’uso di metodi anticoncezionali” (sic). (7) Nel 1983 l’ONU assegnava il <Premio per la popolazione> alla Cina Comunista, la quale attuava la limitazione delle nascite ad un solo figlio per coppia, imponendo procurato aborto alle donne che concepivano un secondo figlio. (8)
5) Eccellenza, Lei crede che Aborto e denatalità siano collegati?
5. Aborto e denatalità sono collegati per più di una ragione. Innanzitutto, perché tutte le volte che si violenta la natura o la verità, se ne pagano le tristi conseguenze. Poi c’è una ragione più di tipo filosofico: le ideologie sulla sovrappopolazione sono egoistiche, materialistiche, edonistiche che portano ad un cambiamento nell’approccio alla vita e i figli vengono messi in secondo piano. La vita non è vista secondo il progetto di Dio. I figli diventano un complemento, a libera scelta, di cui si può anche fare a meno.. Ciò può portare al disprezzo della vita.
6) può indicarci la strada per sensibilizzare e coinvolgere i giovani nel servizio alla vita nascente?
6. La strada è il sistema; oggi viviamo anche una crisi educativa dei giovani. Ci sono due aspetti complementari che vanno tenuti in considerazione: educativi con la trasmissione dei valori a tutti i livelli. L’altro aspetto i numeri: non guardiamo ai grandi numeri, ne ho appena incontrati due e posso dire che quando i giovani si convincono, la loro testimonianza è ancora più efficace. Anche frequentare i social nel modo giusto può essere l’occasione di un nuovo inizio. Anche perché un discorso così importante non può limitarsi ai social.
7) noi pro-life, credenti cattolici, chiediamo a Lei di mostrarci il senso del sacrificio e delle virtù eroiche di pastori e fedeli, perché possiamo esserne testimoni credibili.
7. Torno alla domanda precedente, tutte le persone vanno portate davanti al Signore, in momenti ad esempio come l’Adorazione, in modo che il Signore parli al cuore della gente. Posso garantire che tra noi, oggi, vi sono persone eroiche che si sacrificano per la vita. Questo attrae perché l’esempio attrae e trascina. Gli esempi non mancano, anche nell’umiltà delle situazioni, ci sono persone buone che pagano questo servizio per la vita.

Telefonate

Proprio questa mattina su La Verità, articolo di Silvana de Mari e c’è tutta una pagina che parla della campana. Il venire a sapere che anche a Modena è nata una nuova campana, mi ha allargato il cuore. Grazie perché i vescovi fanno fatica a sporcarsi le mani.

Suetta: Questo giornale testimonia a favore della vita—

Da Bergamo: grazie e auguri

Suetta: Sottolineo il fatto che le critiche sono il segno che la campana ha toccato un punto vivo, come succede nei farmaci. Inoltre queste critiche hanno amplificato il suono della campana. Come dice San Paolo con “Tutto concorre al bene”.

Da Genova: riferisco un episodio avvenuto in ospedale, una signora mi ha raccontato di un bimbo mai nato, che halasciato una ferita nel cuore della mamma e del papà.

Suetta: Ho sentito e concordo, come dicevo prima il senso della campana è un atto di consolazione per tutte le persone che si trovano a soffrire a causa dell’aborto. Non condivido la narrativa per cui la chiesa è contro la liberazione delle donne, perché il male porta conseguenze negative. L’aborto è negativo ma lo è anche la sofferenza in cui si trova la donna,che va aiutata a sentire che la vita del bambino non è perduta! E va portata verso il disegno di Dio.

Nata a Sanremo: mia mamma diceva sempre a tutto c’è rimedio, meno che alla morte. Faccio parte del Popolo della famiglia; stiamo portando avanti una campagna a sostegno della famiglia e dei suoi valori

Suetta: al proverbio, aggiungiamo che il rimedio alla morte, è la resurrezione, una resurrezione. Una condizione che possiamo sempre vivere è quella del perdono, in cui noi sperimentiamo la resurrezione di Gesù. Concordo che vanno supportate tutte le iniziative che portano avanti il tema pro vita. Aggiungo un augurio:

Che il mondo prolife sia sempre unito!

Prof. Vittoria Criscuolo
vicepresidente Comitato “ Pro-life insieme”
( trascrizione delle risposte del Vescovo a cura di Susanna Primavera)