Femministe contro le donne: la contraddizione dell’aborto selettivo

Egregio Direttore,
Scrivo in merito all’articolo
https://feministpost.it/dal-mondo/uk-lorrore-dellaborto-selettivo-dei-feti-femmine-in-nome-del-multiculturalismo/

Nel Regno Unito l’aborto selettivo di feti femmine è pratica tollerata dai medici e dalla società. In nome del multiculturalismo si accetta che siano abortite bimbe che per la civiltà indiana sono considerate un peso improduttivo e difficili da accasare. Molto si potrebbe scrivere in merito, noi Occidentali con radici greche e latine abbiamo conosciuto l’eliminazione dei deformi a Sparta e lo ius vitae necisque a Roma. Credevamo che i millenni e il progresso avrebbero cancellato gli orrori dell’epoca pagana, invece ancora oggi assistiamo allo scempio dell’umanità: quando la ragione viene fatta a pezzi dall’ideologia e dall’ignoranza  tutto ciò che resta sono solo macerie.
Il conflitto è evidente: in nome dei “ diritti” delle femministe si consente nel silenzio generale di eliminare delle donne. Chi difenderà chi? Quale donna prenderà la parola per proteggere le bimbe nel ventre materno?
Tocca a noi esseri pensanti, liberi da ideologie, tocca a noi credenti, cristiani cattolici, denunciare l’orrore , non tanto e non soltanto quello dell’aborto selettivo, bensì quello dell’aborto.

Ricorriamo alla scienza per affermare una verità che supera il tempo e lo spazio: la vita umana inizia dal concepimento , lì prende forma un nuovo essere vivente con un DNA unico e irripetibile. Dallo zigote in poi è impossibile intervenire, si tratta di diritto alla vita di un individuo fragile, incapace di difendersi, da accogliersi così com’è, indipendentemente dal sesso, maschile o femminile che sia.
Altrimenti tutto potrà accadere. O sta già accadendo?

Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it