In ogni campo dell’agire umano esiste un’enorme differenza tra ciò che è tecnicamente possibile e ciò che è eticamente accettabile. E’ tecnicamente possibile spingere un’automobile a folle velocità, ma ne può conseguire una strage come quotidianamente purtroppo si verifica. E’ tecnicamente possibile fare abuso di diversi tipi di sostanze, ma ne conseguono effetti negativi sia personali sia sociali.
La notevole conoscenza dei meccanismi di riproduzione della specie umana ha scatenato desideri illimitati dell’egoismo di alcuni e speculazioni economiche illimitate. I desideri egoistici si accampano come “diritti” fasulli. Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita PMA fingono di riprodurre perfettamente i meccanismi naturali del concepimento e vengono accreditate come soluzione a problemi di sterilità. Ma nessuna PMA può riprodurre l’evento fisiologico della fecondazione naturale all’interno del corpo materno e la successiva interazione tra concepito e madre, intessuta fin dai primi momenti da sottilissimi mediatori biochimici, che avvertono la madre della presenza del figlio concepito e stimolano l’endometrio (la mucosa uterina) ad offrire ricetto alla nuova vita affinché si sviluppi.
Nel caso del Nebraska una coppia omosessuale maschile accampa il diritto di ottenere un figlio. La sorella di uno dei due accetta di essere bombardata di ormoni al fine di ottenere un certo numero di ovuli da fecondare con gli spermatozoi dell’altro. Tra gli ovuli fecondati viene scelto uno, mentre gli altri vengono criocongelati oppure buttati direttamente nell’immondizia come non si trattasse di altrettanti fratellini concepiti. Quello scelto viene artificialmente impiantato nell’utero della nonna! Nasce una povera bambina, che dovrà vivere con una coppia omosessuale nella quale nessuno è un vero genitore, poiché nessuno ha conosciuto la bellezza dell’amplesso con la persona che completa naturalmente, fisiologicamente l’essere umano con la persona del sesso complementare.
E’ biologicamente certo che un bambino è figlio di un solo padre biologico e di una sola madre biologica. Non possono esistere due padri oppure due madri. La coppia omosessuale è intrinsecamente sterile cosicché necessita comunque di una terza persona per avere un figlio, una terza persona che si aggira come un fantasma inafferrabile quando il bambino prende coscienza che questa terza persona è il suo padre biologico o la sua madre biologica. Conseguentemente non esistono né padri né madri “intenzionali”, ma soltanto persone che accampano “diritti” che rispecchiano esclusivamente i loro desideri e li impongono a persone indifese, cioè ai bambini destinati a vivere per anni il disagio di essere inseriti in una coppia omosessuale (ammesso che questa coppia non si sfasci). Persino bambini regolarmente adottati e cresciuti da coppie regolarmente costituite da padre e madre, quasi sempre si pongano il problema di chi siano i genitori biologici, soprattutto se abbandonati dalla madre, e ne avviano la ricerca per conoscere le loro radici.
Millie Fontana (1) e Katy Faust sono cresciute entrambe in due coppie omosessuali femminili testimoniano la mancanza del padre. Non diversamente questa bambina testimonierà la mancanza della madre, quando apprenderà che la zia e la nonna si sono prestate a questo meccanismo perverso pur di compiacere al desiderio altrui.
Katy Faust in particolare col marito si è fatta promotrice dell’organizzazione Them before us Loro prima di noi a tutela dei bambini, poiché loro devono essere considerati detentori di diritti prima di noi adulti, che li mettiamo al mondo. (2)(3)
A quella che i Greci chiamavano hybris cioè alla superbia illimitata di coloro che si atteggiano a padroni assoluti della vita e promuovono quindi procurato aborto e, con la medesima protervia, Procreazione Medicalmente Assistita PMA, rispondiamo con la logica e con il rispetto della natura umana. Verum bonum pulchrum convertuntur in unum: il vero, il bene, il bello convergono in un’unica realtà, sono connessi e collegati tra loro.
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
Bibliografia:
1) Benedetta Frigerio: Cresciuta con due donne: «Noi i veri discriminati» La Nuova Bussola Quotidiana 13.06.2018https://lanuovabq.it/it/cresciuta-con-due-donne-noi-i-veri-discriminati%C2%A0
2) La testimonianza diretta di Millie Fontana può essere ascoltata attraverso il link https://www.iltimone.org/news-timone/cosi-fallisce-love-is-love-la-testimonianza-millie-fontana/
3) Katy Faust: Them before us. https://thembeforeus.com/author/kfaust/
Nebraska, Stati Uniti. Nel 2019 Cécile Eledge aveva 61 anni quando ha dato alla luce Uma Louise Dougherty-Eledge, la figlia di suo figlio Matthew e del marito Elliot Dougherty. Per farlo ha scelto di diventare madre surrogata gestazionale della coppia.
L’embrione era stato concepito tramite fecondazione assistita usando il seme di Matthew e gli ovuli di Lea, sorella di Elliot. Dopo una lunga valutazione clinica, i medici del Nebraska Medical Center di Omaha avevano dato il via libera alla gravidanza, nonostante l’età della donna.
Cécile ha portato avanti la gestazione senza complicazioni rilevanti e il 25 marzo 2019 ha partorito naturalmente una bambina sana.
“Non ho mai esitato nemmeno per un momento. È stato semplicemente amore incondizionato”, ha raccontato. All’inizio Matthew aveva dubbi legati soprattutto ai rischi medici, ma gli specialisti considerarono la madre idonea dopo una serie completa di controlli.
Matthew ed Elliot hanno poi descritto la nascita di Uma come “una storia d’origine poetica”. Alla bambina spiegano che “zia Lea ha donato il seme della vita” e che “la nonna le ha offerto un luogo sicuro dove crescere”.
Fonte: NBC News
