Parto anonimo e culle per la vita per salvare i bimbi dall’aborto

https://www.calabriainchieste.it/2026/08/07/neonato-trovato-morto-a-san-ferdinando-aperta-uninchiesta-si-indaga-tra-infanticidio-e-aborto-spontaneo/

NOTIZIE COSÌ LASCIANO SENZA PAROLE.
Nell’era del digitale dove si può accedere a tutto, dove le notizie si diffondono velocemente e le informazioni sono disponibili in tempo reale, fatti di questo genere sembrano roba di un’ altra era, hanno sapore antico.
Di quando diventare madri, se non regolarmente sposate, veniva vissuto come peccato grave.
Inaccettabile dall’allora società.
Eppure non è la prima volta che succede anche nel nostro mondo moderno e “inclusivo”.

Allora cosa può spingere una ragazza a compiere questo orribile gesto?
Tale evento drammatico è legato sicuramente a condizioni psicologiche estreme.
Non c’è una sola causa ma esistono diversi fattori sia clinici che umani.
Isolamento sociale, gravi scompensi psichiatrici che fanno perdere alla donna il contatto con la realtà e che le fanno vedere il neonato come una minaccia, un impedimento.
Fattori sociali e ambientali di abbandono materiale e morale.
La neo mamma si ritrova sola senza l’aiuto della famiglia o dei servizi sociali.
Vive la nascita come un peso insostenibile.
Paura e vergogna che accomunano spesso donne molto giovani che celano la gravidanza per paura del giudizio.

NON TUTTE LE DONNE SANNO però che c’è la possibilità di partorire in sicurezza anonimamente in ospedale.
In Italia il parto in anonimato è regolato principalmente dall’articolo 30, comma 1, del DPR 396/2000, che tutela la volontà della madre di non essere nominata nell’atto della nascita e dall’articolo 93 del Codice della Privacy ( D. Lgs. 196/2003), che garantisce la segretezza dei documenti sanitari.

Come non tutti sanno che esistono le “culle per la vita”, strumenti che permettono di lasciare il neonato in sicurezza e nel rispetto dell’ anonimato dei genitori.
Manca anche, soprattutto, una campagna informativa per fare conoscere questi strumenti e renderli efficaci al fine di poter dare speranza a chi sente di vacillare.
Le madri disperate sapranno così che l’alternativa all’abbandono dei neonati e all’aborto procurato esiste.

AD ORA C’E’ UN GRAVISSIMO VUOTO normativo su questi temi, sia a livello nazionale che Regionale.
Vuoto che deve essere colmato.
È più che mai importante che le regioni italiane, soprattutto quelle impegnate a promuovere leggi mortifere come l’aborto a domicilio (aborto chimico) e il suicidio assistito possano rivedere le loro priorità.

“Chi salva una vita salva il mondo intero”

recita un antico insegnamento della Mishna’ ebraica.
Ogni persona infatti contiene in sé un intero universo di possibilità, affetti e futuro.
In una società che sta facendo i conti con un terribile inverno demografico, questo adagio dovrebbe diventare una sorta di mantra.
Salvando i neonati si potrebbero anche facilitare le adozioni per le coppie sterili evitando la fecondazione assistita, vera bomba ormonale per la donna che vi si sottopone.
I bambini indesiderati avrebbero la possibilità di essere accolti da genitori adottivi i quali potranno dar loro tutto l’amore necessario per crescere forti.

È OPPORTUNO QUINDI diffondere questi messaggi di speranza che salvano mamma e bambino.
Non si possono più leggere notizie di bimbi abbandonati nel cassonetto, o di neonati trovati ormai privi di vita.
Il parto in anonimato, le culle per la vita possono rappresentante un’ancora a cui aggrapparsi a chi si sente disperato.
Noi del Comitato “Prolife insieme” ci auguriamo che i politici prestino attenzione dedicando più energia alla vita nascente perché rappresenta la speranza del futuro.
Senza le nuove generazioni la comunità perde forza e speranza.
Perché ogni vita inizia a portare la promessa del domani.
Sforziamoci ad andare in questa direzione.

Angela D’Alessandro
Comitato Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it

https://www.calabriainchieste.it/2026/08/08/neonato-morto-a-san-ferdinando-prolife-insieme-parto-anonimo-e-culle-per-la-vita-bisogna-farli-conoscere/