Il Comitato “ Prolife insieme “ esprime la propria totale adesione all’iniziativa di Mons. Antonio Suetta: i rintocchi della campana, memoria dei bimbi non nati a causa dell’aborto, hanno il sentore di un’ispirazione profonda e altissima al tempo stesso.
Protagonista di tale iniziativa, per una volta, è il bambino che non c’è più. Chi poteva nascere, avere una vita davanti, ma è stato cancellato con l’aborto, torna improvvisamente alla ribalta, “parla”, quasi a dire “ Io ci sono ancora!”
Questa presenza nell’assenza crea scompiglio, scuote le coscienze, costringe a fare i conti con se stessi e con le proprie posizioni sull’aborto: diritto, autodeterminazione? O semplicemente un delitto, come la scienza e la biologia confermano?
Nessuno, poi, pensa alle donne che hanno rinunciato al proprio bimbo. Il dolore di una mamma che ha abortito è incommensurabile, una parte di lei è svanita per sempre, e l’artefice di tale scomparsa è la madre stessa: quando ne acquisisce consapevolezza, la donna si macera, soffre per decenni. La campana dei bimbi non nati tenterà forse di arrecare un po’ di sollievo al cuore di chi il bimbo non lo ha voluto.
Infine, i rintocchi della campana hanno anche una forte valenza culturale: invitano a pensare, a riflettere sulle proprie scelte, soprattutto quella più irreversibile e devastante di tutte. Si tratta di un messaggio potente, che coinvolge in modo totale la persona che lo sente.
Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente del Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
