Accettare l’evidenza che l’Epifania tutte le feste porta via presumo non sia mai stato facile per alcuno. Disfare presepe e albero di Natale si accompagna sin dall’infanzia a sentimenti di palpabile tristezza.
Da qui, amene diatribe per individuare una data simbolicamente significativa alla quale provvedere,e in realtà, ne converrete, volte a solo trovare la motivazione per una rimozione… quanto più ritardata.
Ma ben poca cosa se il retaggio della visita dei Magi fosse circoscritto a statuine, ruscelli, cieli stellati.
Nei giorni in cui questo arredo verrà ritualmente accantonato, proviamo a custodirne le indicazioni.Consapevoli che nelle riflessioni e nelle omelie della liturgia siano già state ampiamente approfondite. Ma del pari, che la meditazione della Parola non può essere circoscritta e come si dicerepetita iuvant.
Il viaggio dei Magi e il loro rientro per altra via, preordinato a non svelare l’ubicazione del Bambino, è emblema di umile ricerca di fede. Mossi dal desiderio di conoscenza e guidatidall’ispirazione dello Spirito segnata dalla Stella, fanno ritorno al loro quotidiano, per un camminodiverso. Nell’incontro col Signore i doni sono ricambiati da un tesoro esperienziale che solo la fedepuò svelare e preservare.
Si accingono così a un nuovo modus vivendi improntato per fede a una ricapitolazione dei valori etici.
Con buona pace della vacua banalizzazione che vorrebbe scienza e fede in contrapposizione fra loro.
La reazione di Erode ripropone la dicotomica contesa tra la vita e la morte che insanguina la progenie umana sin dal primo fratricidio. Ancora più rabbiosa perchè volta a spegnere la Vita nella sua Identità.
In più inquieta la chiara consapevolezza che il bimbo nato a Betlemme fosse il Messia atteso(Mi.5,1).
Il che deve farci riflettere sulla drammatica scelta, di agire scientemente contro la Vita e contro Dio.
Vi è un altro profilo che va ulteriormente ben riguardato per la sua drammatica e dirompente attualità.
Il sentore del turbamento per la nascita del Latore di Vita che si insinua in Erode, secondo Matteo,si estende a tutta Gerusalemme. Con assonanza della reazione dei giudei, popolo di Dio, a chi li governa. Indi, alla responsabilità diretta di Erode per l’eccidio dei bimbi martiri innocenti, concorrela chiamata di correità per la comunità che insieme al tiranno è turbata dalla presenza proprio di quella Luce per illuminare le genti che avrebbe dovuto essere accolta come Gloria del popolod’Israele (Lc.2,28-32).
Il tema atavico della scelta tra luce e tenebre, espresso mirabilmente nel Prologo di San Giovanni, e indi tra vita e morte, assume una connotazione sociale che riecheggia, e ancor più, fino ai nostri giorni. In cui l’inerzia, o rectius l’ignavia, di fronte a scelte politiche contro la vita appaiono ancora più gravi se espresse in un regime democratico in cui, almeno finora, il dissenso è garantito dalla Costituzione.
Sì che l’omertoso silenzio dei credenti, non più a rischio di rappresaglie del tiranno, si rendecomplice.
Senza l’esimente del comodo alibi del rispetto di norme che siano espressione di sceltedemocratiche.
Il tema involge la supina accettazione anche da parte di molti cattolici, della legge 194 che legittima l’omicidio più efferato, l’aborto, con la pretesa giustificazione di una convergenza su un male minore.
Responsabilità diretta per i parlamentari, ma estesa a tutti i credenti ove conniventi o comunque inerti.
Al riguardo è il caso di rievocare la sentenza n.26826 del 6 ottobre scorso in cui la Corte di Cassazione ha riaffermato il principio promanante dal diritto naturale, della tutela del rapporto genitoriale con la vita del concepito durante la gravidanza e così ab implicito la sua intangibile natura di persona umana. Rapporto peraltro reputato equivalente tra padre e madre ed esteso pure aiconsanguinei quali fratelli.https://www.vdj.it/sentenza-la-corte-di-cassazione-riconosce-la-perdita-del-figlio-in-gestazione-come-se-fosse-gia-nato/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQPMTczODQ3NjQyNjcwMzcwAAEeZ1DYywehVHNS9Uy-NeBR51bdy_vczcHMPz6k7ai1kdie9xEjVh6069rMEes_aem_VdvaXBx7WGu9Riybm-iUmQ
Sì che, se il concepito è figlio già dalla gravidanza, in quanto persona, non può essere mai eliminato.
Ci si sarebbe attesi una forte presa di posizione di credenti, chierici e laici, che addotta la formulazione di un principio giuridico contrario alla legge sull’aborto, si attivassero per rimetterlain discussione. Invece pressoché il nulla; una placida bonaccia che più che il quieto vivere evoca il morire dell’anima.
Eppure basterebbe poco per spingere la barca fino a farle orientare le vele verso il soffio dello Spirito.
I Magi hanno messo in gioco sé stessi per l’incontro della vita con la Vita; a noi si chiede molto meno.
La Manifestazione del Signore induce a opzioni non più eludibili, per un’assunzione di responsabilità.
Vogliamo restare arroccati alle comodità dei palazzi del potere e irretiti dall’esca di favori clientelari?
O testimoniare il Vangelo a difesa del valore supremo della vita, in quanto inerente alla Vita di Gesù?
Su ciò, in questo tempo di desolante spaesamento si misurerà la coerenza della nostra fede; con delle scelte di cui dovremo dare conto. Arriverà infatti per ciascuno di noi il tempo del redde rationem…
Avv. Giuseppe Longo
Comitato “ Pro-life insieme “
