Spiace constatare come l’ordine degli psicologi del Friuli Venezia Giulia esca allo “scoperto”solo per promuovere e pubblicizzare l’ importanza dell’insegnamento sessuo-affettivo ai bambini ed adolescenti nelle scuole quando esistono emergenze educative ben più gravi .
Mi riferisco ad esempio ad un utilizzo eccessivo di tablet e schermi che modificano lo sviluppo cerebrale con una crescita importante di diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività .
O al sempre più diffuso senso di inadeguatezza ed ansia causa di fenomeni di autolesionismo che sfociano in pensieri suicidari. Se si considera che secondo l’ As.viS togliersi la vita è la seconda causa di morte tra i 10 e i 25 anni forse gli psicologi friulani avrebbero potuto dimostrare altrettanta solerzia anche nel promuovere argini per questi gravissimi problemi…
Sta di fatto che una caratteristica tutta italiana è quella di arrivare sempre in ritardo rispetto a rivoluzioni o semplici mode e questo aspetto che, ad un occhio poco attento, potrebbe sembrare un gap in taluni casi risulta provvidenziale .
Così mentre in ogni parte del mondo proliferavano ed imperversavano le varie cliniche per la disforia e la transizione di genere, a Londra viene chiusa per decisione del governo in seguito ad un rapporto che nel 2021 denunciò l’ “inadeguatezza ” dei servizi offerti, la clinica Tavistock, l’unica pubblica dedicata al trattamento dei minorenni con farmaci bloccanti della pubertà. La struttura, inaugurata nel 1989, cesserà di operare nella primavera 2023. Nell’ “obsoleta” Italia , per fortuna, grazie ai ritardi e al “provincialismo” si sono risparmiate tantissime sofferenze frutto di ideologia ai nostri bambini…
Ma questi benedetti indugi e lentezze ci hanno per ora salvaguardato anche da quello che viene definito il ” paradosso nordico” di cui le omissive ed evidentemente superficiali riflessioni degli psicologi non fanno menzione…
Nei paesi dell’Europa del nord in cui l’educazione sessuo -affettiva rappresenta da anni una realtà nelle scuole, Svezia in testa, dove le politiche woke e la lotta al patriarcato e all’omolesbotransfobia è presente capillarmente iin ogni contesto, si assiste alla drammatica contraddizione, paradosso appunto, per cui i Paesi scandinavi registrano tassi sorprendentemente alti di violenza fisica e sessuale contro le donne.
Alla luce di tutto questo che è la realtà descritta dai numeri che non mentono( se non sono manipolati!) siamo proprio sicuri che entrare nelle scuole a parlare di queste tematiche sia la panacea di tutti i mali?
Un’ ultima considerazione rispetto ad una parola utilizzata dagli psicologi che, collegata ai bambini, produce in me turbamento , malessere e rifiuto: cosa intendete quando parlate di ” consenso”? In taluni contesti le parole sono pietre… Consenso rispetto a cosa? Consenso rispetto a chi?
Vi abbiamo seguito silenti nel permissivismo pedagogico, modello educativo che elimina l’imposizione di regole e limiti con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti : bambini fragili, privati di guide autorevoli, incapaci di reagire ad un qualsiasi rifiuto , insucesso, sconfitta.
Abbiamo assistito impotenti alla distruzione della scuola in cui i docenti sono relegati al ruolo di facilitatori, spesso di psicologi fai da te, quando non di semplici “guardiani” in cui gli obiettivi didattici di trasmissione dei contenuti , di sviluppo di capacità critiche e di autonomia di giudizio si sono progressivamente erosi per giungere ad un totale appiattimento che ha, come unica prospettiva il 6 a tutti a prescindere da motivazione ed impegno.
Ma ora volete alzare ancora di più l’asticella ed interferire con la dimensione sessuo – affettiva dei bambini che certo mai e poi mai può essere impartita a livello di classe ma nel rispetto più totale delle singole personalità, dei percorsi di crescita individuali, delle sensibilità uniche e particolari, aspetti che solo un genitore può cogliere e gestire.
L’ingresso di “esperti” nella scuola si è rivelato un flop, un boomerang se per “esperti” intendiamo individui con personalità “complesse” come drag queen, trans, la porno star Rocco Siffredi, o il buon Cecchettin che, con tutto il rispetto per il suo lutto, a leggere i suoi post più datati, rappresenta l’emblema del maschilismo più becero e volgare . Ma ancora più danno di queste personalità tutto sommato pittoresche potrebbero produrlo professionisti apparentemente asettici ma profondamente ed irrimediabilmente ideologizzati.
Diceva Chesterton:” ci saranno tempi in cui dire che l’erba è verde sarà un gesto rivoluzionario”
Credo che siamo arrivati…difendere le verità più ovvie ed evidenti oggi è un atto di coraggio che comunque siamo intenzionati a fare per salvaguardare i nostri bambini!
Prof. Margherita Meloni
Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
