L’educazione sessuale alle famiglie per difendere la libertà educativa dei genitori

https://corrieredeltrentino.corriere.it/notizie/cronaca/26_giugno_09/corsi-sulle-relazioni-sessuali-a-scuola-se-una-legge-impedisce-di-prevenire-la-violenza-fb7bba2a-163b-440a-9836-8554fb784xlk.shtml

FINALMENTE UNA LEGGE, la Valditara, per la libertà educativa delle famiglie.
Una svolta di buon senso che mira a difendere la libertà educativa.
Le scuole dovranno chiedere ora il consenso informato preventivo e scritto dei genitori per ogni attività che riguardi la sessualità.
Dovranno essere specificati chiaramente gli obiettivi, i contenuti e i relatori chiamati ad intervenire.
Ogni esperto esterno o associazione che entra nelle classi dovrà essere approvato dal collegio dei docenti e dal Consiglio di Istituto.
Tutto tenendo ben presente criteri di trasparenza, competenza e rispetto dell’età degli studenti.

CIÒ SI È RESO necessario per mettere uno stop all’anarchia educativa che, negli ultimi anni, ha visto entrare nelle scuole troppe associazioni ideologizzate le quali hanno usato questi progetti come “Cavallo di Troia” per portare avanti temi quali identità fluida, transizione di genere, favole gay, utero in affitto a ragazzi, spesso senza che i genitori lo sapessero.
Basta quindi con l’indottrinamento ideologico.
Sono state raccolte infatti segnalazioni da parte di genitori preoccupati, i quali hanno visto progetti pro lgbt proposti ai loro figli a scuola.
Denunce regolarmente verificate e documentate e inoltrate poi agli organi competenti.
Raccolte in un Dossier che cataloga anni di iniziative ispirate alla teoria gender e alla propaganda lgbt.

LA SCUOLA DA SEMPRE svolge una funzione preziosa, sia nel passare cultura che nell’accompagnare i ragazzi alla vita civile attraverso le regole che la compongono.
Regole che contemplano il rispetto comune.
Essa tuttavia non può sostituirsi alla famiglia nella formazione affettiva e sessuale dei giovani.
La famiglia rappresenta infatti il luogo di appartenenza.
Qui l’individuo nasce, cresce e sviluppa la propria identità.
Ed i genitori hanno non solo il diritto ma anche il dovere di educare i figli secondo le proprie convinzioni morali, culturali, religiose.
È evidente che quando si parla di educazione affettiva e sessuale non ci si può limitare a passare solo informazioni sanitarie.
Si va molto più nel profondo.
Si affrontano temi che riguardano le relazioni, il valore della sessualità, del corpo, dei rapporti tra i sessi.
Tutto questo fa parte di un pensiero ideologico di cui le famiglie devono essere le protagoniste e non succubi di idee che magari non le corrispondono.

L’EDUCAZIONE SESSUALE affettiva racchiude in sé non solo informazioni scientifiche ma anche relazioni umane quali rispetto, amore, fiducia, responsabilità.
E ciò non si può esaurire solo dando spiegazioni che interessano unicamente il campo della scienza, in quanto in esse esiste anche una dimensione morale educativa e spirituale che ogni genitore desidera passare al proprio figlio.
Il rispetto lo si impara innanzitutto in famiglia attraverso esperienze concrete fondate sulla fiducia e la reciprocità.
La famiglia è il luogo per eccellenza in cui si impara a volersi bene.
È vero che esistono famiglie disfunzionali ma non per questo bisogna rivoluzionare il ruolo fondamentale della famiglia.
È in queste mancanze invece che la scuola deve intervenire, aiutando i genitori nel loro ruolo educativo.
Scuola e famiglia si devono alleare non sovrapporsi, rispettando i rispettivi ruoli.
Ogni proposta educativa quindi in questo senso deve avere la massima trasparenza, coinvolgendo le famiglie, le quali restano le prime responsabili dell’educazione dei propri figli.
Solo collaborando si potrà pensare di raggiungere gli obiettivi per una effettiva educazione alla sessualità riuscendo magari anche ad aprire un dialogo laddove i genitori non si sentissero preparati.

Angela D’Alessandro. Bolzano
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it