Radicali, vessillo di disobbedienza civile che trasforma diritti in delitti.

Egregio Direttore,
Scrivo in merito all’articolo https://www.repubblica.it/politica/2026/05/07/news/pannella_busto_camera_costa_decennale_morte_leader_radicale-425328409/#commenta

I RADICALI HANNO SEMPRE fatto della loro “disobbedienza civile” vessillo.
Bandiera portata alta per darsi “dignità”, una dignità che in realtà è reato.
È questa una tattica ad esempio dell’associazione Luca Coscioni che ha reso noto, nel 2006, di aver aiutato una coppia a donare al Karolinska Institute di Stoccolma, due embrioni per fini di ricerca scientifica.
Questa pratica è vietata dalla legge 40 ma evidentemente, per gli eredi del leader radicale, ciò non rappresenta un ostacolo.
Il tutto viene naturalmente giustificato con i soliti temi: l’importanza della ricerca.

“Attraverso le tecniche di estrazione delle linee cellulari e alla ricerca sulle cellule staminali embrionali nel nostro istituto stiamo portando avanti ricerche per la cura di malattie cardiovascolari, patologie quali l’Alzeheimer” ( dott. Outi Lorena Hovatta ricercatrice svedese che ha compiuto la sperimentazione).

DISCORSO ABERRANTE se si considera che si sta manipolando la vita.
L’embrione è vita nascente e il fatto che possieda un DNA atto alla sperimentazione lo dimostra.
Un essere umano addirittura usato, restituito senza distruggerlo, per poi essere riusato.
Un riciclo di esseri umani, come la plastica o la carta…. è spaventoso.
Una cavia né più né meno come quei bambini, usati nei campi di sterminio nazisti dal dottor Josef Mengele al fine di condurre esperimenti disumani!

E COSÌ VIA con tutte le loro battaglie storiche e attuali su aborto, divorzio, suicidio assistito, attraverso figure portanti come Pannella, Bonino, Coscioni…
Battaglie che inquadrano tematiche di attacco alla vita, alla legge naturale, alla morale cattolica.
Battaglie portate avanti come vittorie. Viste quali arma per la dignità dell’uomo ma che sono in realtà fantasie di morte, grandi bugie.
La dolce morte, come la chiamano loro, la libertà ad ammazzarsi è in realtà morte con “delega statale”.
I malati hanno bisogno di cure, di assistenza, di essere
sostenuti e non spronati ad uccidersi.

UN PARTITO, quello dei radicali, che ha sempre lottato per legalizzare l’aborto ottenuto poi con la l. 194 del 78.
Una legge che ha reso questa pratica normale, usata ad oggi come controllo delle nascite e che sta mietendo centinaia di migliaia di vittime e distruggendo intere generazioni.
Azioni quelle radicali assimilate ad una cultura nichilista che confonde i diritti con i delitti.
Azioni che sviliscono l’uomo rendendolo sempre più solo,
svincolandolo da obblighi naturali, morali, rendendolo un mero oggetto di consumo, un padrone assoluto del proprio corpo senza mai pensare alla sua dimensione trascendente, sacra.
Queste battaglie appaiono come tentativi per un cambiamento di paradigma alla vita che viene sostituita con la cultura della morte, creando così una divisione tra l’essere umano e la sua vera essenza.

L’IDEA RADICALE è sempre stata quella di “una libertà senza confini”.
Questo però significa disumanizzare l’uomo in quanto la vera umanità, il vero rispetto si fonda sulla responsabilità della vita che va sostenuta sempre.

È per questo che Pannella merita di avere un busto a ricordo?

Il rispetto è dovuto, per noi che restiamo, all’uomo passato a miglior vita ma da qui a decidere di fissare su gesso un paradigma di morte ce ne passa.
Pannella ha sostenuto le proprie battaglie probabilmente in buona fede, pensando al benessere dell’uomo immediato, senza darsi troppi pensieri.
Ma questo non basta, l’uomo è molto di più.
E ce lo stanno insegnando i paesi in cui dolce morte, matrimoni tra omo e aborto sono legalizzati.
Non ci può essere vero rispetto se non si guarda all’umanità nella sua interezza, fatta di carne e spirito e che risponde per questo a leggi intrinseche nella sua natura stessa: niente e nessuno potrà mai modificarle, senza creare confusione e dolore.

Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it