La furia contro la mostra Just Euman all’Europarlamento

https://www.ansa.it/amp/europa/notizie/rubriche/altrenews/2026/09/16/salis-avs-mostra-su-aborto-al-pe-disgustosa-attacco-frontale-alla-liberta_63a27dae-9c9a-4292-8dc1-cef3eebc9ec9.html

Egregio Direttore, Le chiedo di poter replicare all’ articolo” Mostra su aborto al Parlamento Europeo disgustosa, attacco frontale alla libertà”.                                   È diventata celebre, in questo periodo, la mostra promossa dall’ europarlamentare Paolo Inselvini e organizzata da Provita e Famiglia, dal titolo JUST EUMAN, per lo scalpore che ha suscitato il suo contenuto, cioè lo sviluppo di un bambino all’interno dell’utero materno dalla fecondazione alla nascita.
Ma, cosa può aver dato tanto fastidio da scatenare alcune frasi incommentabili come le parole di Morace ed Aubry che hanno chiesto la rimozione di tale mostra ” disgustosa e vergognosa” contro il diritto all’ aborto, e quelle di Salis che ha aggiunto” I diritti raggiunti non si toccano, semmai ne vogliamo di nuovi”?
Se quello che è stato mostrato attraverso 14 fotografie e un video, è corretto scientificamente, allora contro cosa protestano le europarlamentari?
Fa rabbrividire, intanto, la veemenza con cui le suddette parole vengono pronunciate, forti delle iniziative della scorsa primavera che suscitò la raccolta di firme di My voice my choice, del Consiglio UE a sostegno dell’ aborto, cioè  l’atroce delitto compiuto su un bambino indifeso riconosciuto come un diritto liberale e la costituzione di un relativo fondo economico per accedervi. E fa rabbrividire ancora di più che queste persone siano sedute in Europarlamento a rappresentare cittadini che mai avrebbero sostenuto simili posizioni.
La Salis inoltre aggiunge frasi che fanno trasalire dicendo che ” la mostra condanna tutte noi e tutte coloro che hanno scelto di abortire”.                                   Signora Salis, vorrei dirle che se lei è in preda a un delirio ideologico che le fa pronunciare queste parole, credendole vere, perché ha così paura che le altre donne vedano quella mostra? Cosa vuol dire NOI? Lo sa che la maggior parte delle donne che hanno abortito lo hanno fatto per inconsapevolezza oppure perché non avevano altra scelta e ora ne stanno soffrendo? E inoltre, cosa vuol dire ” di diritti, ne vogliamo di nuovi?” Forse, con il bambino vorreste eliminare anche il marito, il compagno o l’ Ape maschio, perché a questo ormai è stato ridotto l’ individuo di sesso maschile a cui vi unite, come fa l’ Ape regina? Bene, se mi è permesso dirlo, la violenza di queste affermazioni inerenti alla mostra, non è inferiore alla furia omicida che scatena i cosiddetti femminicidi, solo che la prima è permessa dalla legge.                                             Carissime Signore che state sedute in Europarlamento, sappiate che la maggior parte della gente comune ama la vita, ama la famiglia e desidera mettere al mondo dei figli, che saranno poi il futuro dell’ Europa, dell’ Italia e mi dispiace dirlo, delle vostre città.
Pensate, quindi, a come venire incontro  a questi bisogni umani con leggi giuste ed eque e non a diffondere la cultura della morte tra i vostri cittadini.

Cordialmente.

Maria Cariati per il Comitato Prolife Insieme
www.prolifeinsieme.it