Nonostante il trauma estremo subito da una madre che ha concepito dopo stupro, risulta davvero eroica la scelta di portare avanti la gravidanza, riconoscendo che la vita che si sta sviluppando possiede una dignità propria e non può essere considerata responsabile del crimine commesso.
Oggi chi è nato in quelle circostanze esprime profonda gratitudine per l’esistenza ricevuta. Non si identifica con il modo violento del concepimento, ma afferma con forza che ogni vita umana ha lo stesso valore intrinseco, indipendentemente dalle circostanze della sua origine.
I bimbi sono tutti preziosi
Quando si sostiene che i bambini concepiti in seguito a stupro dovrebbero essere abortiti, si sta affermando che esistono bimbi di serie A e bimbi di serie B e che questi ultimi non meritano di vivere.
Una donna con un tale vissuto deve confrontarsi con il peso del trauma familiare, ma può scegliere di non considerarsi una vittima supplementare. Attraverso un percorso di elaborazione e di perdono, può trasformare il dolore in un messaggio di speranza: l’amore è più forte dell’odio e l’identità di un individuo non è definita dal modo in cui è stato concepito, bensì dalla dignità assoluta che ogni essere umano porta con sé fin dal concepimento.
IVG dopo stupro: 1% negli USA
A livello globale e negli Stati Uniti, le gravidanze da stupro rappresentano un fenomeno documentato ma numericamente limitato rispetto al totale delle gravidanze indesiderate.
Negli USA il 50% delle vittime di stupro che hanno scoperto la gravidanza ha scelto l’aborto, mentre il 32% ha portato a termine la gestazione.
Secondo l’Istituto di ricerca Gutmacher affiliato a Planned Parenthood, negli USA vengono effettuati annualmente 1,1 milioni di aborti. Secondo lo studio di Melissa Holmes e colleghi pubblicato sulla rivista dei ginecologi americani, in un anno si verificano 32.100 gravidanze frutto di stupro, il 50% delle quali terminano con un aborto. 16.050 diviso 1 milione e 100mila dà il risultato che lo stupro rappresenta il motivo dell’aborto nel 1,46% dei casi. Lo stesso studio dimostra che nel 32,2% di gravidanze causate da uno stupro, la donna ha tenuto il bambino ed in un altro 5,9% lo ha dato per l’adozione (il rimanente sono il tasso naturale di aborti spontanei). Il fatto che nel 38,1% dei casi la donna non abbia abortito, smentisce che dopo uno stupro la donna debba abortire senza avere altra possibilità. (Dott. Renzo Puccetti https://www.facebook.com/share/1CfUSk7pz2/)
La testimonianza riportata in questo video diventa un inno alla preziosità della vita: ogni esistenza è un miracolo unico e irripetibile, meritevole di essere accolta e protetta, anche quando nasce dal male più profondo.Il miracolo della vita inizia dal concepimento, parola di neonatologo!
Si ringrazia quotidianamente per il dono di poter respirare, amare e vivere, dimostrando che nessuna violenza può annullare il valore sacro di un essere umano. La vita è sempre più grande del dolore che l’ha generata e difenderla significa scegliere la luce contro le tenebre.
Una testimonianza così accorata ricorda a tutti quanto sia immenso, fragile e al tempo stesso meraviglioso il dono dell’esistenza.
Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente Comitato “ Pro-life insieme “
Fonti principali per i dati:
• Holmes MM et al., Am J Obstet Gynecol (1996) – tasso di gravidanza da stupro.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8765248/
• CDC – Pregnancy Resulting from Sexual Violence (2024). https://www.cdc.gov/sexual-violence/about/pregnancy-resulting-from-rape.html
• Guttmacher Institute – Reasons U.S. Women Have Abortions (2005 e aggiornamenti).https://www.guttmacher.org/journals/psrh/2005/reasons-us-women-have-abortions-quantitative-and-qualitative-perspectives
