https://www.renovatio21.com/australia-decessi-per-eutanasia-sono-aumentati-del-400/?amp=1
IN AUSTRALIA ABBIAMO LO SCHEMA che rappresenta la conseguenza della legalizzazione dell’eutanasia.
Legittimata nel 2017 ha visto aumentare i decessi in modo esponenziale.
Lo studio delle percentuali di chi chiede di morire racconta quella che oggi, in quel Paese, è la terribile realtà.
Questo è quanto riportato da uno studio pubblicato sul BMJ Supportive & Palliative Care:
Il 68,1%chiede la morte per aver perso l’autonomia.
Il 57% per ansia.
Il 51% perché teme di dover soffrire in futuro.
Non quindi per una malattia degenerativa e incurabile, nemmeno per dolore insopportabile ma per paura, per solitudine.
E ALLA STESSA DERIVA assistiamo in Canada.
In questo Paese l’eutanasia è diventata la sesta causa di morte.
Anche qui l’obiettivo doveva inizialmente riguardare “l’aiuto” ai casi estremi, per arrivare poi invece a proporla a malati psichiatrici, disabili, depressi.
PURTROPPO è questa la realtà che troppi si ostinano a non voler guardare.
Perché quando l’egittimi una cosa tanto innaturale come l’eutanasia, gli orizzonti si ampliano, i confini si spostano.
L’idea che all’inizio potesse essere vista come un diritto a non soffrire più, si è trasformata nel dovere a “non essere di peso”.
E’ questa la convinzione che percepisce un malato quando non si sente accompagnato, ma vive la sua situazione come “ingombrante” per gli altri.
Quale che sia la malattia che ha fatto scaturire in lui tale pensiero.
MA CHE TIPO DI SOCIETÀ STIAMO COSTRUENDO intorno a chi soffre?
A chi non è più in grado di essere efficiente per svariati motivi?
Come rispondiamo noi, popolo civilizzato, alla sofferenza?
Con la punturina letale?
Se diciamo sì alla morte “affinché il malato smetta di soffrire” anziché guardare alle cure palliative, abbiamo smesso di avere cura delle persone e abbiamo invece deciso che sia molto meglio eliminare il problema.
Io insisto nel dire che la vita è sacra.
Lo dico non solo da cattolica ma anche perché, se si smette di credere in questa sacralità e di proclamarla a gran voce, nessuno di noi è più al sicuro.
Non lo è il fragile, non l’anziano, non il depresso e nemmeno chi si sente solo.
E quando una Comunità convince i più indifesi che la soluzione per loro è la morte, è una comunità che ha smesso di puntare sull’uomo e che è diventata semplicemente “efficiente”.
E questo è spaventoso.
” L’uomo non può mai essere trattato come un mezzo, ma sempre anche come un fine in sé.”
( Immanuel Kant)
Angela D’Alessandro
Comitato Pro-life insieme
www.prolifeinsieme.it
