“Non sono un errore, ma un capolavoro nelle mani di Dio“

Presento in anteprima per il Comitato ProLife Insieme la canzone che ho realizzato insieme al prof. Luca Lezzerini, presidente dell’Associazione Luces Veritatis (rif. https://www.lucesveritatis.it/).

È dedicata alla luminosa figura di Nick Vujcic, l’uomo che, affidandosi totalmente a Dio, ha trasformato la sua esistenza, profondamente segnata dalla Croce, in un autentico miracolo, continua sorgente di fede e di speranza per quanti ogni giorno incontra sul suo cammino.

Perchè la vita è sempre un meraviglioso dono del Creatore, dal concepimento alla sua fine naturale, contro ogni satanica tentazione di aborto o di eutanasia.

Parole e la musica sono stati elaborate a partire da una bozza realizzata con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, cui è stato fornito in input un testo ispirato alle numerose testimonianze pubbliche dello stesso Nick Vujcic.

La realizzazione del video invece è interamente manuale.

La canzone è disponibile sul canale youtube dell’Associazione Luces Veritatis all’indirizzo https://www.lucesveritatis.it/musica/non-sono-un-errore-ma-un-capolavoro-nelle-mani-di-dio/.

Buon ascolto!

Wanda Massa

Comitato “ Pro-life insieme “

http://www.prolifeinsieme.it

Testo

Mi chiamo Nick Vujicic, nato in Australia nell’ottantadue, in una famiglia cristiana che non capiva il perché. Senza braccia e senza gambe, increduli i miei genitori, mia madre tremava a stringermi, mio padre cercava risposte in Dio.

Quattro mesi prima che mia madre mi tenesse al petto, domande senza fine: “Signore, dov’è il Tuo progetto?”. La tristezza ai piedi di Dio venne deposta piano, credendo che il futuro fosse scritto dalla Sua mano.

I miei coetanei ridevano, la fede vacillava in me, gridai a Dio: “Perché mi hai fatto così? Rispondimi!”. “Perché non ho ciò che tutti hanno? Non ti servirò”, finché le mie domande non trovavano risposta in Te.

A otto anni tentai il suicidio, pensai di morire, ma l’amore dei miei genitori mi fece restare. Un giorno mia madre mi lesse di un uomo come me, e quella storia accese nel buio una luce di fede.

Non sono un uomo senza braccia, senza gambe, sono figlio di Dio, servo del Re più grande. Non ho bisogno di cambiare le circostanze, ho le ali dello Spirito, volerò con Lui più in alto. Gesù è la mia forza, Gesù è la mia pace, non mi abbandonerà, non mi abbandonerà mai.

Compresi che neanche gambe e braccia mi avrebbero dato pace, solo in Gesù trovai la verità, la mia identità. Ascoltai mia madre che diceva: “Dio ti userà”, quelle parole diventarono seme di eternità.

A quindici anni lessi nel Vangelo di Giovanni: “È così perché in lui si manifestino le opere di Dio”. In Gesù solamente trovai la forza di rialzarmi, quello che sembrava impossibile divenne possibile.

Io non sono un errore, sono un miracolo vivente, non è la mia forza ma Cristo che vive in me. Non sono incompleto, sono figlio del Re, ambasciatore dell’Altissimo, servo della sua verità.

Non sono un uomo senza braccia, senza gambe, sono figlio di Dio, servo del Re più grande. Non ho bisogno di cambiare le circostanze, ho le ali dello Spirito, volerò con Lui più in alto. Gesù è la mia forza, Gesù è la mia pace, non mi abbandonerà, non mi abbandonerà mai.

Anche se Dio non mi ha dato ciò che chiedevo, mi ha reso strumento suo in ogni parte del mondo. Milioni hanno incontrato Cristo con la mia voce, come potrei preferire gambe e braccia a questa missione?

Forse paragoni la tua sofferenza alla mia, ma la speranza non è nel confronto: è nel nome di Gesù. Confronta il tuo dolore con l’infinito amore di Dio, e troverai la forza di volare come un’aquila in cielo.

Quelli che sperano nel Signore si alzano in volo come aquile. Io volerò, io volerò, perché Gesù mi sostiene. Non ho bisogno di gambe o di braccia, ma delle ali dello Spirito Santo.