Lotta contro i diritti: e la bellezza della vita?

Egregio direttore, le chiedo di poter replicare all’articolo
https://left.it/2026/09/03/la-misura-dei-diritti/
La misura dei diritti.

L’autrice fa un esame approfondito della società attuale, mettendo varie volte a confronto società ed istituzioni, chiesa e repubblica, laicità e religiosità, individuando in quest’ultima la causa della mancanza dei diritti fondamentali a suo dire, quale l’aborto, l’eutanasia, l’educazione sessuale nella scuola,ecc.
Nega la cultura woke, tra parentesi, che sta distruggendo la civiltà occidentale e ne osanna la secolarizzazione, che rappresenta la realizzazione piena della Repubblica. In poche parole, in Italia le cose non funzionano perché il potere religioso impedisce che i diritti siano accessibili a tutti e questo potere è talmente forte che non solo i partiti conservatori ne beneficerebbero, ma persino le forze di sinistra ne sarebbero intimidite e non avrebbero così l’assertività necessaria per portare a termine le riforme sperate. Individua inoltre nelle correnti politiche più recenti la colpa di voler abolire il femminicidio e ripristinare il patriarcato, tra parentesi comprese le multe per bestemmie, e afferma che senza laicità non c’è piena inuguaglianza, che è un principio sancito dalla Corte Costituzionale nel 1989. E’ quanto mai doveroso rispondere a simili e esaltate affermazioni, ma quale Repubblica viene immaginata e invocata in Italia?
Nel nostro Paese, cara giornalista, da decenni regnano il caos, la violenza, la maleducazione, la mancanza di rispetto verso il prossimo. Le città sono spaventose, sporche e inquinate, i negozi vengono chiusi, i centri storici deturpati, le famiglie sono state demolite, figli che uccidono i genitori e genitori che uccidono i figli e poi si ammazzano tra loro.
Le giovani coppie preferiscono abortire i figli anziché diventare genitori loro stessi, figurarsi sposarsi e costruire una famiglia. Il tasso di assassini fra le coppie è altissimo, il femminismo tanto esaltato per decenni ha prodotto rifiuto del ruolo femminile di madre, un compito altissimo che solo alla donna dalla natura è stato assegnato.
Le donne vogliono assomigliare sempre più a uomini e per farlo devono uccidere i propri figli. Il ruolo del padre è stato vanificato, ridicolizzato, stigmatizzato e condotto all’estrema conseguenza diventa violento.
In questo quadro le donne ripiegano sulle altre donne, giacché tanto ormai i figli li possono fare ordinando il seme del padre online. I bambini, quelli che sopravvivono, vengono palleggiati tra padri e madri divorziati e divengono prede delle piattaforme digitali e della sessualizzazione precoce, della moda alla lolita e delle sostanze.
Le basta, cara redattrice? E’ questa la repubblica da lei sognata?
No, ancora non ci siamo. È la colpa naturalmente sarebbe del fatto che in Italia c’è ancora una buona parte di gente credente, e non sto parlando di religione di facciata.
C’è ancora gente che crede nel valore della vita dalla nascita alla morte naturale. C’è gente che crede che l’infanzia vada protetta e guidata.
C’è gente che vuole preservare la bellezza e la verità di questa nostra civiltà che non ha più niente di civile, niente di umano, che lotta quotidianamente per salvare i giovani dalla distruzione e spesso questa gente si ispira al messaggio di Gesù Cristo, che duemila anni fa è venuto a salvare gli uomini con la sua croce. Per lei invece che cosa è la repubblica? La libertà di fare e di farsi del male?
Ma questa più che altro mi sembra è un sentimento di disperazione e di nichilismo ispirato alle più becere ideologie del secolo scorso. Il primo e più importante diritto dell’uomo è quello alla vita e dopo vengono quelli che gli consentono di sopravvivere e di migliorarsi.
Suggerisco di rileggere la Costituzione che è stata scritta 80 anni fa da persone credenti e anche laiche, ma laiche credenti nella bellezza della vita, nella gioia di vivere, a cui non sarebbe mai venuto in mente di invocare la morte di bambini o anziani, di vivere in preda di istinti primordiali, di distruggere le fondamentali istituzioni della società.

Maria Cariati per il Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it