Legge 194 e volontari cav negli ospedali: una possibilità in più per nascere

Egregio direttore,
Vorrei commentare l’articolo
https://www.ecodelsannio.it/2026/09/09/benevento-fdi-chiede-il-reintegro-dei-volontari-c-a-v-in-ospedale-la-vita-non-si-cancella-si-difende/

IL REINTEGRO dei volontari dei centri di aiuto alla vita negli ospedali rappresenta una semplice presenza ma con una missione immensa: fermare l’aborto nel luogo in cui le interruzioni di gravidanza vengono effettuate.
Per fornire supporto alle mamme e alle coppie che hanno preso questa funesta decisione.
La loro presenza negli ospedali esiste già in regioni come la Lombardia e il Piemonte.
Adesso anche Benevento, grazie al Circolo A. Guarra di Fratelli d’Italia, chiede che all’interno dell’Ospedale venga consentito ai volontari di riprendere il servizio rinnovando loro la Convenzione.

I VOLONTARI sono sempre una risorsa, mai un ostacolo.
Sono una mano tesa verso una donna, una coppia, che si trova a dovere fare i conti con una gravidanza inattesa.
Il loro intervento è la risposta all’art. 1 della l. 194/78 il quale sottolinea l’importanza della tutela della vita dal concepimento.
È offrire, a chi si trova difronte a questo dilemma, una libertà in più ossia quella di poter scegliere di fare nascere il proprio figlio.
Molte sono le donne che vivono la scoperta di essere incinte con paura, una paura che potrebbe spingerle a decidere per l’aborto.
L’obiettivo dei volontari è perciò quello di fornire supporto e ascolto a gestanti in difficoltà offrendo loro sostegno economico, sociale, psicologico.

I CENTRI DI AIUTO ALLA VITA sono organizzazioni di volontariato, nati in seno al Movimento per la vita e regolati dalla l. 194 del 78.
La legge 194 prevede infatti la collaborazione di associazioni di volontari che aiutino le mamme, in questi momenti difficili, a superare le paure che potrebbero fare loro decidere di non fare nascere il bambino.
L’intervento dei volontari è soprattutto quello di un ascolto empatico e privo di giudizio.
Si impegnano a fornire beni di prima necessità come pannolini, latte, vestitini, passeggini ecc.
Propongono veri e propri progetti che accompagnano per un periodo le neomamme, sussidi che prevedono aiuti economici come il “progetto Gemma” pensato per sostenere mamma e bambino fino ai primi anni di vita.

SI SENTE PARLARE sempre di aborto come diritto delle donne.
Come autodeterminazione.
Lo slogan è “il mio corpo, la mia scelta”.
Ma questo discorso non sta in piedi perché se il corpo della donna è di sua proprietà, quello che si è ” impiantato” nel suo ventre è un corpo diverso.
Come può essere una sua scelta decidere della vita di un altro?
La natura ha deciso che fosse il corpo femminile ad ospitare la vita nascente, fornendolo di tutto il necessario affinché questo si realizzi.
Decidere di abortire è scegliere di andare contro natura.

SI GIUSTIFICA l’aborto perché è “eliminazione di cellule senza vita”.
Si sa ormai che non è così.
Dal momento del concepimento è vita.

https://osservatorioaborto.it/la-vita-inizia-con-il-concepimento-non-con-limpianto/

Si insiste nel dire che il feto non soffra durante un aborto: anche questa è una bugia.

http://www.movimentovitamilano.it/la-sofferenza-silenziosa-del-feto/

Studi evidenziano che il dolore fetale sia presente già nelle prime settimane di gestazione.

NON NE FACCIO una questione religiosa ma morale.
Uccidere, perché questo significa abortire, è un atto che la maggior parte dei sistemi etici considera un male assoluto ed ingiustificabile.
Ogni essere umano ha il diritto di vivere.
Il concepito è “vita nascente”, impedirgli di nascere è spezzargli l’esistenza per sempre.
Cosa può spingere una donna dunque a decidere di eliminare suo figlio?
Paura di non farcela?
Paura di perdere qualcosa?
Paura di essere lasciata sola?

A volte si piange perché si teme che un evento inaspettato nella nostra vita ci possa creare vuoti o mancanze.
Vorrei allora provare a rispondere con le parole di Tagore:

“Non piangere quando tramonta il sole. Le lacrime ti impedirebbero di vedere le stelle” (Tagore).

Angela D’Alessandro
Comitato Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it

https://www.gazzettabenevento.it/it/il-reintegro-dei-volontari-dei-centri-di-aiuto-alla-vita-negli-ospedali-rappresenta-una-semplice