Egregio Direttore,
Mi permetta di commentare l’articolo https://www.lastampa.it/torinosette/2026/05/08/news/oggi_laborto_e_a_rischio_ce_un_abuso_di_obiezione-15613855/amp/
“Il no che cambiò l’Italia”
Questo è il titolo del libro di Maurizio Gelatti che denuncia il rischio di vedere venire meno il diritto all’aborto in Italia, diritto sancito dalla l. 194 del 78 causa l’alto numero di obiettori di coscienza tra il personale medico.
L’OPERA PARLA addirittura di “abuso” dell’obiezione di coscienza da parte del personale sanitario che renderebbe difficile l’interruzione volontaria di gravidanza.
Vorrei ricordare all’autore che l’obiezione di coscienza è un diritto che il personale sanitario ha ed è sancito dalla l. 194 precisamente all’articolo 9.
Quindi se la legge 194 rende legale, entro un certo periodo, l’interruzione di gravidanza, la stessa legge garantisce al personale sanitario il poter astenersi dal mettere in pratica questo orrore.
IL DIRITTO DEI MEDICI di dire NO all’aborto è una libertà fondamentale della persona.
Una protezione morale contro l’uccisione di un bambino.
Un diritto inalienabile che non deve e non può essere limitato o condizionato.
Rappresenta infatti non solo una scelta personale ma un atto di difesa della vita nascente.
Obbligare un medico o il personale sanitario ad agire contro coscienza, sarebbe un attacco gravissimo al principio di civiltà quale è l’obiezione di coscienza la quale si rifiuta di uccidere una vita già impiantata, con un DNA unico e irripetibile ed un cuore che già batte.
Si andrebbe a scardinare uno dei principi più nobili della civiltà umana che la contraddistinguono da quella animale quale il principio della protezione della vita.
Principio evidente nell’antico giuramento di Ippocrate e che i medici pronunciavano giurando, nella loro professione, di agire sempre in difesa della vita.
MOLTI SONO I MOTIVI che spingono il personale medico ma non solo a dire NO all’aborto.
. Perché l’aborto è una tragedia in quanto uccide un bambino.
. Perché l’aborto non garantisce il principio di uguaglianza che prevede i diritti fondamentali per tutti, primo il diritto alla vita.
. Perché l’aborto nuoce anche alla mamma sia a livello emotivo che relazionale ed anche fisico.
. Perché il dolore per l’aborto è destinato a restare per sempre nella donna in quanto non passa mai.
. Perché le leggi abortiste tolgono al padre qualsiasi voce in capitolo.
. Perché l’aborto deresponsabilizza la società la quale, anziché intervenire con aiuti concreti, risolve le difficoltà di una donna che si trova ad affrontare una gravidanza inaspettata prospettando l’aborto.
. Perché l’aborto non libera le donne permettendo loro di uccidere il proprio figlio.
PENSARE CHE LA 194 abbia messo fine agli aborti clandestini e quindi salvato molte donne dalle grinfie di mammane senza scrupoli è un modo per lavarsi la coscienza.
La legge 194 ha legalizzato un omicidio.
Ha cambiato l’Italia ma non in meglio.
Ha permesso ad una madre di sbarazzarsi del proprio bambino.
«La più grande minaccia alla pace»
Nel suo famoso discorso al National Prayer Breakfast nel 1994, Madre Teresa ha sottolineato che l’aborto distrugge l’amore e la vita, portando violenza nel mondo.
Queste parole sono anche un punto fermo del pensiero sia del tanto amato papa Francesco che di Leone XIV.
Entrambi hanno definito la voce di madre Teresa “voce profetica” ribadendo che la pace non esiste senza la protezione dei bambini non nati.
Mi pare che se guardiamo il panorama mondiale nulla è di più vero.
Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it
