Matrimonio omosex riconosciuto dalla corte di giustizia dell’Unione Europea: ci rende davvero moderni?

Fonte: Corriere della Sera
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Egregio Direttore,
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata: tutti i Paesi membri sono tenuti a riconoscere i matrimoni tra cittadini dello stesso sesso celebrati in un altro stato europeo.
Dovremmo quindi esultare davanti a questa “sentenza storica” che ci qualifica come simbolo di Europa evoluta, svecchiata, libera da conformismi.

IO LA VEDO
invece come una ulteriore pugnalata alla famiglia, alle sue radici sulle quali poggia le nostre identità.
La parola famiglia naturale è bandita, considerata obsoleta, passata di moda.
Come è possibile?
La famiglia non è un concetto politico o una scelta culturale.
La famiglia è la culla della società, il suo nucleo, il posto dove imparare a “vivere” da uomini, da donne.
Non a caso è formata da un uomo e una donna che sono due nature complementari.
Non è un voto in parlamento, è una scelta della natura.

PURTROPPO in questa società ammalata, arrabbiata, confusa, si mette in discussione tutto quello che è natura pretendendo che sia la natura ad adattarsi a decisioni assurde, alle mode del momento.
Ecco che allora si accetta la fluidità dei sessi come niente fosse.
Nei documenti non appare più la desinenza finale riferita al sesso. Questa viene sostituita da un asterisco. E a tutti va bene. La natura dovrebbe adattarsi alle pressioni sociali perdendo di vista la verità.
Può una sentenza riscrivere un patrimonio genetico?
Può forse cambiare quella che è la verità?
Come si può solo pensare che questa rivoluzione ci renda più moderni, più aperti, più accoglienti?
Stiamo distruggendo i fondamenti della nostra identità.
Stiamo perdendo il punto di riferimento principale che è la famiglia, la quale è espressione di identità, stabilità, sicurezza.
Una società senza questa base diventa debole.
C’è come un desiderio comune di indebolire la famiglia naturale dividendola, svuotandola di senso per dare voce ad una verità distorta che vede nel nuovo una vittoria, che non crede nella verità che deriva dalla natura ma che tutto deve essere sempre opinabile.

LA FAMIGLIA NATURALE resta però sempre il punto cardine della civiltà.
Togliere senso a questo punto per renderlo relativo, liquido, indefinito significa rendere una società barcollante.
Difendere la famiglia in questi tempi di puro caos diventa un atto di responsabilità verso la vita e verso il futuro.
Non si tratta di essere vecchi o moderni, si tratta di capire dove stanno le radici che sempre ci hanno sostenuti e fatti crescere.
Nonostante tutta la confusione in cui viviamo la famiglia naturale è l’unica certezza che resterà tale per sempre.

Angela D’Alessandro
Prolife insieme
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