Natalità a zero, il predominio della IA e la mancanza di speranza

COSA È SUCCESSO  alla nostra società?
Non nascono più bambini, le culle restano tristemente vuote.
Ci stiamo lentamente estinguendo?
Per mettere su famiglia e mettere al mondo figli servono soldi!
È questo il mantra che si sente ripetere un po’ ovunque.
Naturalmente il fattore economico non è da sottovalutare, i figli “costano”, la vita è cara e i soldi sono sempre troppo pochi.
Ma sarà solo questo il motivo?

CREDO IN REALTÀ che abbiamo perso la speranza.
La fiducia che ci invoglia ad investire nel futuro con un compagno con il quale mettere al mondo la prole.
Non siamo più capaci di costruire relazioni.
L’intelligenza artificiale si sta sostituendo all’amico in carne ed ossa.
È molto più semplice infatti rapportarsi con un confidente digitale che costruire relazioni, molto più faticose da mantenere.
L’intelligenza artificiale (IA) offre senza dubbio enormi opportunità in termini di efficienza ed innovazione.
Rischia però di indebolire la qualità nonché l’autenticità delle relazioni umane.
L ‘IA non ci può fornire quelle capacità interpersonali che stanno alla base di una relazione.
È su di esse infatti che si fonda una vita, se non felicissima, almeno serena.
E riappropriarci di quella speranza nel futuro è indispensabile per fare sì che i dati ISTAT abbiano una inversione di marcia e le culle tornino ad essere colme di neonati.

SU QUESTO DEVONO puntare le nuove generazioni: sull’importanza della relazione tra esseri umani.
E dove si fonda questa collaborazione? Sulla cooperazione tra uomini e donne che, seppure biologicamente diversi, sono perfettamente complementari.
Attraverso l’aiuto reciproco, la fiducia, il rispetto.
Lasciando da parte la malsana competizione che fa credere che maschi e femmine stiano su piani diversi.
Credo proprio che il segreto sia questo.
Riprendendo in mano valori dimenticati o lasciati in disparte per timore di perdere qualcosa.

TORNANDO QUINDI al discorso iniziale, credo allora che il grosso problema della denatalità non risponda solo ad un fattore economico.
Sia invece soprattutto una crisi sociale, culturale ed emotiva.
La decisione di non fare famiglia è lo specchio di una società che ha cambiato profondamente il suo modo di vivere.
Questa dinamica può essere però modificata se riscopriamo il grande valore che hanno i rapporti umani.
Per mettere su famiglia è indispensabile una certa stabilità emotiva, fiducia reciproca e spirito di condivisone.
Quando le relazioni si indeboliscono questi elementi vengono meno.
E le conseguenze le stiamo vivendo adesso.

Angela D’Alessandro
Comitato Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it