Le ultime dichiarazioni di Papa Leone XIV sull’aborto risalgono al 31 gennaio 2026, pronunciate durante l’udienza ai partecipanti al convegno “One Humanity, One Planet” nel Palazzo Apostolico Vaticano. In quel discorso, il Pontefice ha collegato la promozione della pace alla difesa della vita nascente, citando esplicitamente Santa Teresa di Calcutta per condannare l’aborto come ostacolo alla vera concordia umana.
1) Ecco i passaggi principali del discorso relativi al tema (testo integrale disponibile sul sito della Sala Stampa Vaticana):
“Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi. Madre Teresa di Calcutta, santa degli ultimi e premio Nobel per la pace, affermava a riguardo che «il più grande distruttore della pace è l’aborto» (cfr Discorso al National Prayer Breakfast, 3 febbraio 1994). La sua voce rimane profetica: nessuna politica può infatti porsi a servizio dei popoli se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo, se non soccorre chi è nell’indigenza materiale e spirituale.”
In questo contesto, Papa Leone XIV ha sottolineato che la pace autentica non è possibile senza porre fine alla “guerra che l’umanità fa a sé stessa”, scartando i deboli e i vulnerabili, inclusi i non nati. Ha invitato i giovani politici e i partecipanti al convegno a impegnarsi per una fraternità universale fondata su giustizia e cura dei più piccoli, completando il motto “One Humanity, One Planet” con “One God” per riconoscere il Creatore come fonte di ogni bene.
Queste parole hanno suscitato ampio dibattito nei media italiani e internazionali, con enfasi sul richiamo alla responsabilità politica contro la cultura dello scarto.
Ma nulla di nuovo rispetto alla posizione del Magistero della Chiesa cattolica.
2) Le radici affondano nella Scrittura. “Non uccidere” (Es 20,13) non è precetto astratto, ma invito a contemplare l’innocente: “Prima che ti formassi nel grembo di tua madre, ti conoscevo” (Ger 1,5).
3) La Tradizione apostolica lo incide nella Didachè, catechesi dei primi discepoli: “Non procurerai l’aborto, non ucciderai il bambino dopo il parto” (Did 2,2), equiparandolo all’omicidio, eco del battesimo che lava il peccato originale ma non calpesta l’immagine di Dio nel più piccolo.
4) Tertulliano, nel II secolo, lo chiama “parricidio premeditato”, non per rigore legale, ma per la comunione ecclesiale ferita.
5) Agostino, nel suo Enchiridion, lo lega alla misericordia, rammentando che ogni anima è eletta dal Padre prima del tempo.
6) Nel 1930, Pio XI in Casti Connubii condanna la sterilizzazione diretta come “violazione del patto sponsale”, aprendo al mistero dell’umana fecondità come partecipazione al fiat creatore.
7) Vaticano II, in Gaudium et Spes (n. 51), proclama: “La vita umana, specialmente quella offerta nel seno materno, deve essere rispettata e protetta in modo assoluto dal momento del suo concepimento”. È invocazione spirituale: la Chiesa, Corpo di Cristo, riconosce nel concepito il fratello più piccolo, crocifisso nella cultura del rifiuto.
8) Paolo VI, in Humanae Vitae (1968), intreccia contraccezione e aborto in un velo di inganno, esortando alla castità come via di santità, non repressione.
9) Giovanni Paolo II: Evangelium Vitae (1995) è sinfonia di dolore e speranza, decretando l’aborto “delitto abominevole” (n. 58), con scomunica latae sententiae per i complici (can. 1398). Qui il Papa pellegrino, ferito dal velo polacco di 40.000 interruzioni annue, evoca la Passione: il concepito è Cristo nel sepolcro del grembo, risorto nella difesa pro-life.
10) Benedetto XVI ha affrontato l’aborto in numerosi discorsi, riaffermando sempre che è un male intrinseco, contrario al diritto fondamentale alla vita dal concepimento. Ecco le dichiarazioni principali:
- 7 settembre 2007, Hofburg di Vienna (incontro con autorità e corpo diplomatico): «Il diritto umano fondamentale, il presupposto per tutti gli altri diritti, è il diritto alla vita stessa. Ciò vale per la vita dal concepimento sino alla sua fine naturale. L’aborto, di conseguenza, non può essere un diritto umano – è il suo contrario. È una “profonda ferita sociale”».
- 9 maggio 2007, intervista in volo verso il Brasile (sulla depenalizzazione in Messico): «L’uccisione di un bambino innocente è incompatibile con l’andare alla comunione… Non si è inventato qualcosa di nuovo: è stato solo ricordato quanto è previsto dal Diritto della Chiesa».
- 12 maggio 2008, al Movimento per la Vita italiano (30° della legge 194): «Difendere la vita umana oggi è diventato più difficile… L’aborto non ha risolto i problemi di donne e famiglie, ma ha aperto una ferita nelle società già sofferenti». La Chiesa promuove aiuti concreti alle donne e famiglie per accogliere la vita.
- 26 febbraio 2011, Pontificia Accademia per la Vita (sulla sindrome post-aborto): «L’aborto non risolve nulla, ma uccide il bambino, distrugge la donna e acceca la coscienza del padre… I medici non possono venire meno al grave compito di difendere dall’inganno la coscienza di molte donne che pensano di trovare nell’aborto una soluzione».
11) Francesco, in Amoris Laetitia (2016), lo avvolge in misericordia, offrendo il Sacramento come bálsamo per le madri ferite, senza mai attenuare la gravità ontologica. ( L’aborto è un omicidio e i medici che lo compiono sono sicari).
Papa Leone XIV continua sul solco mai interrotto della tradizione.
La Redazione del Comitato “ Pro-life insieme “
