La Cassazione sul rapporto dei genitori col nascituro:il commento dell’Avv. Longo

La Cassazione sul rapporto dei genitori col nascituro, sentore di primavera? il commento dell’Avv. Giuseppe Longo . Si può seguire l’ intervista Lunedì 2/2 ore 9.30 su https://www.facebook.com/profile.php?id=61564861644148

Se è pur vero che una rondine non fa primavera, ne anticipa però l’arrivo; insieme ad altre la introduce.

Al punto che in Sicilia si annuncia già al volgere del mese di febbraio, al primo fiorire dei mandorli.

Cogliamo questi segni non solo come propiziatori, ma come latori di un invito a un risveglio alla luce.

Che ancor più oggi deve destarci in relazione all’aborto e al contrasto della L.194 col Diritto Naturale.

Il tal senso si accoglie con favore il consenso sin dai primi commenti (articolo su La Voce dell’Jonio del 4.11.2025 https://www.vdj.it/sentenza-la-corte-di-cassazione-riconosce-la-perdita-del-figlio-in-gestazione-come-se-fosse-gia-nato/e ) e poi in articoli di varie testate e riflessioni di molti sodalizi, sulle prospettive delineate nell’ordinanza della Corte di Cassazione del 6 ottobrescorso, in materia di rapporti affettivi dei genitori col nascituro.

Fortemente innovative ove in contrasto con la legge che consente l’aborto per la sola volontà materna. Se a fugare ogni possibile equivoco si è subito precisato che la portata giuridica di una pronuncia sia pure della Corte di Legittimità, non può implicare un annullamento della legge 194, essa finalmente ne evidenzia però le aberrazioni; in questo caso, in relazione a diritti insorgenti in ambiti familiari. La cui tutela, in ragione della loro dignità naturale preesistente e prevalente purealla stessa normativa statale, è dettata dall’articolo 29 della Costituzione; e così anche dai seguenti,che a esso ineriscono.

Se pur si comprende lo scoramento di quanti vedono ancora incombente il Moloch della legge 194;ben consapevoli che all’ordinanza non si può chiedere di essere più di quel che è, e cioè una decisione giudiziale che non immuta il vigore della legge, ne dobbiamo cogliere e divulgare i dirompenti profili innovativi, che dell’impianto di quella legge evidenziano l’assurdità etica, prima ancora che giuridica.

Il primo per cui si riconosce meritevole di tutela il rapporto affettivo di genitori e fratelli col nascituro. Così per implicito, ciò che è evidente con un minimo di buon senso senza bisogno che intervenga un giudice a ricordarlo, che non si tratta di una parte della madre, ma di un altro essereumano vivente. Diversamente, non sussisterebbe alcun legame affettivo di natura parentale, da doversi già tutelare.

Il secondo per cui per l’insorgenza di tale rapporto affettivo genitoriale, non si prevede alcuntermine temporale iniziale. Se si parla semplicemente di gravidanza, si intende quindi sin dal concepimento.

Il terzo per cui il destino del nascituro non può essere deciso in via unilaterale soltanto dalla madre.Vantando il padre un diritto parentale paritetico a quello della madre, in caso di aborto contro la sua volontà esso verrebbe ingiustamente leso. Per non dir poi del rapporto affettivo insorgente coi fratelli.

E’ palese come tutti questi principi siano in contrato insanabile con la ratio della legge sull’aborto!Noi sappiamo che la vita ha integrità e dignità assoluta sin dal concepimento [Sal.138 (139), 15-16].

E che proprio perciò l’ignavia rispetto alle leggi ingiuste è complicità con chi le imponga (At. 5, 29).

Indi non possiamo più restare inerti, ma adoperarci con tutto quanto sia nelle nostre prerogative, per coltivare un dibattito mirato alla abrogazione della L.194. Oggi, pure sulla scorta di questa decisione.

La risonanza ricevuta dall’ordinanza accomunando sodalizi e associazioni, fa ben sperare in tal senso.

Il fiorire dei mandorli a una nuova primavera è segno del realizzarsi della volontà di Dio (Ger. 11,12).

Volgi lo sguardo al cielo e tra spiragli di sereno allorizzonte scorgerai una rondine; due; uno stormo.

Se vi prestiamo l’ascolto del cuore, udiremo già i gioiosi richiami. Solerti, prepariamo loro unnido

                                                                                                Avv. Prof. Giuseppe Longo

                                                                                                  Comitato Prolife Insieme

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