L’aborto è la morte quotidiana, iniqua, inarrestabile che pone fine ad una vita

Egregio Direttore,
Scrivo in merito all’articolo https://www.diocesiventimiglia.it/culla-per-la-vita-malvista-perche-ostacola-laborto/

LA CULLA IN CUI è stato adagiato il neonato a Bergamo è un segno di speranza.
È un inno alla vita, è una gioia contagiosa che ha protetto un bimbo amato da subito.
È la prova concreta che la vita è vita fin dal primo guizzo.
Già dall’incontro straordinario dello spermatozoo con l’ovulo nell’utero della mamma.
È il cambio di quel paradigma che non vuole invece riconoscere che il concepito è vita, è vita nascente.
Rappresenta il coraggio di una madre, di un padre che, pur con grande dolore, hanno riconosciuto necessario quel distacco ma non hanno negato al bambino il suo diritto, ossia quello di venire al mondo.
Ed ora quel piccolo è al sicuro, amato, accolto, accudito.
Tutto il nostro rispetto per quei due genitori che hanno risposto con generosità alla loro chiamata di essere padre e madre.
Vincendo l’egoismo, che li avrebbe potuti indirizzare verso altre scelte, hanno deciso per la vita.
Hanno affidato questo “bastimento carico d’oro” ad una comunità che subito si è dimostrata pronta a stringere quel fagottino in un abbraccio commosso.
Benedette dunque le culle per la vita.
Benedetti tutti coloro che si prodigano per fare sì che la vita sia sempre e comunque protetta.
Sia essa in erba che verso la fine.

C’E’ UNA FRASE BELLISSIMA che pronunciava Sammy Basso, il ragazzo morto qualche tempo fa, affetto da progeria, nota anche come sindrome di Hutchinson-Gilford (HGPS):

“Se i potenti della terra capissero cosa significa lottare per la vita, credo non avrebbero il coraggio di fare la guerra”.

Perché chi lotta ogni giorno per la vita è consapevole che ogni mossa è una conquista.
Che la fragilità insegna il valore della vita e del tempo.
Che la vita, tutta la vita, non ha prezzo perché il suo è un valore immenso.

C’È CHI DIFENDE la propria esistenza con coraggio e dignità nonostante tutto e chi invece ne cancella l’evidenza celandosi dietro ad un mare di bugie.
Ritengo che le parole di Sammy, riferite alla guerra come prima causa di morte iniqua, si possano estendere anche ad altre morti altrettanto inique: gli aborti, quotidiani, inarrestabili.
Eseguiti tra l’indifferenza, barattati con il diritto di decidere delle donne, di cosa fare di quella nuova vita.
Donne che spesso però sono lasciate sole, senza supporto, sole a fare un passo che ne segnerà la vita per sempre.

ECCO CHE ALLORA la culla per la vita diventa un faro prezioso non solo per chi ha capito cosa significhi proteggere e rispettare la vita.
È infatti un modo per ricordare a tutti che proteggere la vita è un atto di alta sacralità.
È sacro infatti non distruggere quello che altre persone faticano ogni giorno a custodire.
Cosa augurare a questo piccolino?
Una vita piena di amore e di serenità.
Un futuro pieno di luce consapevole che qualcuno lo ha amato così tanto da scegliere per lui, nonostante tutto, la vita.
E questa scelta forse ci farà piangere sì, ma di felicità.

Angela D’Alessandro
Comitato Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it