Le coppie omosessuali rivendicano diritti che in realtà già hanno

Egregio Direttore,
Scrivo in merito all’articolo https://www.sanremonews.it/2026/03/30/amp/argomenti/altre-notizie/articolo/famiglie-lgbtqia-a-sanremo-un-incontro-pubblico-per-discutere-di-diritti-tutele-e-inclusione-soci.html

INCONTRI , CONFERENZE, MANIFESTAZIONI, attraverso cui il mondo LGBT intende chiedere spazio per la famiglia arcobaleno.
Quella famiglia in cui non ci sono limiti, dove il ritornello “love Is love” è il filo conduttore delle scelte.
Dove ognuno si deve sentire libero di decidere che famiglia costruire sia etero che omo.

SÌ perché il mondo LGBT vorrebbe fare credere di non cercare di imporre un modello di famiglia. Si sente infatti aperto ad accettare tutte le scelte.
In realtà l’ideologia LGBT non ha simpatia per la famiglia naturale.
La prova è che sul sito Gay.it quest’anno ci sono state tante critiche al festival di Sanremo in quanto ritenuto poco queer.

SECONDO IL SITO
si sarebbe dato troppo spazio alle tradizioni in quanto le canzoni in gara ed alcuni momenti cabarettistici hanno fatto riferimento ai matrimoni, alle coppie maschio e femmina che si lasciano o che non si lasceranno mai, ai bambini, alle mamme e così via.
Addirittura ha visto vincitrice una canzone che inneggia al sacramento del matrimonio di lui e lei , che giura davanti a Dio che desidera legarsi per la vita.
Tutto ciò è stato fortemente criticato perché poco rivoluzionario, poco rivolto a rivendicare diritti.

QUEST’ANNO IL FESTIVAL è stato molto innovativo, quasi ribelle perché ha rivendicato la vera rivoluzione culturale, il vero atto politico ossia la famiglia composta da mamma, papà e figli insieme tutta la vita.

Quali sono allora i diritti che le comunità lgbtq rivendicano?
Vogliono un riconoscimento pubblico per vedere tutelati i loro diritti nei vari ambiti: diritto all’eredità, diritto a fare visita al compagno/a in ospedale ecc.
Diritti che già sono riconosciuti alle persone stabilmente conviventi.
La Casa Editrice Nuovi Equilibri ha pubblicato infatti, a questo proposito, un testo intitolato “Certi diritti che le coppie conviventi non sanno di avere”.
Autori del libro sono Mario Felicetti e Bruno de Filippis ( giurista esperto di diritto di famiglia), Gabriella Friso e Filomena Gallo.
Tutti questi autori sono sostenitori delle normative dei diritti delle coppie omosessuali e attraverso questo “manuale”, danno indicazioni ai conviventi di come tutelarsi, nel caso in cui ci fosse bisogno di fare valere appunto i “diritti”, al fine di non subire discriminazioni.
Alla luce di ciò appare quantomeno pretestuosa la polemica continua sulla necessità del riconoscimento pubblico dei diritti delle coppie omosessuali.

DIVERSO È IL DISCORSO “diritto alla prole” per coppie omo.
In questo caso, in una realtà in cui il concepimento è impossibile per impedimento naturale, il rischio che il figlio diventi oggetto di desiderio e capriccio di adulti immaturi è reale.
Numerosi sono gli studi che evidenziano l’importanza, nella crescita dei figli, di entrambe le figure genitoriali quindi di mamma e papà.
E che l’assenza di una delle due crea non pochi problemi al bambino.
Lo sanno le famiglie le quali, per lutti o per separazioni, hanno dovuto fare fronte a queste grandi mancanze.
Donne e uomini sono differenti per natura ma complementari e un bimbo per crescere equilibrato ha bisogno del padre e della madre.
Ed è questa “complementare differenza” che offre al figlio maggiori opportunità, affinché riesca a vivere relazioni in modo sano verso entrambi i sessi.
Cosa che mancherebbe ad un bambino le cui figure di riferimento sono dello stesso sesso. Questa mancanza di confronto causerebbe sofferenza e squilibrio nella crescita e nello sviluppo del bambino il quale deve essere in realtà tutelato.

PER NON PARLARE poi dell’aberrante pratica dell’utero in affitto la quale, pur di arrivare a soddisfare il desiderio di genitorialità non guarda in faccia a niente e a nessuno.
Il bambino diventa un oggetto del desiderio, la donna una macchina senza anima.
l’Unione d’amore indispensabile per procreare lascia il posto all’atto egoistico e diventa solo un modo attraverso cui soddisfare le proprie voglie.

Angela D’Alessandro
Comitato “Prolife insieme”
www.prolifeinsieme.it