I Cattolici hanno bisogno di chiarezza sui temi morali

https://www.ildolomiti.it/societa/2025/don-paolo-zambaldi-il-prete-40enne-vicino-alle-tematiche-lgbtq-si-dimette-dallo-stato-clericale-viene-esonerato-dai-suoi-incarichi

Le dimissioni di don Zambaldi dallo stato clericale non sono certo arrivate come un fulmine a ciel sereno!
Ascoltando le sue prediche e leggendo quel che scrive nelle sue pagine social, mi sono sempre chiesta in quale seminario don Zambaldi si fosse formato e come sia stato possibile che fosse stato ordinato sacerdote cattolico.
Il don infatti non ha mai fatto mistero di non credere al demonio e ai miracoli il che in pratica equivale a non credere al vangelo.
Questo ovviamente lo rende incompatibile con lo status di sacerdote cattolico e non mi spiego come sia stato possibile che nessuno se ne sia mai accorto….
È stato nominato il “prete ribelle, quello che rappresenta il lato moderno e aperto della Chiesa…”
In realtà questa sua modalità di apostolato non rappresenta affatto il lato moderno della Chiesa perché, per quanto si voglia “modernizzare” la dottrina, non si potrà mai dire che il diavolo non esiste e che i miracoli sono il frutto di fantasia.
Gesù durante la sua vita pubblica ha fatto molti miracoli ed ha cacciato legioni di demoni. Basta leggere il vangelo per trovare i riscontri.
Ma ancora nell’antico testamento si racconta di eventi straordinari legati ad esempio alla storia del popolo di Israele dalla fuga dall’Egitto all’entrata in Palestina, la terra della promessa.
Ancora non è chiaro a me, come a molti, quale filone della Chiesa il don rappresentasse.
La chiesa aperta direbbero alcuni, quella spalancata aggiungo io!
Si perché don Zambaldi con le sue idee “spalancate” non riusciva più ad avere il corretto discernimento tra peccato e peccatore.
Argomenti più che mai attuali come aborto, coppie omo, eutanasia ecc sono sempre al centro dell’attenzione della Chiesa la quale, forte della misericordia di cui si fa portavoce di quel Gesù redentore del mondo, non ha mai allontanato chi, pentito, tornava all’ovile.
Questo ragazzo, appartenente alla generazione “Millenial” non ha mai fatto mistero di sentirsi molto vicino alla comunità lgbtq+ e ai suoi problemi.
Nella sua piattaforma social questi argomenti sono più che mai “vivi”. È un punto di riferimento per molti.
E questo essere punto di riferimento “per molti” mi ha sempre preoccupato. Che cosa potrà mai raccontare un don distante anni luce dagli insegnamenti di Gesù?
Il compito di un sacerdote è quello di annunciare il vangelo così come ci è stato donato dagli scritti degli apostoli, con la stessa coerenza ed umiltà.
La Chiesa cattolica professa la fede in Gesù Cristo, riconosce l’autorità suprema del papa di Roma, successore dell’apostolo Pietro e gli deve obbedienza in una forma di struttura  gerarchia.
La dottrina cattolica è l’insieme degli insegnamenti che la chiesa cattolica professa e che sono bastati sulla Rivelazione divina attraverso la Sacra Scrittura e la Tradizione Apostolica.
La dottrina è sintetizzata nel catechismo della Chiesa cattolica, rielaborato da Giovanni Paolo II e ripreso poi da papa Benedetto XVI.
Un sacerdote non può ignorare la dottrina nel suo ministero. Non è possibile stravolgerne i contenuti per adattarli a teorie senza fondamenta.
Sinceramente non mi stupisce la decisione presa da don Zambaldi anzi, credo sia l’unica decisione coerente con la chiesa che potesse prendere.

“Il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno mai..”
Marco 13, 24

I discepoli saranno perseguitati per dare testimonianza a queste parole  ma dovranno andare avanti, senza paura di remare anche controcorrente.

Angela D’Alessandro. Bolzano
Prolife insieme
http://www.prolifeinsieme.it