IVG acronimo di “gametogenesi in vitro” rappresenta una nuova grande sfida dell’uomo moderno che non si “rassegna” a non sottomettere al suo volere la legge naturale delle cose.
Due uomini o due donne che desiderano una genitorialità biologica vedono nella IVG la soluzione dei loro desideri.
La genitorilità biologica è il concepimento di un figlio con il DNA (patrimonio genetico) di entrambi i genitori. Ciò è evidentemente impossibile per via naturale per genitori dello stesso sesso.
Tramite la gametogenesi (produzione di gameti) in vitro questo diventa possibile.
La procedura consiste nel prendere una cellula, ad esempio epiteliale, da un genitore ed una cellula epiteliale dell’altro genitore e, tramite passaggi molecolari e biochimici, riportarle in uno stato di TOTIPOTENZA (stato in cui si trovavano nella fase embrionale), cioè in uno stato in cui possono differenziarsi in qualsiasi cellula specializzata , e, successivamente farle differenziare in ovocita e spermatozoo. Unendo quindi ovocita e spermatozoo di due persone dello stesso sesso tramite una Procreazione medicalmente assistita (cioè fecondazione al microscopio), si possono produrre embrioni
con patrimonio di entrambi i genitori (ovviamente se si tratta di maschi la gravidanza dovrà essere portata avanti da una donna, che per la sua specifica funzione, si chiamerà genitore gestazionale).
E qui si scatena la creatività dell’essere umano che, novello Ulisse, vuole andare oltre…
Perchè non far partecipare a questa “creazione” più persone? Un esempio semplice: se io stimo molto una persona per la sua intelligenza ma sono innamorata di un’altra e quest’altra ha un compagno che desidera un figlio…perché non provare a iniziare la “cascata gametogenica e di PMA” di queste 3 persone in modo da ottenere il “figlio che desideriamo”?
Vengono perciò prodotti embrioni tramite IVG e PMA finchè si otterrà quello voluto che contiene il patrimonio genetico di tutti e tre.
Il bambino che nascerà avrà tre genitori, fratelli embrioni sacrificati per farlo nascere, zii e linee parentali mai venute alla luce ma tutte morte in forma embrionale…
Cosa penserà il bambino quando saprà quante persone sono state sacrificate per farlo nascere, quando capirà che lui non è importante perché esiste ma perché ha soddisfatto criteri e caratteristiche genetiche scelte a tavolino… come potrà credere di essere voluto, pensato e creato da Dio Padre amore che intesse le nostre viscere nel segreto del grembo materno? Chi gli spiegherà chi erano i suoi fratellini?
E se poi dopo tanta fatica ad esempio per fargli venire gli occhi azzurri, si presenta con occhi marroni…come potrà pensare che i suoi tre genitori lo amano con lo stesso amore?
Grazie a Dio ancora la ricerca è abbastanza lontana, ma non troppo, dall’ottenere risultati con una buona percentuale di successo. Ribadisco: lontana ma non troppo.
Allora…lascio a tutti voi la fantasia di proseguire la lista di domande, di traumi e di dubbi che si affacciano all’orizzonte quando sarà tecnicamente possibile “creare” figli su misura.
Li vorremo belli, sani , intelligenti, con caratteristiche fisiche che rispecchino i canoni estetici del momento…pensate come sarebbe divertente se selezionassimo tutti i figli con un altissimo QI (quoziente intellettivo) ..noi che ora ci reputiamo intelligenti diventeremmo una generazione di ritardati mentali….
Dott. Alessandra Lucenti Fei
Comitato “ Pro-life insieme “
