https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2025/08/05/news/educazione-sessuale-a-scuola-nondasola-no-al-filtro-delle-famiglie-1.100744750
Educazione sessuale a scuola, Nondasola: «No al “filtro” delle famiglie»
Nondasola afferma che ”secondo le raccomandazioni dell’Unesco e dell’Oms, un’educazione sessuale scientificamente fondata, inclusiva, accessibile e commisurata all’età è essenziale per promuovere la salute, prevenire discriminazioni e contrastare la violenza di genere”. Leggiamo insieme una piccola antologia delle linee guida di OMS e di UNESCO e del farraginoso Standard per l’Educazione Sessuale in Europa, redatto dall’ Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Bundeszentrale fur Gesundheitliche Aufklarung Centro federale per l’Educazione alla Salute: “gioco del dottore” per i bambini più piccoli p.23; “prime esperienze sessuali e contraccezione” per età 9-12 anni p.45; solerti spiegazioni riguardo ad “età per il consenso legalmente valido ai rapporti sessuali, fare esperienze sessuali protette e gratificanti, procurarsi e utilizzare correttamente preservativi e contraccettivi” per età 12-15 anni p.47; immancabilmente “gravidanza (anche nelle relazioni omosessuali) ed infertilità, aborto, contraccezione, contraccezione d’emergenza, fallimento della contraccezione” per età 15 anni e successivi p.48. https://whocc.bioeg.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/BZgA_GuidanceImplementation_Italian.pdf
Dove sono le evidenze scientifiche?
Alla compilazione di queste esaltanti linee guida, nelle quali non si ravvisa nulla di “scientificamente fondato”, peraltro anonime (degli “esperti”, 15 donne e 5 uomini sorridenti in foto, non sono riportati nomi e tantomeno qualifiche), ha offerto fattiva ed estesa partecipazione di IPPF International Planned Parenthood Federation, organizzazione privata attiva nel diffondere contraccezione, ma soprattutto nel praticare aborti, dai quali ottiene proventi miliardari. Infatti “L’OMS fa gli interessi dei finanziatori privati” (La Verità 26.01.2025).
Anche la Durex, industria dei preservativi, ha offerto in più sedi la sua “disinteressata” partecipazione a programmi di “educazione sessuale ed alla affettività”.
“La sessualizzazione si verifica quando il valore di una persona deriva solo dal suo fascino o dal comportamento sessuale, con l’esclusione di altre caratteristiche, e quando una persona è sessualmente oggettivata, ad esempio, trasformata in una cosa per l’uso sessuale di un altro.
L’imposizione inappropriata della sessualità è particolarmente rilevante per i bambini. Chiunque (ragazze, ragazzi, uomini, donne) può essere sessualizzato.” https://www.apa.org/news/press/releases/2007/02/sexualizationhttps://www.apa.org/pi/women/programs/girls/report
Sessualizzazione per indottrinare senza alcun risultato utile per la persona
Questa definizione dell’American Psychological Association mi sembra inquadri perfettamente la volontà insita ed occulta in questi programmi di “educazione sessuale”.
Tali programmi, avviati fin dagli anni Cinquanta in Svezia, Regno Unito, Francia, hanno fallito negli scopi dichiarati di evitare comportamenti asociali, gravidanze indesiderate, procurato aborto, malattie infettive sessualmente trasmesse: tale fallimento è noto da tempo immemorabile, ma viene opportunamente occultato. Essi spesso veicolano soltanto contenuti ideologici su contraccezione, aborto, omosessualità, transessualità, nomadismo sessuale. Espongono i bambini a sessualizzazione precoce, li inducono ad interessarsi alla pornografia, alla quale purtroppo internet offre facile accesso con conseguenze perniciose a qualsiasi età. Pornografia, prostituzione, droga sono poi strettamente collegate: il mercato della pornografia attira e sfrutta, con enormi introiti, giovani uomini e giovani donne che si prostituiscono, anche per accedere alla droga: tanti di questi infelici chiudono la loro triste esistenza col suicidio.
Il Paradosso Nordico
E’ il cosiddetto Paradosso Nordico: la Svezia detiene il primato assoluto per femminicidi, per stupri, ed è anche il paese in cui almeno il 30% delle donne lamenta violenze domestiche. Questi dati poissono essere ottenuti on-line anche da siti femministi come Cosmopolitan. I tassi di violenza sulle donne più alti si riscontrino nei Paesi (considerati) cosiddetti più sviluppati, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, con punte inquietanti negli ultra-moderni, ultra-civili Stati del Nord: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca. In Italia in base ai dati 2021 il primato delle violenze sessuali spetta alla avanzatissima Emilia Romagna.
Nondasola afferma anche che non si dovrebbe affidare “in via esclusiva alla famiglia la responsabilità educativa, ignorando che spesso proprio in ambito familiare si consumano violenze o si perpetuano modelli relazionali dannosi”. Effettivamente Nondasola potrebbe farsi promotrice di iniziative affinché bambine, ragazze, donne di famiglie islamiche possano partecipare maggiormente ad attività sociali, non vengano costrette ad indossare chador e persino burqa persino nel periodo estivo, e tantomeno costrette a matrimoni combinati.
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
http://www.prolifeinsieme.it