https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews-tn-aa/donne-democratiche-del-trentino-referendum-22-23-marzo-aderiamo-allappello-femminista-per-il-no/
Egregio Direttore,
Mi permetta di replicare all’articolo sull’appello delle femministe per il NO.
“VOTARE SÌ PENALIZZA i diritti delle donne.”
“Separare le carriere nuocerebbe alle donne vittime di violenza.”
Ecco le ultime uscite di artiste e cantanti di successo molto famose sul tema referendum.
Insomma questa riforma nasconderebbe del diabolico soprattutto per le donne.
Ecco allora che il coro si alza, a voce unanime, per incoraggiare a votare NO.
Chi ha a cuore il futuro delle donne deve votare NO perché secondo queste tesi, quando la giustizia si indebolisce “si indebolisce anche la capacità dello stato di riconoscere e contrastare violenze e discriminazioni”.
IN REALTÀ TUTTO CIÒ
ha solo odore di propaganda.
Il sorteggio dei membri del CSM e la separazione delle carriere sono strumenti favorevoli per dare credibilità ad una magistratura ad ora ferita dagli scandali.
Per annullare il presunto debito di riconoscenza verso le varie correnti.
Per trovare l’equilibrio nella giustizia che curi l’interesse dei cittadini.
Affinché non ci siano più “sentenze creative” attraverso le quali i magistrati debordano dal loro alveo applicando la legge non in modo corretto e invadendo quindi il campo legislativo.
A QUESTO PROPOSITO vorrei ricordare la vicenda di Eluana Englaro
a cui i magistrati hanno permesso l’interruzione del trattamento medico che la teneva in vita decidendo per la sospensione dell’idratazione e della nutrizione.
All’epoca dei fatti non esisteva ancora in Italia una legge chiara sul fine vita o sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento ( DAT / Biotestamento) che è arrivata solo nel 2017.
IN COSA CREDE CHI VOTA SÌ?
Chi sceglie il SÌ crede che la vita vada difesa dal concepimento alla morte naturale e si sente protetto dal SÌ referendario.
Un giusto SÌ
che tocca la quotidianità di tutti per una logica di buon senso.
Chi vorrebbe infatti essere giudicato, trovandosi in una eventuale situazione, da un giudice potenzialmente tentato dalle circostanze ad essere ed avere rapporti personali e di conseguenza influenzabili con chi accusa?
La giustizia è tale quando opera con equità, rispetto, rigore, responsabilità in quanto “giudica” la persona e la persona deve essere il suo centro.
Una giustizia al servizio dell’uomo e non autoreferenziale.
Una giustizia giusta non è solo una questione tecnica o normativa ma è quella che riconosce i limiti del potere e tutela la dignità delle persone.
INOLTRE SE UN MAGISTRATO commette un errore è giusto che paghi rispondendo non solo al CSM ma davanti alla legge, come accade per tutti.
Adesso la magistratura è una potente casta che difende sé stessa andando anche a violare norme, come ha dimostrato appunto la sentenza della Cassazione del 2007 la quale ha “sentenziato” l’assoluzione di Cappato, capovolgendo il favor vitae che fino a quel momento vigeva in Italia e in tutto l’ordinamento politico, prevedendo la morte di Eluana Englaro.
Il favor vitae è un principio etico-giuridico che impone di tutelare la vita umana come bene supremo.
È giusto inoltre che ci sia equilibrio tra accusa e difesa le quali dovrebbero stare sullo stesso piano.
Insomma c’è bisogno di una giustizia trasparente.
Gli emendamenti proposti dal referendum sono previsti dalla costituzione proprio per garantire leggi imparziali e per difendere la democrazia.
I membri del CSM verranno sorteggiati non più scelti e di conseguenza più liberi, non più controllati dalla politica.
Basta quindi con scelte ideologiche ma ancorate alla legge.
Su questo saremo chiamati ad esprimere preferenza.
Per quanto mi sforzi davvero non trovo nessun aggancio con le uscite delle cantanti e delle artiste le quali affermano che votare NO sia femminista!
Angela D’Alessandro. Bolzano
Comitato Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it
