Obiezione di coscienza: rifiutarsi di uccidere i bimbi è segno di amore

Egregio Direttore,
Chiedo cortesemente diritto di replica all’articolo rhttps://www.micromega.net/la-disobbedienza-necessaria-contro-i-soprusi-del-potere/
Da persona “fortunata”, nel senso che non ho bisogno di lasciare la mia patria per avere una vita più dignitosa, ho sempre guardato con rispetto coloro i quali invece ogni giorno devono fare i conti con la povertà, la guerra, l’indigenza ecc.
Con il cuore sinceramente amareggiato ho visto le loro “carrette” del mare naufragare e mietere decine e decine di vittime, molte delle quali bambini.
Io, come molti altri, abbiamo pregato, sperato che queste persone, avvistate in mare aperto ed in balia delle onde, arrivassero al porto sane e salve.
Povera gente, costretta a partire mettendo la  vita in mano a persone senza scrupoli, pagando migliaia di euro per poter salire su di una barchetta pericolante e fatiscente, spesso caricata con un peso superiore alle “sue forze”.
Le ONG, organizzazioni non governative, hanno sempre cercato di proteggere i diritti umani di queste persone in difficoltà andando loro incontro per portarle in salvo in un porto sicuro.
Spesso però, magari senza intenzione, queste associazioni umanitarie, hanno sostenuto il gioco di scafisti senza scrupoli interessati soltanto a guadagnare, sulla pelle dei poveracci.
Ma non è mia intenzione entrare in merito alla polemica che vede anche l’opinione pubblica divisa in chi sostiene il lavoro umanitario delle ong e chi invece pensa sia solo un modo per guadagnare.
Quello che invece mi lascia perplessa è la disobbedienza “necessaria” contro i soprusi di potere (parole del comandante)
La nave Mediterranea, con a bordo dieci naufraghi, ha deciso di sbarcare a Trapani disobbedendo all’ordine del governo che le imponeva lo sbarco a Genova.

“Come comandante della nave Mediterranea, e come capo missione a bordo, abbiamo comunicato alle autorità italiane di Roma la decisione, di cui ci assumiamo piena responsabilità, di cambiare il corso della rotta della nave verso Trapani per assicurare lo sbarco dei dieci naufraghi, che necessitano di cure mediche e psicologiche che devono essere fornite a terra. In questo modo disobbediamo a un ordine ingiusto e inumano del Ministero degli Interni, ma obbediamo fino in fondo al diritto marittimo, alla Costituzione italiana e alle leggi dell’umanità. È ora di finirla con giochetti politici sulla pelle di persone che tanto hanno sofferto e che non possono essere costrette a soffrire ancora”.

Con queste parole il comandante della “Mediterranea” ha giustificato la disobbedienza al governo definendola persino “necessaria”. Un vero e proprio atto di anarchia dettato dall’urgenza di garantire ai naufraghi le prime cure. Scelta forse dettata dalla posizione logistica del   porto di Trapani, più vicino rispetto a quello di Genova, probabilmente le persone a bordo avevano urgenza di cure e sbarcare velocemente era necessario.
Anche se non è chiaro perché mai questi primi interventi  di soccorso non potessero essere fatti dall’equipaggio, abituato ad intervenire in queste situazioni. Di sicuro la Mediterranea non è partita al salvataggio con personale “di primo pelo”….ci sarà stato di sicuro a bordo qualcuno in grado di fornire i primi aiuti umanitari indispensabili prima di raggiungere il porto.
Il comandante continua poi con queste parole:

” Questo è ciò che distingue l’obiezione di coscienza autentica  dall’uso distorto che se ne fa in altri ambiti, per esempio nel caso dell’aborto, dove è diventata un alibi individuale per scaricare sulle spalle delle donne (e dei colleghi non obiettori) i costi delle proprie convinzioni. Qui, invece, ci si assume in pieno la responsabilità del gesto, pagandone il prezzo”.

Il  comandante ha  quindi stabilito che “la disobbedienza al governo” fosse necessaria in quel frangente definendo questa scelta  OBIEZIONE DI COSCIENZA AUTENTICA affermando senza il minimo dubbio che questa obiezione  fosse “autentica” e definendo “DISTORTA ” l’obiezione di coscienza dei medici che non sono d’accordo sull’interruzione volontaria di gravidanza e quindi non si prestano a questa mattanza. Ha definito l’obiezione dei medici “alibi per buttare sulle spalle delle donne e dei colleghi non obiettori i costi delle proprie convinzioni”.

Vorrei ricordare al comandante che i medici obiettori OGNI GIORNO PAGANO IL PREZZO DELLA LORO SCELTA IN TERMINI DI STIGMATIZZAZIONE. Questi professionisti si avvalgono di una scelta legittima garantita dalla 194 eppure sono sempre additati come fossero fuorilegge. Addirittura, la regione Sicilia, vorrebbe che nei propri ospedali fossero assunti solo medici non obiettori!

UN BELL’ ESEMPIO DI DEMOCRAZIA NON C’È CHE DIRE.

In realtà, le parole del comandante risuonano solo come ostili verso la maternità. Non si può confrontare la MATERNITÀ CON L’ IMMIGRAZIONE.
Se le ONG vanno a salvare vite alla deriva , i medici obiettori si rifiutano di uccidere la vita nascente.
Meritano entrambi rispetto e definire “distorta” l’obiezione di coscienza dei medici significa non amare la vita. Significa usare due pesi e due misure. La vita è vita sempre, sia essa in mezzo al mare a rischio di morte per eventi naturali, sia essa in utero a rischio di morte perché un altro ha deciso per lei.
Usare come cassa di risonanza l’immigrazione per “sporcare e punire” scelte non condivise è talmente scorretto che mi fa dubitare persino della buona fede di quel comandante DISOBBEDIENTE.
Sbarcando a Trapani il comandante ha disobbedito ad un ordine “ingiusto ed inumano”, parole sue.
Allora io mi chiedo: COSA C’È DI GIUSTO E DI UMANO AD UCCIDERE UN BAMBINO?
Me lo dica lei comandante!

Angela D’Alessandro
Comitato Prolife insieme

http://www.prolifeinsieme.it