Egregio Direttore,
Scrivo in riferimento all’articolo https://primalariviera.it/cronaca/spiraglio-imperiese-vogliamo-la-chiesa-fuori-dalle-nostre-mutande/
MI COLPISCE SEMPRE LA FRASE
che ho più volte letto:”la chiesa fuori dalle nostre mutande.”. È una frase che ha poco senso in quanto la chiesa mai è entrata “nelle mutande” delle persone.
La dottrina cattolica è formata da canoni biblici ( i libri sacri) e di diritto canonico che rappresentano l’ insieme delle leggi e delle norme le quali regolano la vita della Chiesa e che rappresentano le fondamenta della fede cattolica.
“Canone” deriva dal greco kanon (regola) ed indica una norma ecclesiastica.
Tali norme disciplinari e di fede sono state emanate dai vari concili e dai papi.
Il codice di diritto canonico oggi conta 1752 canoni i quali guidano la chiesa e i fedeli.
In Italia ci sono ad ora circa 40 – 45 milioni di cattolici anche se, i cattolici praticanti sono una minoranza, circa tra il 15 – 25% seppur quasi tutti gli italiani siano battezzati.
Come tutti, anche questa minoranza cattolica, vivendo in un Paese in cui la libertà di espressione è ancora un diritto, ha facoltà di dire quel che pensa.
IL VESCOVO Mons. SUETTA
attraverso il rintocco del suono della campana, ha dato voce a noi che vediamo nell’aborto l’uccisione di un bambino.
Purtroppo la legge 194 ha aperto una breccia funesta nella difesa della vita nascente innocente.
“Salviamo le donne dalle mammane…” era il mantra usato per giustificare tale norma.
In realtà con questa scelta la vita umana ha gravemente perso di valore.
I primi 90 giorni vengono da essa
considerati non vita anche seppur la scienza ne riconosca già la valenza.
Milioni di vittime sono state sacrificate in nome di questa legge.
E il numero cresce se pensiamo anche alle varie pillole del giorno dopo e la fecondazione in vitro con embriontransfer (FIVET) che causa la mortalità del 90% degli embrioni concepiti e la Rua 486, ossia l’aborto chimico.
Lo stato è diventato dunque il primo educatore.
MA SE LO STATO GARANTISCE
e finanzia l’aborto volontario entro il primo trimestre o anche di più se il bambino si mostrasse malato ritenendo quindi che la vita di questi esseri umani non meriti di essere salvaguardata, la chiesa questo non lo può fare.
E dato che l’Italia è uno stato di diritto, chi si sente ferito, offeso da questa legge ha il diritto di opporvisi manifestando, nei modi in cui la civiltà lo consente, il proprio disappunto.
E questa contrarietà Mons. Suetta, vescovo cattolico, ha deciso di gridarla attraverso il rintocco di una campana che non mi pare ledere niente e nessuno.
Questo dare voce a chi non ne ha mai avuta è un atto coerente con la fede che il monsignore professa e rappresenta e che andrebbe imitata per la sua coerenza.
Non c’è l’intenzione né di accusare, né di giudicare ma solo di ricordare.
E la chiesa fa molto bene a rendere presente che la vita è vita fin dal concepimento. È suo dovere e diritto tenere alto il valore della vita e di palesarlo con chiarezza e coraggio in quanto costituisce guida per
tanti fedeli che a Lei si affidano.
Perché mai chi crede nel grumo di cellule dovrebbe sentirsi “giudicato”?
La libertà di pensiero loro finisce dove ha inizio quella di altri ed entrambe queste realtà hanno il diritto di manifestare.
PER CIÒ CHE RIGUARDA
il discorso ospedali e consultori, non è da considerarsi illegittima l’ entrata dei provita in queste strutture.
La legge 194 del 78 non prevede esplicitamente l’ingresso dei sostenitori della vita nascente nei consultori ma stabilisce che i consultori collaborino con tali associazioni per sostenere la maternità, permettendo quindi alle associazioni antiabortiste di inserirsi anche se quasi sempre il loro ingresso è ostacolato o meglio impedito da chi vede nell’ interruzione di gravidanza un diritto sacrosanto.
Inoltre, il ruolo delle associazioni provita nei consultori è consentito e garantito dalla l. 194 negli articoli 2, 4, 9, 12.
QUINDI DI COSA PARLIAMO?
La chiesa ha sempre detto NO all’aborto in quanto uccide un essere umano la cui vita è sacra.
“È un silenzio gravido di senso, come il grembo di una madre che custodisce il figlio non ancora nato, ma già vivo.”
( dal ciclo di catechesi di papa Leone XIV 17/09/05″
Benedetto XVI considerava la vita “diritto non negoziabile”.
Papa Francesco definì sicari tutti coloro che, attraverso l’aborto, mettevano fine all’esistenza di un bambino.
La scienza si esprime a favore della vita riconosciuta sin dagli esordi, ossia dall’incontro con l’ ovocita e lo spermatozoo.
EMBRIONE – Scienza & vita https://share.google/V9pgOVD0JhYmNGuVe
Non hanno senso quindi le voci che si alzano in cori di dissenso nei confronti della campana per la vita.
Noi abbiamo il diritto di ringraziare Mons. Suetta per questo gesto giudicato “invasore”.
Per noi è una boccata di ossigeno in un mondo ottenebrato ed ingannato da una mentalità superficiale ed edonistica.
Inconsapevole del fatto che tutto ciò può diventare trappola fatale.
La Chiesa tutta dovrebbe alzarsi in piedi a difesa della vita nascente con coraggio, consapevole di diventare impopolare nella società del mordi e fuggi.
Ma il messaggio cristiano non deve trovare adepti
DEVE SALVARE ANIME.
Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it
