“Ho abortito e sto benissimo”? È lecito dubitare…

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Cara …leggendo le   dichiarazione di Federica …
Mi trovo   in disaccordo su alcuni punti da lei elencati .
1) Siamo in un periodo storico  nel quale  si denuncia il fatto che mancherebbe in molte regioni d’Italia la possibilità di effettuare un IVG, viste le attese molto lunghe .
Onestamente non vedo perché  focalizzarsi così insistentemente su questo, quando per un esame clinico, anche salvavita, possono passare mesi se non un anno dal poterlo fare. E ciò indistintamente dal sesso del paziente, uomo, donna o trans .
Questa sì che, a parer mio, sarebbe una lotta da dover portare avanti con tutta questa determinazione.
2) Lei prosegue dicendo che non vi è informazione  per ciò che riguarda l’aborto, la consapevolezza.
Bene, allora perché non proporre eventualmente lezioni tenute da chi è pro e contro la IVG? Affinché i ragazzi possano realmente scegliere fra due opzioni conosciute ?
Come sostenete voi, giustamente, se si è in un paese democratico, per esercitare una vera forma di libertà, è necessario avere ben chiare le opzioni in campo.
Ma credo che ciò non piaccia a voi abortiste, visto l’aggressività  che spesso è stato esercitata contro associazioni prolife, anche minacciate, le cui sedi sono state addirittura incendiate o soggette ad atti vandalici .
3) Si può dir quello che si vuole ma, che piaccia o no, si è mamme dal momento del concepimento, perché quello che voi chiamate feto embrione ecc ecc  è una vita, e non sono io ad affermarlo, ma il 96% dei biologi mondiali, che riconosce il momento del concepimento come il Big Bang della vita umana.
4) Credo sia impossibile stare bene dopo un aborto,sicuramente la convinzione, il voler  nascondere,in uno di quei cassetti dell’inconscio chiuso a chiave, può fare pensare addirittura di esserne fiere, convinte di averlo fatto perché era giusto così.
Di ciò  per anni ho cercato anche io di convincermi. Ma la verità è che rimane dentro il dolore  nascosto sotto varie forme.
A volte mi chiedo se  queste donne che ritengono non si tratti di omicidio,siano le stesse che (premetto, giustamente, perché anche io sono animalista) soffrono nel vedere un cucciolo morto. Come si fa a non avere la stessa tristezza ,sofferenza ,misericordia e amore per un qualcosa che è tuo , cresce dentro di te e fa parte di te?
Per concludere credo che questo tema vada affrontato con entrambe le parti in causa, affinché vi sia chiarezza e veramente la libertà di scelta: le donne devono essere consapevoli di quale atto stiano veramente per compiere.

Barbara Cinti
Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it