Il nascituro senza diritti, per legge. Avv. Giuseppe Longo

Direttiva Europea n.29 approvata il 21 maggio e mancato riconoscimento dei diritti del nascituro.

 Le drammatiche problematiche etiche e giuridiche dell’immane tragedia dell’aborto, prima causa di morte non naturale e procurata al mondo, crimine disumano in quanto inammissibile eliminazione di una persona innocente e indifesa, sono state affrontate nel corso di un’intervista rilasciata dall’avv. Giuseppe Longo membro del Comitato Pro Life-Insieme, a Rosa Pellegrino, per la sua nota rubrica on line Houston abbiamo la soluzione al mancato riconoscimento dei diritti del nascituro?  

Rivisitate sul piano della ricostruzione storica dei prodromi che hanno portato alla legalizzazione dell’aborto, prima sotto le dittature comunista e nazionalsocialista e poi negli altri paesi occidentali,e delle più recenti implicazioni nell’attuale scenario interno e internazionale, secondo i dettami del Magistero e le riflessioni della Dottrina Sociale della Chiesa. Che hanno trovato mirabile espressione in documenti di profondità spirituale e rigore morale, sin dalla Costituzione Conciliare Gaudium et Spes e dalla Lettera Enciclica Evangelium Vitae, di San Giovanni Paolo, a citare tra i più emblematici. I cui principi sono stati poi ribaditi senza flessione alcuna dai pontefici Benedetto, Francesco e Leone.

Occasione di approfondimento quanto mai tempestiva, all’indomani della definitiva approvazione della Direttiva Europea n.29 che, se pur rubricata come diposizioni in favore delle vittime di violenza, istitutiva di norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, ha introdotto per la prima volta nello spazio giuridico europeo col suo proprio nome l’istitutodell’aborto.

Ormai non più necessaria la perifrasi intrisa di ipocrisia, di interruzione volontaria di gravidanza,utilizzata dalla nostra legge n.194 del 1978, che aveva introdotto ipotesi di non perseguibilità penale. E tuttavia enunciativa di nuovi equivoci, non circoscritti al piano lessicale, ma di natura sostanziale, ove sollecita i paesi aderenti a introdurre norme facilitazione all’accesso all’aborto farmacologico, occultato sotto le mentite spoglie di terapia contraccettiva d’emergenza. Nuova frontiera di genocidio che con la pillola del giorno o 5 giorni dopo si amplia, estendendosi a madri di età sempre più bassa; con incidenza statistica che tende ad approssimarsi a quella dell’aborto praticato in strutture sanitarie. Offerta sacrificale al totem satanico di interessi economici delle lobby delle imprese farmaceutiche.

Per i profili giuridici l’auspicio è che nel prosieguo dell’iter comunitario il governo italiano, come è sua prerogativa, assuma ed esprima una posizione salda, volta a precluderne l’ingresso nel nostro ordinamento giuridico, per il vincolo insuperabile dei valori costituzionali di difesa della vita e salute.

Ma la soluzione si riconduce alla solerzia della Chiesa nell’essere fedele al mandato del suo Fondatore senza titubanze e senza concessioni, non abdicando al compito di testimoniare la Luce fra le genti. Ponendo al primo posto della sua mission l’emergenza della difesa della vita nelle sue fasi iniziali. Appunto diffondendo il Vangelo della vita!

Avv. Prof. Giuseppe Longo

Comitato Pro-life insieme

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