“Giornata mondiale dell’aborto sicuro”: quando si celebra la morte

Egregio Direttore,
Chiedo di poter commentare l’articolo https://giornatamondiale.it/eventi/giornata-internazionale-dell-aborto-sicuro

Il 25 MARZO ricorre la giornata della vita nascente promossa da varie associazioni.
Questa data è stata scelta in vicinanza della festività dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria Santissima.
In Italia però questa non è ancora purtroppo una ricorrenza ufficiale, riconosciuta dallo Stato.
Il senso di questa ricorrenza è quello di riscoprire la bellezza della vita, della genitorialità, nonché dei gravi problemi che comporta la denatalità.
Problemi con i quali adesso ci troviamo a fare i conti in questo tremendo inverno demografico.
Problemi che si sentiranno molto di più tra qualche decina d’anni.
Se le nascite continueranno a diminuire avremo molti più vecchi e molti meno giovani a garantire la stabilità economica, sanitaria e sociale del Paese.

ANZICHÉ CERCARE soluzioni concrete per mettere un freno a questo disastro, si celebra la giornata dell’aborto sicuro.
Qualcuno ha pensato di ricordare questo dramma attraverso una data commemorativa.
Una data funesta, che segna la morte di migliaia di bambini, giustificata dal diritto di scelta delle donne.
Una mattanza celebrata e fatta passare per cosa buona.
Per dare indicazioni alle donne su come disfarsi del proprio figlio nel modo meno pericoloso possibile.
E tutto questo in Italia, patria degli amici degli animali.
In un’ Italia che si scandalizza se vede un cagnolino, un gattino maltrattato.
Un’ Italia quindi dal cuore grande che non sopporta la violenza.
Che si straccia le vesti quando ha solo “il sentore” di qualche ingiustizia sociale.
Ebbene, in questo Paese si celebra con orgoglio una data che di giustizia non ha nemmeno l’ombra.
Quella di una mamma che celebra la morte giusta e sicura del proprio bambino.
Di un cuore che batte già dal tredicesimo giorno.
Di un DNA unico e irripetibile.

BASTA RACCONTARCI BUGIE, basta dirci che è solo un “grumo di cellule”.
Quello che si celebra con questa giornata è la morte di un bambino.
In questi giorni è mancato il cantautore Francesco Guccini.
Un artista che con le sue canzoni denunciava le ingiustizie sociali.
La famosa ” Dio è morto ” voleva portare alla luce questo evidente problema.
Tantissimi hanno reso omaggio all’uomo Guccini proprio in ragione delle sue lotte contro i soprusi.
Quante di quelle persone hanno anche il coraggio di denunciare un sopruso, immensamente più grande di qualsiasi ingiustizia sociale: LA MORTE DI UN BAMBINO per Aborto volontario.
L’impedire alla vita nascente di nascere.
E tutto giustificato dal cosiddetto “diritto” delle donne di gestire il proprio corpo.
Non riesco nemmeno a pensare che ci possa essere la “giornata dedicata all’aborto sicuro”.
Un giorno dedicato all’informazione su come diventare carnefici.

IL MIO NON È un discorso moralistico di povera cattolica che teme l’ira divina che la spedirà all’inferno.
È quello che affiora guardando un’ecografia già dai primissimi giorni.
Con le tecnologie avanzate non serve essere degli esperti per capire cosa stia succedendo in quell’utero.
Ascoltando il cuoricino che pulsa come quello di un atleta.
Cosa c’è da celebrare dunque?

“Rachele piange i suoi figli e non vuole essere Consolata”.
(Geremia, 31,15)
(Matteo, 2, 18)

Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it

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