Egregio Direttore, le chiedo diritto di replica all’ articolo apparso sul vostro giornale il 19 marzo, dal titolo” Diritto all’ aborto nell’ UE: la Commissione risponde alla preoccupazione sulla legislazione polacca”.
Nell’ articolo si legge che il Comitato delle Nazioni Unite per l’ eliminazione della discriminazione contro le donne, in un suo recente rapporto, critica le leggi restrittive della Polonia sull’ aborto che, causerebbero violazioni dei diritti umani delle donne quali, torture e trattamenti crudeli e disumani. Ancora, che i medici sono impauriti e non ne possono parlare con le pazienti perché temono di violare la legge. il Ppe, pertanto chiede alla Commissione Europea cosa fare per tutelare il diritto alla salute sessuale e riproduttiva.Quest’ ultima precisa che il riconoscimento di questo diritto è l’ elemento essenziale per il raggiungimento della parità di genere…Questa affermazione causa in me molta perplessità: come può una prerogativa dell’ essere umano di genere femminile, come la facoltà di generare un figlio, essere diventata il nodo essenziale su cui imperniare la lotta contro la violenza sulle donne, invocando l’ aborto quale elemento essenziale per raggiungere la parità di genere? È evidente la stortura ideologica dietro tale affermazione.Si paventano torture e trattamenti crudeli e disumani vietando l ‘ aborto…Ma ci si rende conto che con questa pratica si elimina una vita umana?Tra l’ altro, una vita innocente che non può nemmeno difendersi.Oppure è vero che a furia di parlare di diritti delle donne,si crede che la vita del nascituro si sia trasformata in qualcosa di immateriale e inanimata? E inoltre, quale idea della donna si è imposta ai vertici di certi organismi internazionali? Un essere umano che è uguale all’ uomo solo se le si permette di abortire? Mi permetto di sottolineare che non è mai stato e non sarà mai così…La vita umana è SACRA e ben lo hanno capito quelle nazioni che la tutelano, perché stanno preservando il loro futuro.Ben venga perciò la regolamentazione delle pratiche sanitarie che ancora può essere elencata tra le competenze esclusive degli Stati Membri.
Mi auguro che presto possa essere istituito, sia alle Nazioni Unite, sia in seno all’ Unione Europea, un Comitato per la tutela dei diritti del nascituro e soprattutto, il riconoscimento dei diritti di quest’ ultimo come persona umana fin dal suo concepimento.
Altresì mi auguro possano essere adottate politiche eque di aiuto concreto alle famiglie, invece di questa sterile contrapposizione tra uomo e donna, le quali contribuirebbero a diminuire ( quelle sì) la violenza nella società e la denatalità in questa nostra vecchia Europa.
Cordialmente.
Maria Cariati
Comitato “ Pro-life insieme “